“Running” è il nuovo capitolo del percorso del duo 21GRMS, una traccia emotiva che attraversa fuga, desiderio e ricerca interiore, raccontando il momento in cui correre via diventa anche un modo per ritrovarsi.
Con “Running”, prosegue il percorso del duo 21GRMS dentro un immaginario elettronico emotivo e cinematografico, costruito tra scrittura, produzione e una visione sonora sempre più riconoscibile.
Il brano nasce da una sensazione di movimento, distanza e desiderio di evasione, trasformando elementi percussivi e synth in una traccia intima ma aperta, capace di evolvere durante l’ascolto affiancando slancio e luminosità ai suoi tratti più introspettivi.
“Running” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì. È già possibile effettuare il pre-save del brano al seguente link.

In vista del rilascio di venerdì, abbiamo rivolto alcune domande al duo per entrare nell’immaginario del brano, tra ricerca interiore, bisogno di fuga e nuove prospettive.
“Running” sembra muoversi tra fuga, desiderio e ricerca di una nuova direzione. Da quale immagine o sensazione siete partiti, e quanto conta per 21GRMS costruire tracce che abbiano una componente narrativa oltre che musicale?
“Running” è nata dall’immagine di qualcuno che continua a muoversi senza sapere esattamente dove sta andando. Ci interessava raccontare quel momento sospeso in cui senti che non puoi più restare fermo, ma non hai ancora trovato una destinazione.
Per noi la componente narrativa è fondamentale, ogni brano è come una scena di un film che non esiste ancora. La musica elettronica ha una grande capacità evocativa e ci piace usarla per costruire paesaggi emotivi, lasciando però all’ascoltatore lo spazio per completare la storia con la propria esperienza.
Nelle lyrics c’è una ricerca di luce, ma anche il rifiuto di un’idea troppo perfetta di salvezza. “Running” è una corsa verso qualcosa o lontano da qualcosa?
Crediamo che sia entrambe le cose. Spesso i cambiamenti più importanti nascono da una doppia spinta, da un lato c’è il desiderio di avvicinarsi a una versione più autentica di sé stessi, dall’altro la necessità di lasciare andare qualcosa che non funziona più.
In “Running” non volevamo raccontare una salvezza definitiva o una soluzione magica. La luce esiste, ma non cancella le ombre. È più una ricerca che un traguardo finale.
Cosa vorreste che rimanesse addosso a chi ascolta “Running” per la prima volta?
Ci piacerebbe che lasciasse una sensazione di movimento, come quando finisce un viaggio ma continui a portarti dentro il paesaggio che hai vissuto ed attraversato.
Se anche solo per pochi minuti qualcuno si sente compreso nelle proprie incertezze, oppure trova l’energia per fare un passo avanti, allora il brano ha fatto il suo lavoro. Non cerchiamo di dare risposte precise, ma di creare qualcosa in cui le persone possano riconoscersi.