+ forty three = 52

Domenica 21 giugno 2015, per festeggiare i 10 anni di Secretsundaze, ​​abbiamo deciso di andare a Barcellona per goderci lo spettacolo di questa ricorrenza, considerando che i party londinesi di secretsundaze creati da Giles Smith e James Priestley sono da sempre un esempio di underground culture.

Per questo evento la formazione schierata sulla console era una combinazione mastodontica tra mostri sacri e ospiti saltuari del roster secretsundaze.

Il party si suddivideva in due momenti, quello Day e quello Night, caratterizzati inoltre dalla diversa location, prima al Poble Espanyol al Pic-Nic Area e poi al LaTerrrazza a pochi minuti di distanza.

La lineup era ricca e variegata e ve lo narra la timetable:

DAY – PicNic Area

3-5pm Hunee B2B Antal
5-6.30pm FunkinEven
6.30-8pm Nick Höppner
8-9.30pm Ryan Elliott
9.30-11.30pm Derrick May
11.30pm-1am James Priestley

NIGHT – LaTerrrazza

Midnight-1:25am Amir Alexander
1:25-2:50am Jeremy Underground
2:50-4:20am Delano Smith
4:20-5:45am Giles Smith

Ma ad esser sinceri la nostra preda, l’obbiettivo primo, la succulenta cena musicale, è stato esclusivamente Derrick May.

Su ‘The Innovator‘  c’è poco da dire che non è stato detto prima. E’un pilastro del mitico ‘Bellville Three’ (Juan Atkins, Kevin Saunderson e Derrick May) e fa parte della prima generazione di artisti di Detroit che hanno sfondato anche in Europa.

Derrick si è guadagnato il suo posto nella Hall of Fame e non è solo Storia, lui è anche il Presente, un DJ incredibile. Il signor May ha letteralmente guidato il party. Aver la fortuna di ascoltare e vedere un suo set non è stato semplicemente assistere a tanta cultura musicale, ma è stato partecipare ad un vero e proprio show.

Anche la location si prestava esattamente all’obbiettivo.
Il sole stava finendo il suo compito lasciando una striscia colorata che va dal melograno al vermiglione, facendosi sostituire dalle stelle più presuntuose e presenti e da una luna perlata.
I pini assumevano un’area festosa e rassicurante illuminati dai giochi di luce e dai riflessi delle visual in console.

Derrick ci ha regalato un viaggio intercontinentale che ha toccato le mete della techno detroitiana e dell’house di Chicago non facendoci mancare le nuove sonorità berlinesi e il suono raw londinese.
La gente captava la musica, sentiva l’atmosfera della location e c’era una fortissima sinergia tra tutti. La gente era felice. La gente ballava. La gente si abbracciava.

 

Pier Paolo Iafrate