seventy five − = 73

Un processo musicale che si è affinato nel tempo ha portato l’artista di quest’oggi ad essere uno dei più apprezzati in tutto il panorama techno: concettualmente deep e underground ecco a voi Giorgio Gigli.

Ciao Giorgio benvenuto su Parkett, per noi è un vero piacere ospitarti sulla nostra webzine.

Dal 2011 hai iniziato un’intensa collaborazione artistica con la Electric Deluxe di Speedy J: cosa ti ha portato, professionalmente questo percorso? Senti che questa label è capace di ‘cacciare’ al 100% il tuo potenziale artistico?

Quando conobbi Jochem ero uscito da un percorso professionale non particolarmente felice. Da lì a poco tempo ho cominciato a produrre musica per Electric Deluxe e ad essere inserito negli showcase della label.

Posso dire che a livello professionale è come se fossi ripartito da zero, anche non essendo più giovanissimo, ho cominciato a guardare il mio lavoro in modo diverso, lavorando in situazioni molto grandi in tutta Europa, con artisti di fama mondiale, ed essendo io sconosciuto alla maggior parte del pubblico, mi ha fatto aprire gli occhi sull’essenza di questo lavoro, che non è fatto come qualcuno può pensare, solo per apparire o per aumentare il proprio ego, ma c’è un amore incondizionato nei confronti della musica e di questa professione che rimane difficile spiegare.

Un fattore fondamentale, almeno per quanto riguarda il modo in cui interpreto la mia professione, è il legame che si è venuto a creare con Jochem, oltre essere un artista che stimo oltre misura, è diventato un amico.Per me questo rapporto è fondamentale per far si che tutto il resto sia vissuto con serenità e con il sorriso.

Tutto quello che ho detto fino ad ora, si collega alla seconda domanda, credo che quando si è sereni, ci si riesca ad esprimere nel migliore dei modi, e credo sia quello che è successo con Electric Deluxe.

Jochem mi ha messo sempre nella condizione di fare il meglio, senza nessun tipo di limite e pressione. 

Conosciamo bene i tuoi set: posseggono dei tratti distintivi, sono molto caratterizzanti. In poche parole, riconosceremmo un dj set di Giorgio Gigli in mezzo ad altri 100 set e lo stesso vale per le tue produzioni. Quanto è difficile cercare di rendere le tue selezioni musicali e le tue produzioni simili tra loro, come se si trattasse di due persone che indossano lo stesso abito?

In realtà i miei dj set a volte si discostano completamente dalle mie produzioni, mi piace cercare, trovare e provare musica  differente da quella che produco. 
Tutto dipende dal mio umore dalla situazione in cui mi trovo è da quello che ho “mangiato e bevuto prima” 🙂 

Parliamo un po’ della tua creatura, la Zooloft, una label creata qualche anno fa in collaborazione con Obtane. Spiegaci come è stato avviare una tua label e quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a bloccare questo progetto. 

Zooloft è stata fondamentale per la mia crescita professionale e anche umana.
Ho condiviso con Obtane, emozioni, gioie, sorrisi, paure e lacrime, e tutto questo lo si può percepire ascoltando le nostre releasesCredo che durante quegli anni Zooloft, sia stata l’avanguardia di quel suono, naturalmente inspirata ad uno specifico concetto sonoro, ma rivisitato e reso contemporaneo.
Il progetto Zooloft si è fermato quando, sia io che Obtane abbiamo scelto di provare a fare qualcosa di diverso.
Come in tutte le storie d’amore più belle, c’è sempre un finale emozionante, che lascia aperte diverse interpretazioni. 

A distanza di anni ci siamo incontrati in studio, e da poco abbiamo finito un album che verrà rilasciato su “Violet Poison“, verso settembre/ottobre.

Storicamente sei legato alla scena romana, di cui sei uno dei rappresentanti più celebri. Ci racconti quali sono i ricordi più piacevoli dei tuoi inizi nella capitale? Quali differenze ci sono tra la scena italiana degli anni ’90 e quella attuale?

Nei primi anni novanta l’ho vissuta da appassionato e spettatore, nel corso degli anni è diventato il mio lavoro
Quello che posso dire è che probabilmente in Italia come nel resto d’Europa ci fu un fermento dato dalla novità musicale, quindi di conseguenza vennero a crearsi una serie di eventi unici
Oggi è diventato tutto più professionale, spettacolare, strutturato, più “patinato”, forse manca proprio quella spontaneità che si poteva respirare negli anni 90.

Tornando alle tue produzioni, storicamente c’è qualche artista al quale ti ispiri e al quale sei particolarmente legato? 

