9 giugno 2016

Le alternative a Soundcloud? Si, ma quali sono? Il declino della nuvoletta arancione spingerà molti ad un esodo che non si vedeva dai tempi degli Ebrei via dall’Egitto. Anche tra gli artisti più affermati iniziano a vacillare le certezze di permanenza su quei lidi, come deduciamo dal recente sfogo di Four Tet, appoggiato da molti tra cui anche Gold Panda. Ci si inizia a chiedere, anche tra i vostri commenti all’episodio di Four Tet, quali alternative a SoundCloud potrebbero essere prese in considerazione e colonizzate.

Difficile trovare una piattaforma che lo rimpiazzi al 100%, dato che molte hanno probabilmente qualcosa in più e qualcosa in meno, dato il loro taglio specifico. Armatevi di flessibilità e spirito di approssimazione che vi vogliamo proporre alcuni nomi.

LE ALTERNATIVE A SOUNDCLOUD

HEARTHIS.AT

alternative soundcloud

 

 

 

 

 

Una tra le alternative a Soundcloud c’è Hearthis, forse la più simile, e per questo menzionata per prima. E’ la più avviata tra le piattaforme alternative e ad un giretto sommario si può notare come ci sia un prevalenza di musica elettronica, all’interno della quale c’è un certo equilibrio tra i sotto generi, senza particolari sbilanciamenti verso alcuni in particolare. Ha l’interessante caratteristica di poter comodamente geolocalizzare le tracce e così monitorare anche la geografia degli ascolti e dell’attività musicale di città in città.

PRO L’account gratuito permette di caricare tutto il materiale che si vuole finchè non si raggiungono i 5000 download o i 10000 play. Dopodichè si procede solo con l’account a pagamento, che però non è esoso dal momento che per 29€ l’anno diviene possibile caricare senza limiti, scegliere il formato WAV, scegliere il bitrate dell’mp3 e posizionare in cima ai risultati di ricerca determinate tracce. Notevole.

CONTRO L’unica pecca è la comunità che dovrebbe andare a crearsi, dato che pare non ci sia un grande margine di interazione tra gli utenti. Ma probabilmente è una caratteristica che può essere aggiornata e meglio sviluppata strada facendo.

 

BANDCAMP

Bandcamp

Bandcamp è una delle alternative a Soundcloud già molto molto diffusa e apprezzata, ma non è proprio la stessa cosa di SoundCloud. La piattaforma permette sia agli ascoltatori che ai producer una buona capacità di movimento, dal momento che i primi possono comodamente avventurarsi e scoprire quantità esagerate di musica nuova, che può essere scaricata gratuitamente o acquistata direttamente dall’artista o dalle label; i secondi possono appunto diffondere in prima persona le loro produzioni e creare collegamenti con altri artisti ed etichette. Come generi c’è davvero di tutto, non necessariamente una predisposizione per l’elettronica.

PRO La qualità della musica che viene uploadata può essere anche in formati lossless come WAV, AIFF e FLAC. C’è un limite a 291 MB di dimensione, che vengono però estesi a 600 MB nel momento in cui le proprie vendite superano la soglia di 20 dollari.

CONTRO Forse i DJ che vogliono uploadare i loro mix sono gli unici penalizzati in questo caso, dal momento che possono sorgere problemi di copyright per il materiale non originale o addirittura i remix, vietati a meno di espliciti permessi. Ciò nonostante, la piattaforma può essere per i DJ stessi una sconfinata miniera di gemme nascoste.

 

MIXCLOUD

alternative soundcloud

Controbilanciamo con Mixcloud, che, tra le alternative a Soundcloud, è decisamente tagliato per i DJ che vogliono uploadare i loro mix, senza incorrere in tribolazioni riguardanti copyright, o almeno non frequentemente come con SoundCloud, dato che la casistica al riguardo è decisamente più esigua. E’ pane quotidiano per le web radio, che possono caricare podcast e includere comodamente nel loro sito la finestrella con il mix intero. Molti DJ usufruiscono dell’account pro, a pagamento (gratis per un mese, poi 11 € al mese se si paga mensilmente, oppure 99 € se si sottoscrive l’abbonamento annuale), che amplierebbe non tanto lo spazio a disposizione quanto la facoltà di monitorare il proprio account, avendo accesso a un gran numero di statistiche, post programmati, controllo della visibilità del materiale e altre possiblità di personalizzazione.

