Jazz:Re:Found 2026, il ritorno a casa con Gilles Peterson e Acid Arab

11 Marzo 2026

Jazz:Re:Found, il festival che ha trasformato le colline del Monferrato in una meta privilegiata del nomadismo musicale europeo ritorna dal 27 al 30 agosto. Cella Monte ospita il ritorno a casa della XVIII edizione del festival che ha trasformato le colline del Monferrato. In lineup Berlioz, Gilles Peterson, Tom Skinner, Acid Arab, Aja Monet e decine di altri artisti tra jazz, elettronica e global sounds.

Jazz:Re:Found, giunto alla sua diciottesima edizione, ha scelto di utilizzare per questo nuovo slogan un verbo che sembra semplice ma è invece il più politico di tutti: tornare.

“HOMECOMING – Where we belong” diventa il manifesto di una comunità che si è costruita anno dopo anno, collina dopo collina, nota dopo nota, e che ora sente il bisogno di riconoscersi. Dal 27 al 30 agosto, Cella Monte, nel cuore del Monferrato UNESCO, si trasformerà nell’ombelico del mondo per chi vive la musica come appartenenza e cultura.

In un’epoca in cui i cartelloni dei festival sembrano usciti dallo stesso algoritmo, Jazz:Re:Found risponde con una mossa radicale: una direzione incentrata a preservare l’ identità del festival.

La line up di JZ:RF 2026

La line-up di quest’anno è la prova vivente che si può essere internazionali senza essere omologati, e radicati senza essere provinciali. Il giovane prodigio Berlioz (un nome, un programma) porta la sua elettrifying fusion di jazz, house e classica a dialogare con le architetture medievali del Monferrato. Accanto a lui, colonne portanti come Gilles PetersonMr. Scruff e Danilo Plessow (MCDE) fanno da ponte tra chi il festival lo ha visto nascere e chi lo scopre oggi.

Ma è nel dettaglio che si vede la regia. La presenza di Tom Skinner (batterista dei The Smile, ex Sons of Kemet) non è solo un colpo per gli amanti del jazz contemporaneo, ma un filo rosso che lega la tradizione all’avanguardia. Così come Dj Storm non è solo una leggenda del drum & bass, ma una testimonianza vivente di come la cultura di club sia sempre stata controcultura.

E poi c’è il fronte più caldo, quello delle nuove global sounds. Aja Monet porterà la sua spoken poetry come un atto di resistenza lirica. Acid Arab trasformerà la dancefloor in un caravanserraglio elettronico. Habibi Funk ci ricorderà che il groove non ha confini geografici, mentre Sami Galbi e Turbolenta rappresentano quella nuova Europa che parla arabo, francese, italiano e trap con lo stesso accento.

Da segnalare anche Venna, sassofonista Grammy Award con Burna Boy, che con il suo album “MALIK” sta ridefinendo il confine tra jazz e urban; Lou Nour (ex Sicaria) in un nuovo capitolo della sua ricerca sonora; e il collettivo The Mighty Tiny & The Many Few, quindici musicisti da tre continenti: un festival nel festival.

Il lusso di essere nicchia

Quello che rende Jazz:Re:Found un unicum nel panorama italiano è sicuramente la qualità dell’ascolto. In un’epoca di festival “mordi e fuggi”, qui si viene per stare, per ritrovarsi e per abitare un territorio che non è solo scenario, ma parte attiva dell’esperienza.

Il claim “Where we belong” funziona perché è vero in entrambe le direzioni: il festival appartiene alla sua comunità, e la comunità appartiene a queste colline. Non è un caso che da quest’anno i pacchetti trasporti e ospitalità siano già integrati nella piattaforma Slesh: perché il viaggio per tornare a casa dev’essere il più agevole possibile.

Con il supporto di Compagnia di San Paolo, Fondazioni e main sponsor come Castello di Uviglie, Jazz:Re:Found dimostra che si può fare cultura indipendente senza piangersi addosso, anzi: alzando l’asticella.

Tra il 27 e il 30 agosto 2026, se cerchi un festival che ti dica qualcosa di nuovo su chi sei e dove stai andando, sai già dove trovarci. A casa.

TICKET DISPONIBILI QUI

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