30 maggio 2016

Mentre Detroit e Berlino hanno avuto un ruolo essenziale nella nascita e nella diffusione della musica techno, quando parliamo di house una delle città di riferimento è un’altra: New York City. Ed è proprio qui che è nato Fred Peterkin, meglio conosciuto nel panorama musicale come Fred P o Black Jazz Consortium (si esibirà nel party House District dell’Off Week Barcelona)

Fred P ha una storia artistica lunga e intensa: nato e cresciuto a Brooklyn, ha iniziato da giovanissimo a frequentare i migliori club della Grande Mela e a ballare in maniera professionale sulle note di grandissimi dj come Frankie Knuckles, Danny Tenaglia e David Morales.

La musica è sempre stata l’elemento fondamentale nella sua vita, oltre ad essere ciò che lo ha spinto a trasferirsi a Berlino per maturare ed evolvere come artista. Noi abbiamo voluto conoscere meglio Fred P ponendogli alcune domande sulla sua storia, la sua carriera e il significato della musica nella sua vita; questo è ciò che è emerso.

ITALIANO – ENGLISH

Fred Peterkin, aka Fred P, Black Jazz Consortium, Anomaly, FP197 and FP-Oner. Hai prodotto musica sotto diversi pseudonimi: qual è il motivo per cui cambi spesso “nome”? C’è qualche significato particolare dietro ognuno di questi alias?

Ogni pseudonimo che uso ha un significato speciale per me. È personale e quel sentimento convoglia nella musica che produco sotto quell’alias

Fred P è di New York City ma vive a Berlino, quindi conosce bene le situazioni di due tra le città più importanti quando si parla di musica elettronica. In che modo queste città hanno influenzato il tuo stile?

New York è la città da cui provengo, nato e cresciuto a Flatbush, Brooklyn. Il mio stile rispecchia ciò. Berlino è molto simile a Brooklyn, ha un’anima cruda. Anche se sta cambiando così tanto, mantiene la sua essenza grezza. Vivere a Berlino ha completamente aperto la mia mente alla flessibilità e al non limitare la mia visione creativa

Quali sono le principali differenze tra le scene musicali di New York e Berlino?

Ultimamente stanno diventando più simili. Berlino ha una nightlife impressionante ed è variegata. New York era conosciuta per questo (nightlife e varietà ndr) fino all’11 settembre, anche se recentemente sembra stia tornando ai livelli pre-attentato. Rimane comunque una discrepanza in quanto a diversificazione. New York è un melting pot di culture provenienti da tutto il mondo, ma non lo noti più nei dance floor. Questo è desolante; se non facciamo festa insieme, come può esserci armonia? C’è, quindi, molto lavoro da fare per cambiare questa cosa. C’è una questione socio-economica che va risolta se New York vuole essere un riflesso ancor più splendente di ciò che era in passato

Quando si dice “Fred P” si pensa automaticamente alla house music, ma tu hai legami anche con hip hop, jazz e soul. In che modo questi generi influenzano la tua musica?

Come artista, io credo nell’esprimere onestamente me stesso. Quando lo faccio, è meglio comunicare un messaggio sincero. Vengo da tutti questi elementi; questi suoni hanno segnato la mia crescita. Se devo essere egoista, questi generi “mi hanno dato da mangiare”, così da permettermi di provare qualcosa di diverso dopo

Eri solito frequentare i club più famosi di New York, come il Tunnel o il Red Zone, per ballare e fare festa. Quando hai iniziato a pensare di creare musica e per quale motivo hai provato questo particolare bisogno?

Non dimentichiamo il leggendario Sound Factory. Ho iniziato a pensare di produrre quando avevo circa 15 anni e ho avuto l’opportunità di fare delle cose che mi hanno portato a provare altre cose. È stato più di un bisogno; ma non potrei dire da dove è venuto. È come il bisogno di respirare, a cui non pensi mai davvero; respiri e basta. E la cosa più interessante è che l’aria non la devi e non la puoi chiedere, semplicemente esiste ed è lì per te, per sostenere la tua vita. Capisci? Stesso concetto, diverso contesto

Nella tua carriera relativamente lunga hai avuto a che fare con molte etichette e molti artisti influenti. Quali trovi più interessanti e quali ti hanno influenzato in maniera particolarmente forte?

Non posso scegliere. Ogni situazione è diversa e ha il suo valore secondo me. Lavoro con persone che mi sono di ispirazione e che riflettono passione per questa forma d’arte. Dopotutto mi sembra qualcosa di importante

Non molto tempo fa Juan Atkins, una leggenda della techno, ha accusato la Top 100 di The Dj List di essere razzista, essendo presenti solo due dj neri alla novantanovesima e centesima posizione. Cosa pensi di questo particolare caso e dell’argomento in generale?

È una realtà che spero solo cambi presto…

Dove prende l’ispirazione per fare musica Fred P? Cioè, sembri vivere la musica in maniera molto spirituale e intensa, specialmente quando produci. È lo stesso quando metti dischi?

