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Fabio Florido ci svela i dettagli della sua nuova label intitolata RUNA e in anteprima assoluta per i nostri lettori ci propone “Confessions”.

Quando pensiamo ai produttori italiani che nel tempo sono riusciti a distinguersi, non possiamo che citare il nome di Fabio Florido. L’artista italiano che da molto risiede a Berlino e che sta per presentare RUNA.

La nuovissima etichetta che approda nel panorama discografico italiano il 20 febbraio attraverso un EP contenente 4 tracce e un’altra grande novità.

Attraverso Subtle Realms” Fabio Florido si racconta con lo pseudonimo di Selcouth. Alias grazie al quale il produttore da sfogo alla parte più cupa e conturbante del suo lato artistico.

Fabio Florido

Tracklist

1. Subtle Realms feat. Selcouth
2. Cosmic Chant
3. Confessions feat. Selcouth
4. Surrender

Ricordiamo che il nome di Fabio Florido è stato più volte associato a personalità molto importanti del settore tra cui Richie Hawtin che ha saputo riconoscere da subito l’impegno e la concretezza dell’artista italiano.

Possiamo scoprire tutti i dettagli di RUNA e di Selcouth attraverso la nostra intervista, grazie alla quale siamo riusciti a scoprire gli obiettivi, le ambizioni e le esperienze più importanti, che hanno segnato il percorso di Fabio Florido.

Oltre all’intervista vi offriamo anche la possibilità di ascoltare in anteprima assoluta “Confession”, brano estratto direttamente da “Subtle Realms” che ricordiamo sarà disponibile da domani a questo link.

ITALIAN – ENGLISH

Ciao Fabio è un vero piacere averti qui su Parkett. Il tuo percorso inizia proprio qui in Italia… Quando hai iniziato invece a frequentare la scena club e dove hai mosso i tuoi primi passi da DJ?

Ciao ragazzi, il piacere è tutto mio, sono senza dubbio un vostro fan! Ho iniziato a frequentare la scena club in Italia all’età di 17 anni più o meno e diciamo che dalla prima Domenica pomeriggio al Genesis (Prato) devo ancora fermarmi hehe! A 20 anni mi sono trasferito a Londra dove ho iniziato a fare i primi passi come Dj. Suonavo “live” con macchine e controllers perché in verità venivo da molti anni da produttore amatoriale ed avevo un bagaglio di musica, loops ed edits enorme. Prevalentemente iniziai in bar adibiti a “Club” nella zona est di Londra, ricordo il primo in assoluto si chiamava “Russian Bar” a Shoreditch. La mia vera scuola però è iniziata quando diventai resident di un club nella mia città natale “Club999”, che tempi!

Da tempo risiedi in pianta stabile a Berlino.  Cosa ti ha spinto a trasferirti nella capitale tedesca?

Penso che il motore principale sia stato l’inseguimento del mio sogno. Dopo quattro anni a Londra e quattro stagioni ad Ibiza, sentivo che stavo evolvendo come persona e come artista, ma il posto in cui mi trovavo non rispecchiava più la mia evoluzione. Dopo un primo sopralluogo comprensivo ovviamente di visita a più clubs possibili, Berlino fu la scelta più ovvia. Qua mi sento esattamente dove dovrei essere. La città è piena di eventi di ogni genere, dovunque mi giro sento la storia, il passato ed il futuro, la cultura Techno, tanti artisti e tanta gente da tutte le parti del mondo ognuno col suo sogno e tutti uniti nella stessa piccola città. Tutto ciò sta ispirando molto la mia musica e la mia crescita. Da non sottovalutare l’opportunità di ascoltare lunghi Dj set in locali dove potresti andare senza telefono e se vuoi ti metti nel mezzo alla pista e nessuno verrà mai ad interferire la tua connessione con la musica. Devo dire che mi sento davvero a mio agio qui, non la cambierei per niente al mondo anche se la mano del “business” è entrata anche a Berlino e molti locali stanno chiudendo, gli affitti sempre più alti, tasse più dure.. peccato!

Tutto il mondo decanta la scena discografica tedesca, credi vi sia davvero una notevole differenza da quella italiana?