A dire il vero nessuno in particolare. Ci sono tantissimi artisti che stimo, ma alla fine cerco sempre di essere il più personale possibile nelle mie produzioni.
Rimane il fatto che Lory D ha fatto dei lavori che sarà impossibile dimenticare. 

Analizzando i dati del mercato discografico, possiamo notare come ci sia stato un grande ritorno della vendita del vinile, tuo caro e vecchio amico di sempre. No, non sto per chiederti ‘cosa ne pensi dei dj che utilizzano Traktor o altri software per i loro set’, ma ti chiedo il motivo per il quale hai deciso di continuare dritto per la tua strada, scegliendo sempre le valigie pesanti dei vinili, a una chiavetta usb da pochi grammi.

Fino ad oggi le valigie pesanti mi hanno dato solo qualche mal di schiena, niente più.

Certo tutto potrebbe essere agevolato in altri modi, ma perché? A me piace mettere i “tondi” come dice mio figlio. Il vinile è ancora un supporto che mi emoziona e mi da soddisfazione.
Non sono un fanatico, ognuno fa quello che vuole, anche perché poi è la musica che fa da padrona, però a me piace così, questo è l’unico motivo reale.

Portaci nel futuro: come la vedi la ‘scena’ italiana tra qualche anno? Pubblico, produttori, djs e addetti ai lavori tutti, saranno capaci di rigenerarsi e di accogliere un fondamentale cambio generazionale? Si, puoi prenderti anche 20 giorni per rispondere a questa domanda. Parlaci delle tue prossime uscite, svelaci qualche segreto dai. Facci sentire speciali.

Tutto quello che esiste invecchia poi cambia e si trasforma, è la natura dei tempi. 

Succede con tutto quello che ci circonda.
La frase ricorrente “era sempre meglio prima” in un certo senso nasce dal fatto che i nostri ricordi ci portano indietro nel tempo e quella malinconia che tutti ci portiamo sempre nascosta in tasca a volte esce fuori quando si parla di musica, serate e persone che facevano parte di quel contesto.
Tutti ci provano, in pochi ci riescono, altri combattono e altri ancora sorridono, c’è solo chi guarda e c’è chi giudica, c’è chi ogni tanto guarda indietro e chi solo avanti.
E poi c’è la musica la padrona e sovrana del nostro fottutissimo mondo.

Per quanto riguarda i segreti non avendone, dovrei inventarmi qualcosa.
Vi ho anticipato l’album con Obtane, entro fine anno ci sarà un’altra cosa importante, forse a livello artistico la più importante della mia vita

ENGLISH VERSION

Hi Giorgio, welcome on Parkett, It’s a pleasure having you on our webzine.

From 2011 you started an intense artistic collaboration with the Speedy J’ s label “Electric Deluxe”: what did this journey bring to you professionally? Do you feel that the label is capable of “pulling out” your whole artistic potential?

When I first knew Jochem I was out of a “not-so-happy” professional path. From then on I started making music for Electric Deluxe and being on the label showcases.

I can say that professionally It’s been like I started from scratch again, not being so young anymore. I started looking at my work in a different way, being in broader situations all over Europe, with world famous artists, and being unknown for most of the crowd. It made me open my eyes on the true essence of this work, that is not done only for being there and increase your ego, as someone could think. But there’s an unconditional love towards music that is not easy to explain.

According to me and how I see my profession, a main factor is the bond between me and Jochem, that is an artist that I praise and also a friend.
Our relationship is fundamental to let all the rest be lived with serenity and smiling.

All that I said until now brings me to the second question: I think that being clear makes you express yourself in the best way possibile, as what happened working with Electric Deluxe.
Jochem made me always feel like I could do my best, without boundaries or pressure.

We know your sets quite well: they own distinctive traits, really characterizing. In short, we would recognize a Giorgio Gigli’s dj set between hundreds of sets and it also applies to your productions. How hard is to make musical selections similar to your productions, as two people wearing the same suit?

Actually my dj sets are quite different from my productions. It all depends on my mood, on the situation I’m in and on what I ate and drank before :-).

Let’s talk about your creature, the “Zooloft” label founded some years ago with Obtane. Explain to us how it’s been to start working on your label and what are the reasons that made you stop this project. 

Zooloft has been fundamental for my professional and human growth. I shared feeling, joy, smiles, fears and tears with Obtane, and that can be heard on our releases.
I believe that on those years Zooloft has been avantgarde for that sound, naturally inspired by a specific concept, but revisited and made contemporary.
The Zooloft project ended when Obtane and I both wanted to do something different.
As in all the best love stories, there’s a moving ending, opened to lots of interpretations. Many years after we met in the studio and we just finished an album that will be released on “Violet Poison” label between September and October.