Amo la musica, l’elettronica in particolare. La amo perché è stata la compagna più fidata della mia vita. Non giudica, non critica, non fa desiderare la sua bellezza per mettersi in posizione di vantaggio. Lo spettro d’energia è veramente ampio, per questo per me la musica è dove mi trovo capace di attingere a qualcosa più grande di me. La vivo, le credo e la porto in qualsiasi cosa io faccia

Hai alcune date interessanti in programma: quella alla Off Week di Barcellona sembra essere la più interessante, dal momento in cui ci saranno altri grandi artisti come Kevin Saunderson, Levon Vincent, DJ Qu, Tama Sumo e Joey Anderson. Cosa ne pensi di questi talenti e del contributo che hanno portato e portano alla causa dell’house music?

Ognuno di loro è al top del rispettivo campo. È un enorme onore essere tra loro per questa speciale occasione. Andrei avanti per giorni a dire quanto ognuno di loro sia fantastico, ma ci metterei troppo. Ogni artista, a suo modo, mi ha ispirato

Parlando di futuro, quali progetti interessanti possiamo aspettarci da Fred P e dalla tua label, se ce ne sono?

C’è un nuovo progetto Modern Architect in programma, ma terrò per me i dettagli dato che è unico e voglio sia una sorpresa. Tornerà presto il progetto BOARDS con degli ospiti speciali. Ora Soul People Music ha ormai dieci anni. Stiamo voltando pagina e passando ad un altro livello. È tutto così esaltante.

Intervista e Traduzione Alberto Zannato

ENGLISH VERSION

Fred Peterkin, aka Fred P, Black Jazz Consortium, Anomaly, FP197 and FP-Oner. You produced music under several alias: why do often you “change name”? Do these aliases have particular meanings for you?

Every moniker I use has a special meaning for me. It’s personal and that feeling goes in to the music as that moniker

Fred P is from New York City but you live in Berlin, so you know well the situation of two of the most important cities of the world when we talk about electronic music. How did both the cities affect your style? 

New York is where I’m from, born and raised in Flatbush, Brooklyn. My style is a reflection of that. Berlin is very similar to Brooklyn as it has a raw feel to it. Even as it is changing so much, there is still this raw essence. Living in Berlin has opened my mind completely to being flexible and not limiting my creative views 

What are the main differences between NYC and Berlin’s music scenes?

These days they are becoming more similar. Berlin has a very strong night life and is diverse. New York was once known for this until 9/11, however these days it seems to be getting back to that level. However there is a deficit in diversity. New York is a melting pot of cultures from around the world but you don’t really see that anymore on the dance floor. This is distressing because if we don’t party together how do we have harmony? So there is a lot of work that needs to be done to change this. It’s a social and economic issue that needs to be addressed if NY is to be an even brighter reflection of its former self

When you say Fred P you automatically think about house music, but you are also linked to hip hop, jazz and soul. How do these genres affect your music?

As an artist I believe in honestly expressing myself. When I do this it is better to communicate a real message. I come from all these elements, these sounds shaped my up bringing. Being self thought these genres of music gave me food for thought enough to try something later on

You used to go to NY’s most famous clubs like the Tunnel or the Red Zone to dance and party. When did you start thinking about creating music and why did you feel this particular need?

Can’t forget the legendary Sound Factory. I thought about creating very young, about 15 years old and had opportunities to do some things that led me to try other things. It’s a bit more than a need; I couldn’t really tell where it comes from. It’s like the need to breath you don’t really think about it, you just breath. What’s more interesting is air: you can’t ask for it, it just is and it’s there for you, sustaining your life. Dig? Same concept, just a different scene

In your relatively long career you came in contact with lots of influent labels and artists. Which ones do you like the most and which ones did affect you in a particularly strong way?

I can not pick a favorite. Every situation is different and has its own value in my opinion. I work with people that inspirer me and reflect passion for the art form. Over time it seems like a lot 

Not so long ago, Juan Atkins, a techno legend, called out “The Dj List” Top 100 for being racist, with only two black djs in the 99th and 100th  position. What do you think about this particular case and about the topic in general?

It’s a reality that I hope will change one day soon…

Where do you take the inspiration to make music from? I mean, you seem to live music in a very spiritual and intense way, especially when producing. Is it the same when you’re djing?

I love music, electronic music in particular. I love it because it has been the most consistent companion in my life. It does not judge, criticize or withhold its beauty in order to gain the advantage. The energetic spectrum is vast, in that respect for me music is where I find myself being able to tap into something larger than myself. I live that, believe that and  take it into what ever I am doing on my level

You have some interesting gigs planned: the one at Barcelona’s Off Week probably is the most interesting, involving other huge artists like Kevin Saunderson, Levon Vincent, DJ Qu, Tama Sumo and Joey Anderson. What do you think about these talents and the contribution they gave and they are giving to house music?

All of them are at the top of their respective fields. It’s a huge honor to be among them for this special occasion. I can go on for days about how amazing each and everyone them are but that would take a whiles. Each artist in their own way has inspired me and I have leaned from

Talking about Fred P future, which interesting projects can we expect from you and your label, if there are any?

There is a new Modern Architect project in the works. I’m keeping the details under wraps as it is unique so I would it to be a surprise. The BOARDS project is returning soon with some very special guest. Right now Soul People Music has been around for 10 years. Now we are turning the page and going from one stage to another. It’s all very exciting

Interview and Translation Alberto Zannato