five + one =

Prada Double Club Miami, cosi si chiama l’ultima installazione dell’artista Carsten Höller, concepita come un club “schizofrenico” creato in occasione del Art Basel Miami Beach.

Sviluppata in uno studio cinematografico degli anni ’20, in passato fabbrica di ghiaccio, l’installazione artistica è stata divisa in due aree principali, quella colorata, viva, caratterizzata dai colori vivaci di una foresta tropicale, neon colorati e sonorità calde. Si sono esibiti artisti provenienti dal sud della Florida, caraibici e più generalmente del sud america. Contrariamente e diametralmente opposta la situazione interna, dove colori monocromatici e scale di grigi hanno fatto da padroni, accompagnati dalla musica elettronica più cupa. Tra i nomi più noti abbiamo Wyclef Jean che si è esibito nella serata di apertura.

Carsten non è nuovo a questo tipo di esperienze artistiche, gia nel 2008 aveva creato il primo Double Club londinese, per la durata di 8 mesi in un magazzino vittoriano. In questo caso il tutto era stato diviso in tre zone, un bar, un ristorante ed un club caratterizzati dallo stile energetico del Congo e l’identità culturale dell’occidente. Entrambi i mondi però non erano rappresentati esclusivamente da elementi musicali; aspetti culinari ed estetici contribuivano a rendere più autentica l’esperienza.

L’artista approfondisce la duplicità in questo nuovo progetto. Il pubblico può confrontarsi con due zone in grado di suscitare emozioni opposte, sia visivamente che sonoramente. L’obiettivo principale di “The Prada Double Club Miami” sembra quello di permettere all’arte di uscire dai propri confini tradizionali e trasformarsi in un’esperienza di vita reale, vivibile.

Lo stesso Höller ha affermato di voler suscitare sensazioni di disagio, sentirsi esterni come “un’unica componente a colori” quasi di disturbo in un film in bianco e nero nella zona “club” e “estremamente pallidi” nella zona tropicale, da qui, la diversità delle due zone ha portato alla sensazione di “schizofrenia”.

Per darvi un idea di quello che è stato, di seguito il video finale dell’evento