Djrum torna con il nuovo EP “I Wander” in uscita il 14 agosto

9 Luglio 2026

Dopo il successo dell’ultimo album, Djrum torna con un EP di 16 minuti che uscirà il 14 agosto.

Djrum non è certo un nome sconosciuto tra gli appassionati di musica elettronica d’avanguardia. Dopo l’enorme successo ottenuto lo scorso anno, il produttore torna con una nuova e ambiziosa proposta, “I Wander”, pensata come “un’unica opera distribuita su più tracce”. “

“Qual è la differenza tra una canzone, una traccia, un’opera, un brano? Mi interessa giocare con queste distinzioni”, così Djrum presenta il suo EP creato attraverso un linguaggio musicale fluido, mutevole e che attinge a una tavolozza musicale affinata sempre di più negli ultimi anni. L’artista spiega di avere inizialmente progettato l’EP per essere ascoltato senza interruzioni, tuttavia quest’ultimo può rivelare dimensioni diverse a seconda dell’approccio dell’ascoltatore: “I Wander può essere assimilato a piccoli frammenti oppure ascoltato nella sua interezza. Ogni traccia racconta una storia a sé, ma, considerate insieme, rivelano una narrazione completamente diversa”.

La tensione cresce progressivamente durante tutta la durata dell’album (la traccia “IV+V” è disponibile in pre-ascolto QUI), iniziando da frequenze più basse, intensificandosi con una magistrale programmazione ritmica ipercinetica e con frammenti convulsi di jungle e breakbeat e concludendosi immerso in un’atmosfera serena, accompagnata da leggere derive ambient e minimali interventi d’archi.

Come da tradizione nelle produzioni di Djrum, musica elettronica si fonde a un’apprezzatissima ricchezza strumentale acustica, rendendo le sue opere dei veri capolavori (vogliamo forse parlare di questa performance?): ritmi a incastro, campionamenti insoliti ed effetti sonori si intrecciano, in questo caso, con pianoforte e violoncello. Non ci resta che attendere l’uscita di “I Wander”, firmato da un artista che possiamo dire essere nel pieno della sua maturità creativa.

Previous Story

Seth Troxler presenta “He Ain’t Here”: la nuova compilation di Slacker 85

Next Story

Lazarusman racconta “Skin”: identità e memoria