+ thirty seven = forty one

Oggi il disco preso in esame mi ha spiazzato alla grande. Parliamo dell’uscita Token, e non è un ep di originali ma di remixes affidati a grandi nome della techno contemporanea. Il disco è disponibile su tutti i formati possibili ed immaginabili dal 6 di Luglio ed è frutto di Inigo Kennedy, intitolato Requiem Remixed.

Le premesse per essere un grande ep ci sono tutte, e vanno ad accontentare ogni appassionato di musica techno. Partiamo con ordine però.

La prima tracca è Journey to the stars remixata da Efdemin. Sicuramente questa è l’arma più ambita nell’ep data la sua estrema facilità anche per le piste da ballo meno esigenti. Il disco parte dritto con dei clap che vanno a dare una spinta profonda. Il bello arriva quando entrano dei synth che rimarcano il tipico strings elettronico di un M1, ma il bello arriva quand subentra il bassline. Misterioso, quasi inquietante, tra il groove profondo e il suono alto di una campana. I rides e gli hats che subentrano sono perfettamente riverberati ed assieme ad altri tappeti nel suo sfondo rendono questo disco un piacere mai noioso per chi lo ascolta. Devo ammettere che la prima volta che l’ho sentito non mi è piaciuto moltissimo, ma analizzandolo lo si può apprezzare seguendo le sue mille sfaccietature. Ottimo disco per iniziare un ep insomma!

La pausa di questo remix porta ad un momento di stop assoluto nella ritmica, e tra suoni distanti ed echi vari il disco riparte, portando tutto al suo posto, in ordine.

Dies irae è la seconda traccia remixata in questo ep. L’opera di lifting è stata affidata a Kangding Ray. Qua bisogna fermarsi e rendersi conto di essere davanti a qualcosa di epico a mio avviso.

Questo remix si avvolge di una sorta di oscurità che riporta a quei bei dischi di una volta, ritmici e pesanti. Il gioco di groove e cassa distorta lo rendono un remix stupendo, soprattutto per i suoni che crescono da dietro, misteriosi ed armonici.

Il remix invece a cura di Hot Regis della traccia Human Host è molto più particolare. Sicuramente il suo tocco si sente tutto, e rende questo disco molto “vaporoso” ma pronto a tirarvi uno schiaffo in faccia da un momento all’altro. La pausa è poi, FANTASTICA! Sicuramente uno dei remix più particolari del pack ma davvero efficace!

Poi arriva il turno di Dasha Rush. La signora della techno berlinese ha fatto qualcosa di speciale. Il remix di Requiem For Humanity infatti è una piccola opera d’arte, il piano iniziale fa capire che il disco si evolverà in qualcosa di profondamente armonico e molto potente. La voce offuscata cresce assieme ad un synth scordato che fa esplodere la ritmica dopo 2 minuti di intro. Un remix pazzesco, adatto a pochi nei dj set forse, ma il più apprezzabile di tutti.

Questo ep, in poche parole, è semplicemente fantastico, grazie alla grande quantità di armonie melodiche al suo interno saggiamente mescolate con potenti ritimiche techno.

Nico Cabeza