Sinceramente non saprei dire. Anzi sono propenso per il no, giorno d’oggi non c’è molta differenza.. ci sono produttori incredibili che spuntano in tutto il mondo, Italia compresa e ben piazzata tra i primi posti a mio avviso. Alla fine tutto dipende dai gusti, non ci sarà mai un posto migliore di un altro perché è difficile valutare la musica  in maniera oggettiva. Scavando a fondo probabilmente un motivo rilevante ma a cui in pochi pensano è il “tempo”. Da quello che vedo a Berlino ci sono centinaia di produttori che in un modo o nell’altro se la cavano con lavoretti saltuari e dedicano moltissimo tempo alla musica, grazie a molte agevolazioni che offre la città. Alcuni affittano uno studio e praticamente ci vivono dentro! In Italia ho tanti amici e conoscenti con delle potenzialità enormi ma con lavori da 40 (o più) ore la settimana.. il che rende sicuramente il processo produzione più lungo e complesso.

Alla fine dello scorso anno hai intrapreso il tour italiano “Plus8”, affiancando il grande Richie Hawtin, artista che ha iniziato a credere in te dal primo momento in cui vi siete conosciuti. Quali emozioni e quali sensazioni ti ha lasciato questa esperienza?

Le emozioni sono quasi impossibili da mettere nero su bianco. Accompagnare Richie nel mio Paese facendo anche da guida turistica è stato fantastico. È stato tutto perfetto in ogni dettaglio. I sorrisi, l’energia, la passione di ogni promoter che abbiamo incontrato lungo il percorso mi ha fatto ricordare che l’Italia e gli Italiani sono persone che sanno fare le cose davvero bene e con tanto cuore quando vogliono. Tanti vecchi e nuovi amici mi hanno riempito di felicità ad ogni tappa! Dieci e lode questo tour. Culminato al Goa di Roma come data di chiusura esattamente il giorno del mio compleanno. Alla mezzanotte ho lasciato la consolle a Rich, lui ha aperto con una mia traccia ed è pure arrivata una torta a sorpresa.. immaginatevi voi!

A breve lancerai la tua etichetta discografica intitolata “RUNA”. Un nome che richiama a sé un alone di mistero e misticità. Che tipo di musica vorresti promuovere attraverso questa label?

Ebbene sì il giorno che ho tanto atteso è alle porte. La parola RUNA viene da un antica popolazione che vive sulle Ande del Perù dal 2000A.C, furono tra i primi a rendersi conto e credere che ogni cosa attorno a noi possiede un proprio spirito, una propria essenza vitale sotto forma di vibrazione  e frequenza, dalle pietre ai fiumi alle montagne.. tutto! Un essere umano diventa un RUNA quando è capace di prendere coscienza di queste vibrazioni. La musica spazierà fra Techno ed Ambient, combinati a suoni organici, dalla natura, da strumenti ancestrali asiatici e del latino America. Sto studiando (da autodidatta) il rapporto tra le differenti frequenze e ciò che possono scatenare sul corpo umano e sull’ambiente, quindi ogni traccia che presenterò sulla label  porterà con se un po’ di queste nuove conoscenze via via che le esploro. Per me è davvero incredibile ed una totale novità sedermi in studio ed iniziare una traccia basandomi su che bande di frequenza voglio usare invece che farlo ad orecchio o a caso, potrà sembrare banale per alcuni ma io non ci avevo mai pensato!

Il lancio di “RUNA” avverrà il 20 febbraio con l’uscita di “Subtle Realms”. Il lavoro è composto da quattro elementi a cura de tuo alias Selcouth. Parlaci un po’ di questo progetto.

In effetti sarà una collaborazione. Ho deciso che invece di separare uno o più alias dal mio nome come si è quasi sempre fatto, voglio che siano delle collaborazioni. Non voglio che tutta questa fatica se ne vada persa in un alias e non appaia il mio nome sui portali di streaming. Voglio che sia chiaro che queste varie diramazioni sono tutte parte di me e che non ho niente da nascondere. Quindi, Selcouth. È la parte più introversa che viene fuori, techno più veloce in bpm e carica di pads, a volte note forti ma anche meditative unite a registrazioni fatte outdoor. L’intenzione è che sia una Techno con un significato ed elevazione diciamo, sperando che possa essere fonte di ispirazione per alcuni. Ho deciso di separare le numerose tracce che ho fatto negli ultimi mesi di creatività in EP’s di quattro in cui ci sarà sempre qualcosa per il dance floor, qualcosa per viaggiare, qualcosa per sognare, per scoprire. Posso già dirvi che ne verranno altri di alias!