“Historically” you’re bound to the Roman music scene, of which you are one of the most famous representative. Can you tell us the most pleasing memories of your beginnings in the capital? What are the differences between the Italian 90’s music scene and the present one?

I lived the first part of the nineties as a passionate observer, throughout the years it has become my job.
All I can say is that Italy, as  the rest of the Europe, was really hyped by the musical news, and there were lots of unique venues.
Nowadays everything has become much more professional, structured, spectacular, patinated, missing that spontaneity you could taste in the nineties.
Back to your productions, are there any artist you feel inspired by and that you feel bound to?

Actually, nobody in particular. There are lots of artists that I praise, but in the end I try to be as much personal as possibile in my productions.
Anyhow Lory D.  made things impossible to forget.

Analyzing the music industry data we can find that vynil discs, your old and beloved friends, selling increased. I’m not going to ask you about Traktor and digital djs , but I ask you why you kept going through the old road, choosing heavy luggage instead of Usb pen drive that weigh few grams. 

Heavy luggage gave me only some backaches, nothing more. Of course I could make it easier, but why? I like to play the “Tondi”, as my son says. Vinyl is still a support that excites me and gives me satisfaction. I’m not a fanatic, everyone does what he/she wants, because it’s music that rules everything. But I like it the way it is, that’s the only reason.

Bring us into the future: how do you see the Italian music scene in a few more years? Crowd, producers, djs and insiders will be able to regenerate and welcome a generational change?Of course you can also take 20 days to answer.
Talk to us about your next releases, reveal some secrets, make us feel special. 

All the existing changes and grows older, it’s nature.
It happens with all the things around us.
The recurring sentence “It was always better before” was born somehow from the fact that our memories bring us back in time and that melanchony that we hide in our pockets sometimes comes out speaking about music, parties and people in that context.   Everybody tries, someone makes it, someone fights and someone smiles, people look and people judge, talks behind or ahead. And then there’s music, ruling on this fucked up world. 

I don’t have secrets, I should think up something. I already told you about the LP with Obtane. At the end of the year there will be something important, maybe the most important of my life artistically speaking. 

Interview: Simone Nocentini

Translation: Mirno Cocozza

Un processo musicale che si è affinato nel tempo ha portato l’artista di quest’oggi ad essere uno dei più apprezzati in tutto il panorama techno: concettualmente deep e underground ecco a voi Giorgio Gigli.

Ciao Giorgio benvenuto su Parkett, per noi è un vero piacere ospitarti sulla nostra webzine.

Dal 2011 hai iniziato un’intensa collaborazione artistica con la Electric Deluxe di Speedy J: cosa ti ha portato, professionalmente questo percorso? Senti che questa label è capace di ‘cacciare’ al 100% il tuo potenziale artistico?

Quando conobbi Jochem ero uscito da un percorso professionale non particolarmente felice. Da lì a poco tempo ho cominciato a produrre musica per Electric Deluxe e ad essere inserito negli showcase della label.

Posso dire che a livello professionale è come se fossi ripartito da zero, anche non essendo più giovanissimo, ho cominciato a guardare il mio lavoro in modo diverso, lavorando in situazioni molto grandi in tutta Europa, con artisti di fama mondiale, ed essendo io sconosciuto alla maggior parte del pubblico, mi ha fatto aprire gli occhi sull’essenza di questo lavoro, che non è fatto come qualcuno può pensare, solo per apparire o per aumentare il proprio ego, ma c’è un amore incondizionato nei confronti della musica e di questa professione che rimane difficile spiegare.

Un fattore fondamentale, almeno per quanto riguarda il modo in cui interpreto la mia professione, è il legame che si è venuto a creare con Jochem, oltre essere un artista che stimo oltre misura, è diventato un amico.Per me questo rapporto è fondamentale per far si che tutto il resto sia vissuto con serenità e con il sorriso.

Tutto quello che ho detto fino ad ora, si collega alla seconda domanda, credo che quando si è sereni, ci si riesca ad esprimere nel migliore dei modi, e credo sia quello che è successo con Electric Deluxe.

Jochem mi ha messo sempre nella condizione di fare il meglio, senza nessun tipo di limite e pressione. 

Conosciamo bene i tuoi set: posseggono dei tratti distintivi, sono molto caratterizzanti. In poche parole, riconosceremmo un dj set di Giorgio Gigli in mezzo ad altri 100 set e lo stesso vale per le tue produzioni. Quanto è difficile cercare di rendere le tue selezioni musicali e le tue produzioni simili tra loro, come se si trattasse di due persone che indossano lo stesso abito?

