seventy nine − = seventy eight

Potersi permettere di ‘esistere’ e ‘vivere’ nella scena della musica elettronica per 10 intensi e gloriosi anni è un lusso per pochi eletti. Il Rashomon è una delle realtà che possono permettersi tale privilegio e la crew fa sentire ad alto volume la voglia di far festa, una festa che rimbomba da 10 anni.

“L’aggettivo “epocale” si spende facile, fa sentire bene chi lo dice e gratifica chi lo subisce. Solo raramente però ha radici profonde. Profonde come le leggende che valgono realmente la pena di essere raccontate.

Questa è una di quelle. Una storia che parte da lontano, dall’anno 2005. Fondamentalmente è una storia d’amore. E’ la storia del Rashomon Club, che per il decimo anno aprirà le sue porte al torbido mondo esterno, promettendo in cambio occhi lucidi, abbagli sonori collettivi e mal di testa mattutini. Sempre con il sorriso sulle labbra. Perchè dopo una decade intensa, faticosa e a tratti indimenticabile ancora non si è stancato di meravigliare. Esiste anche un’altra storia che merita di essere raccontata, che parte da ancor più distante, precisamente da Chicago, Illinois, alla fine di quegli anni che da noi erano di piombo e che Sabato 26 Settembre si andrà a intrecciare indissolubilmente con la precedente. Di protagonisti da menzionare, lì dove tutto ha avuto inizio, ce ne sarebbero troppi; il nostro si chiama Louis Sims, ma dal tramonto degli anni ’80 è per tutti semplicemente Lil’ Louis, il genio visionario dell’immortale French Kiss o della plumbea Blackout, progenitore della House Music della “Windy City”, quella vera, e pioniere di tutto ciò che ancora oggi ha senso ballare in un dancefloor.

La storia è un grande presente, mai solamente un passato: la conferma, se mai servisse, l’avremo molto presto, in quell’angolo di casa nostra situato in via degli Argonauti.”

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