PYRAMID 2026: IL CUORE DI IBIZA CONTINUA A BATTERE

3 Settembre 2026

Alcuni party appartengono a una stagione. Altri, stagione dopo stagione, finiscono per diventare parte della geografia culturale di un’isola. Pyramid Ibiza è uno di questi. Nata nel 2018 all’Amnesia, Pyramid è arrivata al 2026 con un’identità ormai precisa: difendere quella parte della club culture ibizenca in cui il dancefloor viene prima dello spettacolo, la selezione musicale prima del marketing e la durata della notte prima della logica del consumo rapido.

È una filosofia che Amnesia stessa lega esplicitamente ai valori dell’Ibiza degli anni Novanta: musica, corpi, libertà e comunità.E proprio qui sta il significato di Pyramid .In un’isola dove il concetto di “underground” è diventato spesso una categoria promozionale, Pyramid continua a funzionare come una sorta di memoria, prendendo alcuni dei suoi codici — il culto del DJ, i set lunghi, la centralità del dancefloor, l’alternanza fra techno e minimal — e li trasporta dentro la contemporaneità.

Pyramid Ibiza è nata in un momento in cui Ibiza stava cambiando velocemente. L’isola era ormai diventata una macchina globale dell’intrattenimento elettronico, mentre una parte della vecchia cultura rave rischiava di trasformarsi in semplice estetica.

La risposta di Pyramid è stata quasi radicalmente semplice: riportare la musica al centro.Il suo rapporto con Amnesia è fondamentale. La Terraza e la Main Room rappresentano due facce complementari della stessa idea di clubbing: da una parte il groove, il minimal e le contaminazioni house; dall’altra il lato più fisico e ipnotico del techno per formare insieme un percorso attraverso differenti linguaggi della notte.

È anche per questo che Pyramid ha assunto un peso particolare nella scena dell’isola: perché non è soltanto una serata techno. È diventata un luogo d’incontro fra generazioni di clubber, DJ affermati, nuovi talenti e pubblico internazionale.

La programmazione 2026 conferma questa impostazione.Dopo l’appuntamento di fine agosto, Pyramid torna domenica 6 settembre dalle 23:00, con una lineup divisa fra le due anime del club.

In Terraza spazio a Joseph Capriati, Marco Faraone, Sidney Charles e Mar-T, mentre la Main Room sarà affidata a Yanamaste, Chlär, Alarico e Luca Donzelli.È una selezione che racconta bene la direzione di Pyramid: nomi con una forte relazione con il dancefloor accanto a una nuova generazione capace di spingere il linguaggio techno verso territori più radicali.

Il 13 settembre il programma alza ulteriormente l’asticella: in Terraza arrivano Ricardo Villalobos B2B Luciano, insieme a Francesco Del Garda, Saoirse e Anitë, mentre in Main Room sono annunciati Marco Faraone, Nina Kraviz, Annē e Ignez.Il B2B Villalobos–Luciano ha inoltre un valore simbolico particolare: Amnesia lo presenta come uno dei momenti legati al 50° anniversario del club, evocando una stagione storica della cultura underground dell’isola e, in particolare, l’epoca delle sessioni Cocoon.

Il 20 settembre la Main Room vedrà invece Charlie Sparks, Deborah De Luca, Andrés Campo e Luca Donzelli, mentre il 27 settembre la notte porterà in Terraza artisti come OBSKÜR B2B, Omar+, Sosa, Kepler B2B, Burnski, CAAL B2B e De La Swing. In Main Room, un altro nome che non ha bisogno di presentazioni: Jeff Mills, insieme a Nørbak e DJ Pete.

Perché Pyramid rimane dunque un’istituzione? La risposta è probabilmente nella sua capacità di fare una cosa sempre più difficile a Ibiza: costruire una notte che abbia una propria identità.

Pyramid non vive soltanto della forza dei nomi in line-up. Vive della continuità. Della ritualità della domenica, della Terraza che cambia completamente volto con il passare delle ore o della Main Room che può trasformarsi in un ambiente fisico, quasi claustrofobico, dove il tempo smette di avere un significato convenzionale.

È la dimensione in cui Ibiza smette di essere una destinazione e torna a essere una cultura musicale.Ed è forse questo il vero lascito di Pyramid: ricordare che il clubbing non è necessariamente una questione di dimensioni, di numeri o di esclusività. È soprattutto una questione di attitudine.

Nel 2026 Pyramid continua quindi a rappresentare una delle poche connessioni dirette fra la memoria rave dell’isola e il suo presente elettronico. Un ponte fra chi ha vissuto Ibiza quando il clubbing era ancora una scoperta e chi oggi arriva sull’isola per cercare qualcosa che non trova necessariamente nei grandi festival o nei format globali.La piramide, in fondo, è ancora lì.

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