Il clubbing non deve avere barriere. È questa la visione alla base di Frega Festival 2025, l’evento firmato Frega Project che il 30 agosto trasformerà il suggestivo Labirinto della Masone (Parma) nel cuore di una giornata dedicata alla musica elettronica, all’inclusione e all’accessibilità.

Nel cuore dell’Emilia, tra trecentomila piante di bambù, il Labirinto della Masone il 30 agosto 2025 ospiterà una notte che vuole riscrivere le regole del clubbing nostrano. Frega Festival non è un semplice evento elettronico, ma la sintesi di una visione dove la techno è percepita come spazio di liberazione e inclusione radicale

Il festival, nato da un’idea di Gabriele Capponi — DJ e presidente di Frega Project, associazione che da sette anni lavora per rendere il clubbing accessibile a tutti — prevede la partecipazione di 2.500–3.000 persone e una line-up internazionale di primo piano: tra i nomi annunciati spiccano Ben Klock b2b Marcel Dettmann, BLANKA, Nastia, Elisa Bee e altri ancora. E mentre il labirinto di Franco Maria Ricci disorienta e accoglie, il suono diventa il mezzo per ritrovare il centro, individuale e collettivo. Il nome stesso, Frega, è un manifesto, un invito a fregarsene delle convenzioni, delle etichette, dei confini imposti.

Inclusione e accessibilità: dal claim alla pratica

Nel lessico dei festival le parole “inclusione” e “accessibilità” scorrono leggere. Stanno bene nei post, nei comunicati, nei caroselli. Ma quando la musica parte — quando il corpo deve attraversare un parcheggio sterrato, una rampa che manca, una segnaletica che non parla a tutti — quelle parole pesano. La domanda, allora, è semplice e scomoda: chi, oggi, riesce davvero a trasformare quelle promesse in esperienza?

La differenza la fa il metodo, non lo slogan. L’accessibilità non è un’area “special” accanto al main stage, non è un badge sul sito, ma è una filiera intera senza interruzioni. Dalla pagina dei biglietti (leggibile con screen reader, caratteri ad alto contrasto, opzioni chiare per accompagnatori) al viaggio per arrivare in venue; dagli ingressi senza barriere alla fruizione reale del set — pedane visive per chi sta in carrozzina, sedute diffuse, percorsi illuminati, bagni accessibili, personale formato che sa cosa fare e come farlo. E ancora: spazi a bassa stimolazione per chi è neurodivergente, avvisi su stroboscopiche e volume, acqua e riparo sempre disponibili. Accessibilità è quando la cura diventa infrastruttura.

C’è poi l’inclusione, spesso confusa con la sola rappresentazione. Una line-up varia è necessaria ma insufficiente se la governance resta monocolore. Inclusione significa chi decide: chi scrive il budget, chi firma le call for artists, chi coordina la produzione. Se le persone con disabilità non sono al tavolo — retribuite, ascoltate, responsabilizzate — l’inclusione resta cartolina. In questo senso, il punto interessante del Frega Festival è strutturale. Dichiarare almeno il 10% di pubblico, artisti e staff con disabilità sposta il baricentro, perché l’accessibilità entra nel DNA operativo e smette di essere un “servizio” per diventare un principio di progetto.

C’è anche un tema di giustizia economica, con biglietti con fasce accessibili, gratuità per accompagnatori, cachet equi per gli artisti con disabilità, fondi dedicati alla mobilità.

Molti festival raccontano l’inclusività e poi si dimenticano del costo di arrivare, del costo di restare, del costo di sentirsi al sicuro. Qui si misura la serietà di un’idea: nel budget, non nelle bio.

La musica è inclusiva?

Infine, la musica. La techno è spesso descritta come linguaggio universale, ma sappiamo che lo diventa davvero quando chi non vede può orientarsi con mappe tattili e audio-descrizioni dei visual, quando chi non sente può “ascoltare” il set attraverso vibrazioni, sub-pac e traduzione LIS per gli annunci dal palco; quando una persona ansiosa può prendersi un tempo in una quiet room senza essere spinta fuori dall’esperienza. L’accessibilità non toglie intensità al dancefloor: la affina. Rende la pista più precisa, più consapevole, più vera.

Come si smascherano i bluff? Con domande concrete: il festival ha condotto un audit indipendente sull’accessibilità? Pubblica indicatori verificabili — percentuale di budget dedicata, numero di staff formati, tempi medi di attesa ai servizi, feedback raccolti dalle persone con disabilità e azioni conseguenti? Coinvolge consulenti e creativi con disabilità prima della progettazione? Mantiene vivo l’accesso anche online — streaming con sottotitoli, contenuti accessibili, archivi descritti — per chi non può esserci?

Frega nasce da un’idea precisa: “fregarsene” dei costrutti che separano chi può e chi no, e restituire alla club culture la sua funzione politica originaria — fare spazio. La prova, adesso, è nell’esecuzione: se il Labirinto della Masone diventerà davvero un luogo dove l’orientamento non è un privilegio ma un diritto, allora la parola inclusione smetterà di suonare bene e comincerà a suonare giusto. E la musica, finalmente, farà il resto.

Un festival che è anche esperienza

Oltre ai live e ai DJ set, il Frega Festival offrirà workshop, percorsi sensoriali, aree attrezzate e uno spazio dedicato alla sperimentazione musicale accessibile. L’obiettivo è abbattere ogni barriera, trasformando la club culture in un terreno aperto, dove il dancefloor diventa uno spazio di incontro e uguaglianza.

“Il Frega Festival è la sintesi di anni di lavoro per rendere la musica elettronica uno spazio per tutti,” spiega Gabriele Capponi. “Non si tratta solo di suonare, ma di creare un impatto sociale reale.”

Con oltre 2 milioni di utenti raggiunti online, una location iconica e un programma che intreccia clubbing e inclusione, Frega Festival 2025 si candida a diventare uno degli eventi più significativi dell’estate elettronica italiana. Frega non promette solo musica, ma esperienze: percorsi sensoriali, aree attrezzate, laboratori di sperimentazione sonora e momenti condivisi in cui il ballo è un gesto politico. Un hashtag campeggia dietro ogni evento: #Technokeepdreaming. Non uno slogan, ma un atto di resistenza.

Info e biglietti: www.fregafestival.it
Instagram: @frega.project