4 aprile 2016

Diamo sempre grande spazio agli artisti italiani e siamo orgogliosi di farlo, specialmente se sono nella scena da tanti anni e con la loro musica sono in grado di proporre sempre qualcosa di interessante. E’ il caso di Sasha Carassi, uno dei produttori e dj italiani più affermati, sia in patria e sia all’estero, dove settimanalmente è di scena in moltissimi club di tutto il mondo. Nel 2009 ha deciso di realizzare uno dei suoi grandi sogni e ha dato vita alla sua label, la Phobiq Recordings. Ma conosciamolo un po’ meglio e vediamo quale è la sua visione della musica.

ITALIANO – ENGLISH

Ciao Sasha, raccontaci come è nata la tua passione per la musica elettronica

Salve a tutti,é un piacere scambiare due chiacchiere con voi… La mia passione è nata frequentando il “Dinamik Area”, un locale molto famoso negli anni ’90. Lí ho avuto la fortuna di veder esibirsi i piú famosi artisti internazionali di quegli anni,innamorandomi cosí di quello che sarebbe diventato il mio lavoro.

Che generi prediligi in un live set?

Ho gusti molto vari, mi piace la buona musica in generale. In particolare amo molto la musica funk e non disprezzo la contaminazione elettronica.

Quali label e artisti hanno influito nel tuo percorso musicale, nel tuo stile e nelle tue sonorità?

Come label sicuramente Drumcode e Cocoon sono le mie preferite, per quanto riguarda gli artisti di certo Claudio Coccoluto e Denny Tenaglia hanno influito molto sul mio indirizzo musicale.

Qual’è stata la tua uscita discografica più importante?

Assolutamente la mia prima release su Drumcode “Hypercombo” nel 2010.

Cosa pensi del clubbing in Italia attuale e degli artisti italiani?!

In Italia abbiamo sicuramente una gran bella scena, ricca di club e situazioni interessanti, ma purtroppo ci sono anche stupidi promoters che giocano a farsi guerra tra loro. Per questo in Italia non abbiamo molti festival come in tutto il mondo, perchè non c’è collaborazione ed ognuno pensa solo ai propri interessi.

Parlando delle tue esperienze lavorative quale club italiano/estero ti ha emozionato di più nel suonare la tua musica?

Ho un bellissimo ricordo del Cromie in Puglia ed ovviamente del Duel Beat nella mia Napoli

Cosa consigli ai giovani artisti emergenti che intraprendono questo mondo?

Di non vendersi a stupide promesse come “Attacca locandine e vendi biglietti che ti faró suonare 30 min”, ma di seguire le proprie ambizioni.

Descrivici in tre aggettivi la tua personalità: cosa ti ha fatto diventare quel grande artista che sei oggi?

Prima di tutto non mi reputo un grande artista, ma una persona che ha ancora tanto da imparare. Posso comunque dire di essere una persona abbastanza sensibile, pignolo e determinato.

Come ci si sente ad essere un icona italiana nel mondo della musica elettronica? 

Ribadisco di non sentirmi assolutamente un icona, ma non posso negare di aver dato un mio piccolo contributo all’esportazione della techno italiana, per non dire napoletana (sorride)

Infine: quali sono i tuoi progetti o novità future? Puoi svelarci qualcosa?

Ho un po’ di cose in cantiere, come anche la costruzione di un nuovo studio. Saró in grado di svelare qualcosa in piú tra qualche mese.

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Intervista Gianni Alessandrelli

ENGLISH

Hi Sasha, how did your passion for electronic music?

Hi everyone, it’s a pleasure to chat with you. My passion is born attending the “Dinamik Area”, a very famous club in the ’90s. There I was lucky enough to see perform the most famous international artists of those years, falling in love so of what would become my job.

What genres do you prefer in a live set?

I have very different tastes, I like good music in general. In particular I really love funk music and not disregard the electronic contamination.

Such as labels and artists have influenced your musical journey, in your style and in your sound?

As label definitely Drumcode and Cocoon are my favorite, Claudio Coccoluto and Denny Tenaglia have great influence on my musical direction.

What has been your most important record release?

Absolutely my first release on Drumcode, ‘Hyper Combo’ in 2010.

What do you think of the Italian clubbing and Italian artists?

In Italy we definitely have a very good scene, club rich and interesting situations, but unfortunately there are also stupid promoters playing to war with each other. Why in Italy we do not have as many festivals around the world, because there is collaboration and everyone thinks only of his own interests.

Speaking of your work experience, which Italian or foreign club has touched you the most?

I have wonderful memories of Cromie in Taranto and of course the Duel Beat in my city, Naples.

What advice do you want to suggest to young emerging artists who want to become dj?

From selling to stupid promises like: “Attacking posters and sell tickets that I’ll play 30 min”, but to follow their own ambitions.

Describe your personality in three words: what made you become that great artist you are today?

First of all I’m not a great artist, but a person who still has much to learn. I can still be said to be quite a sensitive person, fussy and determined.

How does it feel to be Italian icon in the world of electronic music scene?

I repeat, do not feel absolutely an icon, but I can not deny having given my small contribution on exports of Italian techno, not to say Neapolitan.

Finally: what are your future projects or innovations? Can you tell us something?

I have a bit ‘of things in the pipeline, as well as the construction of a new study. He will be able to reveal a little more in a few months.

Interview & Translate Gianni Alessandrelli