In realtà i miei dj set a volte si discostano completamente dalle mie produzioni, mi piace cercare, trovare e provare musica  differente da quella che produco. 
Tutto dipende dal mio umore dalla situazione in cui mi trovo è da quello che ho “mangiato e bevuto prima” 🙂 

Parliamo un po’ della tua creatura, la Zooloft, una label creata qualche anno fa in collaborazione con Obtane. Spiegaci come è stato avviare una tua label e quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a bloccare questo progetto. 

Zooloft è stata fondamentale per la mia crescita professionale e anche umana.
Ho condiviso con Obtane, emozioni, gioie, sorrisi, paure e lacrime, e tutto questo lo si può percepire ascoltando le nostre releasesCredo che durante quegli anni Zooloft, sia stata l’avanguardia di quel suono, naturalmente inspirata ad uno specifico concetto sonoro, ma rivisitato e reso contemporaneo.
Il progetto Zooloft si è fermato quando, sia io che Obtane abbiamo scelto di provare a fare qualcosa di diverso.
Come in tutte le storie d’amore più belle, c’è sempre un finale emozionante, che lascia aperte diverse interpretazioni. 

A distanza di anni ci siamo incontrati in studio, e da poco abbiamo finito un album che verrà rilasciato su “Violet Poison“, verso settembre/ottobre.

Storicamente sei legato alla scena romana, di cui sei uno dei rappresentanti più celebri. Ci racconti quali sono i ricordi più piacevoli dei tuoi inizi nella capitale? Quali differenze ci sono tra la scena italiana degli anni ’90 e quella attuale?

Nei primi anni novanta l’ho vissuta da appassionato e spettatore, nel corso degli anni è diventato il mio lavoro
Quello che posso dire è che probabilmente in Italia come nel resto d’Europa ci fu un fermento dato dalla novità musicale, quindi di conseguenza vennero a crearsi una serie di eventi unici
Oggi è diventato tutto più professionale, spettacolare, strutturato, più “patinato”, forse manca proprio quella spontaneità che si poteva respirare negli anni 90.

Tornando alle tue produzioni, storicamente c’è qualche artista al quale ti ispiri e al quale sei particolarmente legato? 

A dire il vero nessuno in particolare. Ci sono tantissimi artisti che stimo, ma alla fine cerco sempre di essere il più personale possibile nelle mie produzioni.
Rimane il fatto che Lory D ha fatto dei lavori che sarà impossibile dimenticare. 

Analizzando i dati del mercato discografico, possiamo notare come ci sia stato un grande ritorno della vendita del vinile, tuo caro e vecchio amico di sempre. No, non sto per chiederti ‘cosa ne pensi dei dj che utilizzano Traktor o altri software per i loro set’, ma ti chiedo il motivo per il quale hai deciso di continuare dritto per la tua strada, scegliendo sempre le valigie pesanti dei vinili, a una chiavetta usb da pochi grammi.

Fino ad oggi le valigie pesanti mi hanno dato solo qualche mal di schiena, niente più.

Certo tutto potrebbe essere agevolato in altri modi, ma perché? A me piace mettere i “tondi” come dice mio figlio. Il vinile è ancora un supporto che mi emoziona e mi da soddisfazione.
Non sono un fanatico, ognuno fa quello che vuole, anche perché poi è la musica che fa da padrona, però a me piace così, questo è l’unico motivo reale.

Portaci nel futuro: come la vedi la ‘scena’ italiana tra qualche anno? Pubblico, produttori, djs e addetti ai lavori tutti, saranno capaci di rigenerarsi e di accogliere un fondamentale cambio generazionale? Si, puoi prenderti anche 20 giorni per rispondere a questa domanda. Parlaci delle tue prossime uscite, svelaci qualche segreto dai. Facci sentire speciali.

Tutto quello che esiste invecchia poi cambia e si trasforma, è la natura dei tempi. 

Succede con tutto quello che ci circonda.
La frase ricorrente “era sempre meglio prima” in un certo senso nasce dal fatto che i nostri ricordi ci portano indietro nel tempo e quella malinconia che tutti ci portiamo sempre nascosta in tasca a volte esce fuori quando si parla di musica, serate e persone che facevano parte di quel contesto.
Tutti ci provano, in pochi ci riescono, altri combattono e altri ancora sorridono, c’è solo chi guarda e c’è chi giudica, c’è chi ogni tanto guarda indietro e chi solo avanti.
E poi c’è la musica la padrona e sovrana del nostro fottutissimo mondo.