PRO Già dalla versione free, lo storage è illimitato e accetta una varietà di formati: MP3, MP4, AAC, M4A, OGG, ma purtroppo non gli WAV e FLAC.

CONTRO E più una piattaforma di appoggio che sociale, dato che è popolata a stragrande maggioranza da DJ e non da ascoltatori, i quali comunque hanno vita non facilissima nel navigare tra mix che non hanno tracklist e dove non è facile skippare di traccia in traccia. Per questo motivo c’è anche poca interazione.

 

PLAY.FM

play_fm

E’ stato faticoso cercare di scoprire i suoi intenti e il suo taglio, anche perchè il suo blog ufficiale, separato dal sito ufficiale, è in tedesco. Comunicazione pessima, praticamente sembra voglia intenzionalmente nascondersi. Tuttavia, abbiamo capito che è una piattaforma con base a Vienna e che a quanto pare ha ricevuto alcuni premi e finanziamenti. Andando sul sito ufficiale e scorrendo in basso vediamo una nuvola di tag che fanno subito capire di essere decisamente nel emisfero della musica elettronica.

E’ una piattaforma anche questa per DJ, dato che ospita maggiormente DJ set, esibizioni in radio e live set. Gli utenti possono caricare file dai trenta minuti fino alle nove ore, ascoltabili in qualità CD senza interruzioni.

PRO Probabilmente la praticità della navigazione, dato che per arrivare alla musica desiderata è possibile cercare per DJ, artista, genere, etichetta, ma anche per club, location e evento.

CONTRO E’ un po’ nell’ombra, con la conseguenza di essere forse poco frequentato (nonostante molti DJ di calibro internazionale hanno ivi caricato i loro set, da Derrick May a Carl Craig, da Ellen Allien a Trenntemoeller, da Juan Atkins a Laurent Garnier).

 

8-TRACKS

8tracks

Non è propriamente una tra le alternative a SoundCloud perchè è proprio l’impostazione a essere diversa. La finalità della piattaforma è la condivisione di playlist, il chè può essere comodo se utilizzato in concomitanza con le piattaforme da DJ. In questa è particolarmente viva la community, perchè 8-Tracks si predispone bene all’interazione e alla condivisione.

Praticamente l’utente crea playlist formate da almeno 8 tracce, e gli ascoltatori possono ripostarle o mettere il like alla singola traccia come anche alla playlist intera (un po’ come su SC). E’ uno strumento agevole per i DJ che vogliono rendere nota la scaletta dei loro mix e far ascoltare singolarmente le tracce selezionate, cosa che non si può propriamente fare con Mixcloud e derivati, e a detta di qualcuno è probabile che la scaletta su 8-Tracks possa avere addirittura più visibilità del mix caricato altrove come unica traccia.

Anche gli artisti possono caricare e condividere la propria musica, con un formato apposito di account, e può esserci quindi la possibilità di interazione diretta artista-fan. Una caratteristica importante è che vengono pagate le royalties per ogni traccia che viene ascoltata, compresi i remix.

PRO E’ un sito fondamentalmente per scopritori-ascoltatori, dove viene data però la possibilità agli artisti di integrarsi e fondersi nel mare di playlist, prendendo parte direttamente con le proprie tracce da promuovere. Usato in questo modo può rivelarsi una buona alternativa, sebbene con una formula diversa.

CONTRO Si regge più su tracce esistenti che su materiale nuovo. Quindi rischia di essere nè carne nè pesce, nel senso che offre “lateralmente” un supporto ai DJ, che condivideranno la loro scaletta ma non i loro mix dove sarebbe possibile saggiare tutte le loro abilità, e sempre “lateralmente” può essere di beneficio agli artisti emergenti in cerca di visibilità, con il loro materiale inedito messo in competizione con tracce già conosciute.