Dando uno sguardo indietro al tuo percorso… C’è qualche episodio o aneddoto che credi ti abbia particolarmente colpito al punto da raccontarlo ai nostri lettori?

Ne ho uno che davvero ha cambiato la mia vita radicalmente. Più che un episodio è stato un processo: Il distaccamento dalle aspettative e dalla confusione indotta da mode, persone e social media! Sono stato letteralmente incastrato per due anni (e senza neanche saperlo), in una confusione mentale che mi portava a non essere la mia migliore versione come produttore, Dj, persona. Un turbinio di informazioni, indicazioni, vedere cosa fanno “gli altri” e come lo fanno, dare troppo peso ai consigli di tutte le persone intorno a me (che poverini mica lo facevano per farmi del male!) ma tutto ciò mi aveva fatto dimenticare chi fossi.. cosa volevo veramente? perfino che musica volevo suonare. Fino al giorno che ho aperto gli occhi, è stato come rinascere. Il processo è stato lungo ma il momento del “click” è stato uno. Vedere tutto chiaramente e vedere quanto tutte quelle voci su quello che devi o dovresti fare per avere “successo” non mi permettevano di attingere alla mia energia creativa. Il giorno che ho messo da parte l’angoscia del successo e che mi sono dato un limite sui socials è il giorno in cui ho iniziato a fare musica che sento davvero mia. Sia in studio che Dj sets. Da lì è nata RUNA e questo nuovo capitolo molto più Techno del Fabio che conoscete. Adesso fluisco e non mi interessa se un mese ho poche date, se qualcuno non capisce o non capirà quello che faccio.. so che l’importante è il lungo termine e rimanere sinceri ed autentici con se stessi. Avere una vita piena di cose belle e non solo la testa piena di pensieri inerenti alla carriera, quando si è felici indipendentemente dal proprio lavoro, allora il lavoro stesso ne gioverà tantissimo!

Ci sono altri progetti futuri di cui ti piacerebbe parlare?

Tante cose per il futuro ma mi fermo qui per adesso. Vorrei concludere dicendo semplicemente che non perderò mai di vista il progetto più importante di tutti: Fare ballare la gente!


ENGLISH VERSION

Hi Fabio, it’s a real pleasure to interview you here on Parkett. Your journey starts right here in Italy. When did you start clubbing and where did you move your first DJ steps?

Hi guys, the pleasure is all mine, I’m definitely a fan! I started hanging out at clubs in Italy at the age of 17 years (more or less) and let’s say that from the first Sunday afternoon at the Genesis (Prato) I still have to stop hehe! When I was 20 I moved to London where I started to take my first steps as a DJ. I used to play “live” with machines and controllers because I was only producing at the time and I had a huge baggage of music, loops and edits.

I started out in club bars in East London, I remember the first one ever, it was called the Russian Bar in Shoreditch. My real experience, though, started when I became resident of a club in my hometown, “Club999”, what a time!

You have been a permanent resident in Berlin for a long time.  What prompted you to move to the capital of Germany?

I think the main reason was to pursuit my dream. After four years in London and four seasons in Ibiza, I felt I was evolving as a person and as an artist, but the place that I was in didn’t reflected my evolution anymore. After a first comprehensive tour, Berlin was the obvious choice. Here I feel exactly where I’m supposed to be. The city is full of all kinds of events, everywhere I turn I feel the history, the past and future, Techno culture, many artists and people from all over the world each one with his dream and all united in the same small town. All this is really inspiring my music and the my growth. Do not underestimate the opportunity to listen to long Dj sets in clubs where you could go without a phone and if you want to get in the middle of the track and no one will ever interfere with your connection to music. I have to say I feel really comfortable here, I wouldn’t change that for nothing in the world, even though the hand of “business” has also entered Berlin and many clubs are closing down, rents are getting higher, taxes are getting tougher… too bad!

The whole world celebrates German music scene, do you think there is really a big difference from the Italian one?

