ninety five − eighty eight =

L’obiettivo di Berlino di diventare una città “carbon neutral” entro l’anno 2050 riguarda anche il mondo del clubbing ed il suo indotto di locali, imprese, artisti e professionisti del settore; anzi, proprio dal comparto dell’intrattenimento notturno questo traguardo potrebbe ricevere una spinta decisiva per la sua realizzazione.

Anche se a prima vista potrebbe sembrare pretestuoso ancorchè difficilmente misurabile su scala globale, l’inquinamento da gas serra prodotto dai club, specie nei grandi centri urbani, è significativo ed in costante aumento.

Berlin Club

Secondo l’ONG tedesca Friends of The Earth Germany, un club emette circa 30 tonnellate l’anno di anidride carbonica; inoltre, in un fine settimana utilizza la stessa quantità di energia elettrica che una famiglia consuma in un anno.

L’importanza di coinvolgere i club nelle scelte che riguardano la salvaguardia ambientale e, in particolare, del clima, oltre che un tema di scottante attualità sembra essere diventato un volano di reputazione politica per quelle forze che fanno ancora dei temi ambientali un argomento di interesse della collettività.

E’ questo il caso di Georg Kössler, rappresentante del Partito dei Verdi con delega alla protezione del clima e alla club culture, il quale ha di recente affermato l’importanza che i club berlinesi diventino “green”, non solo per fare la loro parte nella tutela dell’ambiente, ma anche per motivare i cittadini a cambiare le loro abitudini e a fare lo stesso.

Koessler

Penso che i club berlinesi agiscano da trendsetter, non soltanto in termini di musica, ma anche in termini di stile di vita e quando la gente si accorgerà che, ad esempio, al loro interno non si usano più cannucce di plastica, forse cominceranno a fare lo stesso a casa propria” ha dichiarato il politico ambientalista al magazine tedesco DW.

Un nuovo studio realizzato dalla Berlin Club Commission (un’associazione che riunisce i proprietari dei club di Berlino), ha rilevato che soltanto lo scorso anno circa tre milioni di turisti ha frequentato i club della capitale tedesca; il dato non include i frequentatori abituali dei locali.
Secondo la ricerca, un quarto di tutti i turisti accorsi in città ha scelto Berlino per i club.
Complessivamente, i locali hanno portato alla città un giro di affari annuo di 1,48 miliardi di Euro.

Ecco perché noi politici ci concentriamo sui club in questo momento,  per  il loro forte impatto sulla società” ha aggiunto Kössler. “Migliaia a Berlino frequentano i club, migliaia di persone vengono a Berlino per i club, quindi possiamo davvero raggiungere un sacco di persone lavorando con i club e rendendoli più ecologici”.

Un nuovo progetto che punta proprio in questa direzione è stato lanciato dalla succursale tedesca degli Amici della Terra insieme all’associazione clubliebe e.V. con l’obiettivo di aiutare i club di Berlino a raggiungere questo obiettivo di sostenibilità.

Con il supporto finanziario dell’amministrazione locale , il progetto prevede un servizio di consulenza da parte di esperti nei confronti dei club per suggerire scelte ed investimenti eco-compatibili, ad esempio passando alle fonti rinnovabili, installando sistemi di raffreddamento e riscaldamento ad alta efficienza energetica, utilizzando luci a LED anziché normali, riducendo il loro consumo di acqua, e gestendo meglio lo smaltimento dei rifiuti.

L’iniziativa, lanciata da poco, è stata accolta subito con entusiasmo.
Marcel Weber, CEO di SchwuZ, celebre club gay di Berlino, è stato tra i primi ad aderire e a sostenerla: “La domanda su come essere sostenibili stata spesso al centro delle nostre discussioni: abbiamo già adottato la tecnologia a LED ma crediamo di poter fare di più; se considerimo quanti rifiuti produciamo come club, diventa chiaro che la sostenibilità è una questione molto importante“.

Marcel collabora attivamente con con clubliebe e.V e Friends of the Earth Germany per rendere SchwuZ  in linea con gli standard ambientantali e, insieme agli esperti, hanno programmato due giorni per ispezionare l’intero club, dai cavi audio ai frigoriferi e alle unità di raffreddamento, per trovare modi per ridurre la cosiddetta “carbon footprint” del locale.
Sarebbe fantastico se trovassimo un modo per controllare da remoto le unità di raffreddamento in modo che i nostri frigoriferi non debbano funzionare 24 ore su 24, 7 giorni su 7“, ha dichiarato Weber.

Un’altra idea attualmente in fase di studio è la costruzione di dancefloor capaci di generare energia elettrica.
Il designer olandese Daan Roosegaarde ha brevettato una sorta di “dancefloor sostenibile“, che utilizza piastrelle per pavimenti che raccolgono l’energia cinetica del movimento per poi trasformarla in elettricità; l’invenzione è già stata adottata da un club di Rotterdam.

Sustainable Dancefloor

Vogliamo portare questo spirito e questi buoni esempi in Germania“, ha detto Konstanze Meyer di clubliebe e.V. e Friends of the Earth Germany, ricordando tuttavia che una tecnologia del genere è molto costosa e la maggior parte dei club di Berlino ha solo contratti di affitto brevi; per tale ragione grandi investimenti in tecnologie efficienti come questa potrebbero risultare gravose.

Ma i politici che la pensano come il verde Kössler dicono di voler cambiare le cose: “Abbiamo creato un fondo  per la difesa del clima all’interno della città e ci sono ancora disponibilità e contributi da destinare” ha dichiarato, “quindi chiunque abbia una buona idea può farsi avanti“.

Il messaggio in questo caso è rivolto soprattutto ai club berlinesi: “coloro che abbiano un progetto innovativo per risparmiare energia o per rendere il  proprio club “green”, può ottenere un finanziamento dello stato per realizzarlo“.

Il progetto sta incontrando il favore anche dei party goers: stando ad alcuni sondaggi condotti dal team di Konstanze Meyer, infatti, risulterebbe che oltre il 90% degli intervistati gradirebbe che i club fossero più sostenibili e ben oltre l‘80% avrebbe dichiarato che sarebbe disposto a supportare i club attraverso campagne e iniziative in questa direzione.

Un’indicazione chiara che porta nuovamente al centro, questa volta del dibattito ambientale e a favore della difesa del clima e delle città, il ruolo chiave dei club berlinesi.