 

MIXCRATE

alternative soundcloud

Stessa filosofia di Mixcloud, più o meno, ma senza app dedicata. Si rivolge espressamente ai DJ e i loro mix, che devono pesare al massimo 190 MB ed essere caricati in formato MP3. E’ una piattaforma creata dai DJ per i DJ, il chè si traduce in una comunità particolarmente attiva e un buonissimo spirito di condivisione. Per cui anche questa piattaforma è molto adatta anche alle web-radio e ai promoter per eventi, oltre che a chi direttamente sta dietro ai piatti e va citata tra le alternative a Soundcloud.

Pro: essendo istituita dai DJ per i DJ, ha regole molto chiare improntate a cercare di avere in archivio lavori di qualità, nel senso che richiede un beatmatching decente, transizioni creative tra un brano e l’altro e altre caratteristiche simili.

Contro: purtroppo sono tanti, a cominciare dal limite massimo di 190 MB di upload, che forza ad abbassare la qualità del suono, passando per l’assenza di app per cellulare, e finendo con il fatto che i mix di Mixcrate non possono essere embeddati.

 

iTUNES

itunes

Con un po’ di lateral thinking, possiamo anche inserire il buon vecchio iTunes nella lista delle alternative a Soundcloud. Conosciamo tutti questo software che ci permette di sincronizzare i dispositivi iOS, organizzare la nostra musica, ma anche acquistarla e scaricarla tramite iTunes Store, condividerla, e persino anche ascoltare gratuitamente le web-radio. Non è quindi una canonica alternativa a SoundCloud ma può essere in un certo senso utilizzata come tale, nel momento in cui un artista può mettere in vendita i propri brani su iTunes, che quindi entreranno in circolazione e condivisi.

Pro: è una piattaforma già avviata, con basi solide e un’utenza enorme.

Contro: è più una piattaforma dove procurarsi la musica, piuttosto che un social network dove interagire e creare appunto un qualcosa di sociale. Per cui gli artisti emergenti dovranno provvedere altrove, in altri social network, a come potenziare la promozione della propria musica.

 

YOUTUBE

alternative soundcloud

Il caro nonno YouTube ha già combattuto la sua guerra con le questioni di copyright. Sembra una piattaforma che appartiene al passato, eppure tiene botta e ancora è larghissimamente utilizzata e per questo motivo ci sentiamo di doverla inserire tra le alternative a Soundcloud. Forse è complice anche la componente video a rendere appetibili i materiali condivisi. Come contenuti c’è di tutto, per cui è molto facile trovare materiale anche davvero sconosciuto.

Inoltre, con il supporto di altri social network si può facilmente arrivare a contenuti particolarmente congeniali e adatti ai propri gusti, scoprendo perle che non si poteva immaginare esistessero. In questo senso è una delle miniere più grandi e ricche della rete mondiale. Anche in questo caso per promuovere la propria musica sarebbe più funzionale utilizzarlo insieme ad altri social network, ma di per sè ha ben pochi limiti.

E’ possibile caricare materiale in qualità audio e video anche relativamente alta e i file possono arrivare anche a dieci ore, per cui dalle singole tracce ai mix, o persino intere serate possono essere trovate, ascoltate e guardate. Non è difficile immaginare che le sue caratteristiche possono anche essere utili per ciò che va oltre il semplice brano musicale, dal momento che sul proprio canale potrebbe benissimo esserci spazio anche per interviste, teaser, e altro materiale di supporto. Per cui non vi stupite di averlo trovato in questa lista, YouTube non è morto affatto.

Pro: enorme versatilità in termini di materiali caricabili, componente video che introduce ulteriori possibilità creative, compatibilità con praticamente tutti i siti del mondo per link, embedding e altre funzionalità web.

Contro: è un oceano sconfinato, dove i musicisti emergenti sono solo una piccola fetta e purtroppo è strapieno di materiale insulso che niente ha a che vedere con la musica.

 

Paolo Castelluccio