I honestly don’t know. On the contrary, I’m inclined to say no, nowadays there’s not much difference… there are incredible producers that are popping up all over the world (Italy included) and well established among the first places in my opinion. In the end it all depends on taste, there will never be a better place than another because it is difficult to evaluate music in an objective way. Digging deep probably a relevant but underestimate reason is “time” factor. From what I see in Berlin there are hundreds of producers who in one way or another get away with odd jobs and devote a lot of time to music, thanks to the many benefits that the city offers. Some of them rent a studio and practically live in it! In Italy I have a lot of friends and acquaintances with enormous potential but with jobs of 40 (or more) hours a week… which certainly makes the production process longer and more complex.

At the end of last year you embarked on the Italian tour “Plus8”, joining the great Richie Hawtin, an artist who started to believe in you from the first moment you met. What feelings and emotions has this experience left you?

Emotions are almost impossible to put on paper. Following Richie around my country as a tour guide was fantastic. Everything was perfect in every detail. The smiles, the energy, the passion of every promoter we met along the way reminded me that Italy and Italians are people who can do things really well and with a lot of heart when they want to. Many old and new friends have filled me with happiness at every stage! A++! The tour ended at Goa in Rome, and the closing date was exactly on my birthday. At midnight I left the console to Rich, he opened with a trace of mine and a surprise cake arrived…amazing!

You will soon launch your own record label called “RUNA”. A name that recalls a halo of mystery and mysticism. What kind of music would you like to promote through this label?

Yes, the day I’ve been waiting for is coming. The word RUNA comes from an ancient population living in the Andes of Peru since 2000A.C., they were among the first to realize and believe that everything around us has its own spirit, its own vital essence in the form of vibration and frequency, from stones to rivers to mountains… everything! A human being becomes a RUNA when he is able to become aware of these vibrations. The music will range from Techno and Ambient, combined with organic sounds, from nature, ancestral Asian and Latin American instruments. I’m studying (as an autodidact) the relationship between the different frequencies and what they can unleash on the human body and the environment, so every track I’ll publish with the label will bring some of this new knowledge with it as I explore it. For me it’s really incredible and a total novelty to sit in the studio and start a track based on what frequency bands I want to use instead of doing it by ear or randomly, it may seem trivial to some people but I’ve never thought about it!

The launch of “RUNA” will take place on February 20th with the release of “Subtle Realms”. The work is composed of four elements, under your alias Selcouth. Tell us a bit about this project.

First of all, it’s gonna be a collaboration. I’ve decided that instead of separating one or more aliases from my name as it’s almost always done, I want them to be collaborations. I don’t want all this effort to get lost in an alias and not have my name appear on streaming portals. I want it to be clear that these various branches are all part of me and that I have nothing to hide. So, Selcouth. It’s the most introverted part that comes out, techno faster in bpm and loaded with pads, sometimes strong but also meditative, combined with field recordings. The aim is  to create Techno with meaning and elevation, let’s say, hopefully inspiring for some. I decided to separate the tracks I’ve done in the last months of creativity in EP’s made by four tracks where there will always be something for the dance floor, something to travel, something to dream, to discover. I can already tell you that there will be more aliases!

Looking back at your journey… Is there any episode or anecdote that you think particularly affected you to the point of sharing it with our readers?

I have one that really changed my life radically. More than an episode it was a process: the detachment from expectations and confusion induced by fashion, people and social media! I was literally stuck for two years (and without even knowing it), in a mental confusion that led me not to be my best version as producer, DJ, person. A whirlwind of information, indications, seeing what “the others” do and how they do it, giving too much weight to the advice of all the people around me (not maliciously, of course), but it made me forget who I was, what I really wanted, even what music I wanted to play, until the day I opened my eyes, it was like being born again. The process was long but the moment of “click” was one. Seeing everything clearly and seeing how all those voices about what you have to do or should do to be “successful” didn’t allow me to draw on my creative energy. The day I stopped to be anxious about success and put a limit on socials was the day I started making music that I really feel is mine. Both in the studio and DJ sets. RUNA comes form this experience and this new chapter is much more Techno than the Fabio you know. Now I’m floating and I don’t care if one month I have few dates, if someone doesn’t understand or won’t understand what I’m doing. Now I know that the important thing is to stay sincere and authentic with myself. To have a life full of beautiful things and not just a head full of career-related thoughts, when you are happy regardless of your job, then the job itself will benefit a lot!

Are there any other future projects you would like to talk about?

Many things in the future but I’ll stop here for now. I would like to conclude simply by saying that I will never lose sight of the most important project of all: Making people dance!