Per quanto riguarda i segreti non avendone, dovrei inventarmi qualcosa.
Vi ho anticipato l’album con Obtane, entro fine anno ci sarà un’altra cosa importante, forse a livello artistico la più importante della mia vita

ENGLISH VERSION

Hi Giorgio, welcome on Parkett, It’s a pleasure having you on our webzine.

From 2011 you started an intense artistic collaboration with the Speedy J’ s label “Electric Deluxe”: what did this journey bring to you professionally? Do you feel that the label is capable of “pulling out” your whole artistic potential?

When I first knew Jochem I was out of a “not-so-happy” professional path. From then on I started making music for Electric Deluxe and being on the label showcases.

I can say that professionally It’s been like I started from scratch again, not being so young anymore. I started looking at my work in a different way, being in broader situations all over Europe, with world famous artists, and being unknown for most of the crowd. It made me open my eyes on the true essence of this work, that is not done only for being there and increase your ego, as someone could think. But there’s an unconditional love towards music that is not easy to explain.

According to me and how I see my profession, a main factor is the bond between me and Jochem, that is an artist that I praise and also a friend.
Our relationship is fundamental to let all the rest be lived with serenity and smiling.

All that I said until now brings me to the second question: I think that being clear makes you express yourself in the best way possibile, as what happened working with Electric Deluxe.
Jochem made me always feel like I could do my best, without boundaries or pressure.

We know your sets quite well: they own distinctive traits, really characterizing. In short, we would recognize a Giorgio Gigli’s dj set between hundreds of sets and it also applies to your productions. How hard is to make musical selections similar to your productions, as two people wearing the same suit?

Actually my dj sets are quite different from my productions. It all depends on my mood, on the situation I’m in and on what I ate and drank before :-).

Let’s talk about your creature, the “Zooloft” label founded some years ago with Obtane. Explain to us how it’s been to start working on your label and what are the reasons that made you stop this project. 

Zooloft has been fundamental for my professional and human growth. I shared feeling, joy, smiles, fears and tears with Obtane, and that can be heard on our releases.
I believe that on those years Zooloft has been avantgarde for that sound, naturally inspired by a specific concept, but revisited and made contemporary.
The Zooloft project ended when Obtane and I both wanted to do something different.
As in all the best love stories, there’s a moving ending, opened to lots of interpretations. Many years after we met in the studio and we just finished an album that will be released on “Violet Poison” label between September and October.

“Historically” you’re bound to the Roman music scene, of which you are one of the most famous representative. Can you tell us the most pleasing memories of your beginnings in the capital? What are the differences between the Italian 90’s music scene and the present one?

I lived the first part of the nineties as a passionate observer, throughout the years it has become my job.
All I can say is that Italy, as  the rest of the Europe, was really hyped by the musical news, and there were lots of unique venues.
Nowadays everything has become much more professional, structured, spectacular, patinated, missing that spontaneity you could taste in the nineties.
Back to your productions, are there any artist you feel inspired by and that you feel bound to?

Actually, nobody in particular. There are lots of artists that I praise, but in the end I try to be as much personal as possibile in my productions.
Anyhow Lory D.  made things impossible to forget.

Analyzing the music industry data we can find that vynil discs, your old and beloved friends, selling increased. I’m not going to ask you about Traktor and digital djs , but I ask you why you kept going through the old road, choosing heavy luggage instead of Usb pen drive that weigh few grams. 

Heavy luggage gave me only some backaches, nothing more. Of course I could make it easier, but why? I like to play the “Tondi”, as my son says. Vinyl is still a support that excites me and gives me satisfaction. I’m not a fanatic, everyone does what he/she wants, because it’s music that rules everything. But I like it the way it is, that’s the only reason.

Bring us into the future: how do you see the Italian music scene in a few more years? Crowd, producers, djs and insiders will be able to regenerate and welcome a generational change?Of course you can also take 20 days to answer.
Talk to us about your next releases, reveal some secrets, make us feel special. 

All the existing changes and grows older, it’s nature.
It happens with all the things around us.
The recurring sentence “It was always better before” was born somehow from the fact that our memories bring us back in time and that melanchony that we hide in our pockets sometimes comes out speaking about music, parties and people in that context.   Everybody tries, someone makes it, someone fights and someone smiles, people look and people judge, talks behind or ahead. And then there’s music, ruling on this fucked up world. 

I don’t have secrets, I should think up something. I already told you about the LP with Obtane. At the end of the year there will be something important, maybe the most important of my life artistically speaking. 

Translation: Mirno Cocozza