seventy five − sixty six =

Quando si intraprende un percorso atto a voler far conoscere la cultura musicale ed artistica in un posto come l’Italia, bacino fortemente bramoso quanto problematico, l’impresa è abbastanza ardua.

Eppure qualcosa sta cambiando, nell’aria c’è un fermento ed una voracità di “sapere” che permettono di sperare in un futuro più roseo per noi giovani, o non più giovanissimi, ma che di eventi come quello di Sabato scorso a Roma hanno goduto allegramente: l’AMEN.

Amen, il nuovo concept d’intrattenimento, ideato e promosso da Improvearts per gl’innovativi locali VISIVA di via Assisi 117 (Visiva), sembra aver riscosso un grande successo. Come potrebbe non esser così: cullati da mostre espositive, visual, performance di danza, dj set, live set e chi più ne ha più ne metta, l’ospite è stato catturato da una serie di attività che raramente ha vissuto, tutte insieme perlomeno.

Di fatti la serata si è aperta con la mostra del collettivo portoghese fondata nel 2010 dagli artisti, designer e da un ingegnere meccanico, ‪OficinaArara. Un laboratorio di grafica/arte attrezzato per lavorare con la serigrafia, insieme ad altre tecniche di stampa e di editing. Apprezzatissimi.

D’improvviso la scena si spostava in un’altra stanza dove, l’interazione tra video proiezione e danza (Coreografia per video e danza di MURO CIECO e ballerino Fabrizio Ciccalè) con tecniche di improvvisazione e saturazione mista (dalla forma/movimento alla forma/colore) hanno lasciato a bocca aperta i presenti. L’umano e la macchina uniti nella ri-creazione dell’immaginario. Carbonio e silicio senzienti abbracciati in una danza che trasuda sudore e pixel trasformando madri in matrici, memorie in gesti, luce e buio in ritmo, qualcosa che è difficile spiegare a parole.

Liberi di vagare per le sale della bellissima location VISIVA, poi, il partecipante di Amen, si è deliziato con l’ascolto di Syro, ultima pietra miliare di Aphex Twin, gradendo e sorseggiando un ottimo cocktail.

Appena si è concluso l’ascolto dell’album, si è dato il via alle danze.

Disprove ha subito capito il pubblico ponendo l’accento sul calore che la sua D’n’B ha saputo regalare.

Arriva poi il turno in consolle di Lynch Kingsley il quale ha fatto un salto indietro di qualche decennio regalandoci la migliore Drum And Bass degli anni ’90, old school.

E’ con Ultrademon che poi la serata ha saputo regalarci un’esperienza musicale a 360°. Ha suonato tutto, un excursus che va dal rock all’hard core, 2 ore di set che ha visto il pubblico compiaciuto sia del suo sound che, a dirla tutta, anche della sua parrucca verde. Che tipo.

Il party è stato chiuso da Digi, altamente effervescente, il produttore ci ha regalato un’esperienza “Afro-futurista” che ci ha immerso nei suoni tribali di Marte. Un’elettronica energica, un live set till 5 a.m. che ha richiesto anche il bis da parte del pubblico.

Ma le novità non si fermano qui. In un’altra saletta c’è stata la proiezione sonorizzata di un fumetto grazie ad un editing leggermente animato, complesso e dal tema caldo del sesso e della vita.

Questo evento è stata la novità che si cercava nella capitale, una Roma piena di persone propositive, che hanno la voglia di immergersi nella cultura underground ma che non trovano spazio e spazi adatti all’erudizione intesa come esperienza musicale e visiva a 360°.