thirty six − = 29

L’ essere umano è rinomato per le sue incredibili capacità di adattarsi alle più disparate condizioni e ambienti; questo non solo grazie alle sue facoltà fisiche, ma anche grazie alle sue doti mentali; nel 1980 non ci saremmo mai potuti immaginare qualcosa di più realistico di un gioco di calcio che non avesse dei quadratini come giocatori, perché è a quello che ci eravamo abituati; adesso questo ci sembra ridicolo.

Quando un ragazzino palestinese riesce a stare 24 ore senza udire uno sparo o il sibilo di un jet, lui non potrebbe stare meglio; allo stesso tempo, un cittadino italiano probabilmente non vivrebbe mai in un luogo come la Palestina, in condizioni estreme al quale non è abituato e dove non sempre si mangia più di un pezzo di pane al giorno. La nostra capacità di adattamento però è un’arma a doppio taglio; grazie ad essa noi umani stiamo bene come stiamo, ma non sempre riusciamo a guardare più avanti, forse anche per pigrizia.

Con la musica il discorso è analogo; quando andavi alle elementari ascoltavi le canzoni con la radiolina del nonno e credevi di non poterle sentire meglio;  poi è arrivato il primo cellulare, e con un po’ di fatica potevi riuscire a distinguere i vari strumenti di un brano; dopo un po’, con i soldi messi da parte ti sei voluto comprare l’ impianto Hi-Fi, e lì eri sicuro di essere arrivato al top. Senti questo giro di basso, senti che assolo di chitarra, senti che bellezza. Infine sei passato da Parkett, ed hai letto questo articolo.

Questo articolo parla di 4DSOUND, un impianto sonoro realizzato dal 31enne Paul Oomen, costituito da 16 cilindri di metallo, dentro i quali alloggiano 3 diffusori; uno all’altezza della vita, uno ad altezza orecchie ed uno sopra la testa. I cilindri poggiano su una piattaforma, sotto alla quale risiedono i driver a bassa frequenza. Descrivere una sensazione non è mai facile, quindi il redattore di ResidentAdvisor che ha avuto la fortuna di poter testare questo impianto, l’ ha descritto con una metafora “ la differenza è paragonabile a quella di vedere un film Pixar su iPad, e vedere lo stesso film in un cinema in 3D”.

Altra caratteristica del 4DSOUND, è che dentro ad esso è molto raro sentire lo stesso pezzo uguale a come lo hai sentito 1 minuto fa, sempre nel 4DSOUND; “Avrei potuto far riprodurre ad Oomen lo stesso brano 3 volte, e l’ hai avrei potuto sentire in 3 modi diversi, a seconda di dove avrei scelto di posizionarmi. Il sistema, inoltre, non era rumoroso come possiamo immaginarci, stabile o in movimento, piuttosto che volume alto o basso”. Infatti, sul 4DSOUND, i comandi a cui siamo abituati come panning e volume, non contano più. I diffusori riescono a disperdere il suono con un angolo di 180 gradi ed hanno una risposta in fequenza piatta. Il tutto viene controllato da un Mac con Ableton Live ed un iPad con Lemur personalizzato. L’ impianto verrà portato a breve in Germania e farà parte del Berlin Atonal festival, ma Ooman è già al lavoro per la costruzione di un nuovo sistema. “Per adesso siamo ad una versione 1.2, alla fine del 2012 avevamo la versione 1.0 completamente stabile, l’ 80% di quello che avevamo in mente funzionava molto bene. In questo anno e mezzo di lavori abbiamo sistemato il restante 20%, in modo che adesso l’ impianto è vicino alla perfezione.” Ma Oomen non si accontenta “Abbiamo un sacco di idee su quelle che potrebbero essere le espansioni per questo sistema, ma di questo non mi è concesso di parlare.”

Allora l’ Hi-Fi di casa non era proprio il massimo. E il futuro cosa ci riserverà? Sapersi adattare è importante, certo, ma riuscire ad innovare lo è ancora di più.

Andrea Nerla