C2C Festival: 22 nuovi artisti in line up tra il ritorno al Carignano e lo sguardo verso Londra

10 Giugno 2026

Reduce dal successo della seconda edizione di C2C NYC, conclusasi con il sold out di tutti gli appuntamenti, C2C continua a definire il profilo della sua venticinquesima edizione annunciando ventidue nuovi artisti e due novità destinate a segnare il 2026: il ritorno al Teatro Carignano dopo undici anni e il debutto al Barbican Centre di Londra durante la Frieze London Week.

C2C 2026: tra i nomi appena confermati figurano The Avalanches, Shygirl, Smerz, HEADACHE, Grouper, Wendy Eisenberg, Visible Cloaks, ML Buch, Marina Herlop, Kode9 & RP Boo, LIIM ed Elias Rønnenfelt, insieme ad altri artisti che contribuiscono a delineare una line-up sempre più articolata e trasversale. Un insieme eterogeneo che attraversa elettronica sperimentale, pop d’avanguardia, ambient, club music e ricerca, confermando l’approccio curatoriale che da sempre caratterizza il festival.

L’elenco delle nuove conferme restituisce con chiarezza l’identità di C2C. Accanto a progetti che hanno ridefinito il rapporto tra cultura pop e sperimentazione come The Avalanches e Shygirl, trovano spazio alcune delle voci più interessanti della ricerca contemporanea. L’universo sospeso e introspettivo di Grouper continua ad esercitare un’influenza significativa sulle più recenti declinazioni dell’ambient e del folk sperimentale, mentre Marina Herlop si è affermata negli ultimi anni come una delle figure più originali della scena europea grazie a una scrittura che intreccia vocalità, composizione e sperimentazione.

Allo stesso modo, ML Buch rappresenta una delle personalità emergenti più interessanti della nuova musica nordica, capace di fondere songwriting, texture digitali e sensibilità pop in forme difficilmente classificabili. Visible Cloaks, invece, proseguono da anni una ricerca sulle possibilità percettive del suono che dialoga con minimalismo, paesaggio e cultura digitale.

Ritorni, connessioni e nuove centralità

Alcune delle nuove conferme raccontano anche una storia di relazioni che il festival continua a coltivare nel tempo. I Visible Cloaks avevano già attraversato C2C nel 2017, mentre RP Boo era apparso in line-up nel 2016, contribuendo a introdurre al pubblico italiano le traiettorie del footwork di Chicago. Diverso il caso delle Smerz, protagoniste della scorsa edizione e oggi al centro di una nuova fase del racconto del festival, tra il ritorno al Teatro Carignano e il debutto londinese al Barbican Centre.

C2C 2025

In questo contesto assume un significato particolare anche la presenza di Kode9, figura centrale nella storia dell’elettronica contemporanea e da tempo legata al percorso del festival. Il suo ritorno accanto a RP Boo richiama inevitabilmente uno degli episodi più ricordati della storia di C2C: il celebre “Kode9 plays Burial” ospitato proprio al Teatro Carignano nel 2010, evento diventato negli anni un momento simbolico.

Anche le Smerz occupano una posizione significativa all’interno di questa narrazione. Il duo norvegese, capace di muoversi tra composizione sperimentale e scrittura pop con un linguaggio sempre più personale, sarà protagonista sia del ritorno al Teatro Carignano sia del debutto londinese del festival al Barbican Centre. Una scelta che suggerisce la volontà di individuare un filo conduttore capace di attraversare l’intera celebrazione del venticinquesimo anniversario, mettendo in relazione il radicamento torinese del festival e la sua crescente proiezione internazionale.

C2C 2025

Il festival come spazio di relazioni

L’impressione è che la venticinquesima edizione non punti tanto sull’effetto sorpresa quanto sulla costruzione di un programma capace di mettere in relazione generazioni, linguaggi e geografie differenti. Dalle genealogie dell’elettronica britannica alle nuove forme del pop sperimentale europeo, passando per ambient, club culture e composizione elettroacustica, il cartellone continua a delineare una mappa articolata del presente.

Accanto alla line-up, sono però i luoghi a raccontare alcune delle trasformazioni più interessanti del festival. Il ritorno al Teatro Carignano assume infatti un valore simbolico particolare. Storicamente uno degli spazi più suggestivi attraversati da C2C, il teatro rappresenta una dimensione differente rispetto alle grandi venue industriali che hanno accompagnato la crescita della manifestazione negli ultimi anni. Riportare parte della programmazione all’interno di questo contesto significa riaffermare l’attenzione verso l’ascolto, la relazione tra architettura e performance e quella dimensione quasi rituale che da sempre accompagna le esperienze più significative del festival.

Tra OGR e Barbican: il presente e il futuro di C2C

Se il Teatro Carignano rappresenta il ritorno a uno dei luoghi più simbolici della storia del festival, le OGR continuano invece a incarnarne la dimensione contemporanea. Partner strategico della manifestazione e sede del grand opening e del finissage, il complesso torinese si conferma uno degli snodi centrali della geografia di C2C, ospitando una parte significativa delle nuove conferme, da The Avalanches a Grouper, da Shygirl a Marina Herlop. In questo equilibrio tra spazi storici e architetture della contemporaneità si riflette una delle caratteristiche più riconoscibili del festival.

C2C 2025

Allo stesso tempo, il debutto al Barbican Centre testimonia la capacità di C2C di dialogare con alcuni dei più importanti contesti culturali internazionali. L’appuntamento londinese, inserito nel programma della Frieze London Week, rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di espansione del festival dopo l’esperienza newyorkese e conferma la crescente rilevanza del progetto al di fuori dei confini italiani.

La dimensione internazionale del festival trova conferma anche nella risposta del pubblico. A mesi dall’inizio della manifestazione, la campagna di vendita sta registrando risultati particolarmente significativi: oltre la metà degli acquirenti proviene dall’estero e una larga maggioranza del pubblico appartiene alle nuove generazioni. Un dato che conferma come il festival continui ad attrarre nuove generazioni di pubblico pur consolidando la propria dimensione internazionale.

Venticinque anni tra memoria e nuove traiettorie

Più che una semplice espansione geografica, quella di C2C appare oggi come la naturale evoluzione di un progetto che ha progressivamente ridefinito il proprio ruolo all’interno del panorama internazionale. Se Londra rappresenta una nuova apertura verso il futuro, il ritorno al Carignano racconta invece la volontà di riallacciare un filo con la propria storia.

La riflessione sul futuro emerge anche attraverso C2C Curators, il nuovo programma gratuito di formazione dedicato alle giovani generazioni di curatrici e curatori musicali. Non è un dettaglio secondario che il progetto sia intitolato alla memoria di Sergio Ricciardone, fondatore del festival e figura determinante nel ridefinire il ruolo del promoter musicale contemporaneo.

Più che una celebrazione nostalgica, la venticinquesima edizione utilizza il passato come punto di partenza per immaginare nuove traiettorie. La line-up 2026, il ritorno in uno dei luoghi più simbolici della storia del festival e l’apertura di un nuovo capitolo londinese restituiscono l’immagine di un progetto che continua a muoversi tra ricerca, sperimentazione e dimensione internazionale senza perdere la coerenza della propria visione curatoriale.

Tra il ritorno al Carignano, il ruolo centrale delle OGR e il debutto al Barbican Centre, C2C Festival costruisce il proprio venticinquesimo anniversario come un dialogo continuo tra memoria, presente e futuro.

C2C 2026 line up

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