fifty two − forty nine =

E’ passato un po’ più di un mese dai festeggiamenti per il ventennale dell’etichetta inglese Blueprint, che per l’occasione ha dominato un weekend berlinese con due serate ininterrotte di musica al Berghain, in cui anche nelle ore diurne si sono susseguiti artisti tra i quali DVS1, Lakker, Truss, Tessela, Makaton che ha proposto una performance live, e naturalmente non poteva mancare il padrone di casa James Ruskin.

Abbiamo tra le mani una spettacolare compilation costituita dalla bellezza di 17 tracce. Sono naturalmente tutti artisti dal roster della Blueprint: quelli di cui sopra più Oliver Ho, Blawan, Regis, Planetary Assault System, Randomer, Tessela, Rumah, Progression, The Fear Ratio, Rommek, Steve Bicknell, O/V/R. Proprio quest’ultimo apre le danze, e altri non è che un duo costituito da James Ruskin e Regis, che propongono una traccia ruvida e graffiante, una sorta di techno mid-tempo a preludio di un disco che si capisce da subito essere senza compromessi.

Tende a salire gradualmente e ti si avviluppa addosso senza che te ne rendi conto. Si passa per la complessità degli irlandesi Lakker, che ultimamente vivono un grande periodo di evoluzione, i quali propongono due tracce alquanto cerebrali dal sapore “autechreiano”, una all’inizio e una in chiusura, in entrambi i casi costituite da ritmiche dall’incedere convulso, la prima estremamente sinistra e claustrofobica e la seconda più ariosa, pur essendo alquanto dissonante anche lei. Generalmente le altre tracce sono più regolari ed asciutte, specialmente quelle nel primo terzo della scaletta. Tolti i brani più sperimentali, il discorso si articola fondamentalmente su una techno tradizionale ma con molta ricerca, dai timbri europei, molto scura ed ossessiva.

La qualità, quasi inutile precisarlo, è davvero altissima, sebbene non sia una compilation “facile”. Certe tracce sfidano particolarmente l’orecchio, come “Slur” di Makaton, sicuramente la più difficile di tutte: pur avendo un portamento relativamente quieto e con suo equilibrio, questo equilibrio viene spezzato regolarmente da un suono aggressivo, metallico, un macchinario arrugginito che con regolarità si allontana e torna di prepotenza mettendosi al centro, ansiogeno, duettando poi all’unisono con un altrettanto ostinato suono di pianoforte, soffocato, senza riverbero e spazio vitale alcuno.

Solleva questioni del passato ma sempre attuali, i motivi teorici e storici per cui la techno ha il suono che ha, ora se vogliamo ancor più accentuati. A parte questo genere di momenti particolarmente impegnativi, siamo di fronte a una compilation che non si può proprio definire soft, ma se la immaginiamo per un attimo sotto forma di dj-set durante una serata, ci regalerebbe una bellissima ora abbondante di abbandono. Perché è stimolante sul piano motorio e trascinante su quello mentale, e seppur fedele alla regola aurea della cassa dritta, spazia molto in una palette sonora dalle tonalità generalmente scure ma variegate. E nonostante ogni brano sia una storia a sè, e anche inevitabilmente singolare, non si può non constatare la notevole coerenza stilistica considerando la tracklist appena ascoltata nel suo insieme.

Ci descrive il roster della Blueprint come una squadra dove ogni artista segue percorsi propri e trasmette nella sua musica la maturità di un carattere forte ed autonomo, eppure è tangibile il filo rosso che mette tutti sotto lo stesso tetto. Eclettica e piena di colpi di scena, ma al contempo ogni brano ha ragione di trovarsi insieme agli altri e nel punto dove è stato piazzato fino a formare un puzzle dove ogni tassello calza perfettamente e si fonde nell’immagine finale. Ti sbatte al muro e non puoi che esserne molto contento. LEGGI ANCHE QUESTO

Tracklist

  1. O/V/R – Metal Slipper
  2. Lakker – Chain Of Combs
  3. James Ruskin & DVS1 – Page 1
  4. Makaton – Slur
  5. Planetary Assault System – Pull
  6. Steve Bicknell – Disguise Of Beings
  7. Regis – Party Spoiler Too
  8. Randomer – Sheen
  9. Truss – Wonastow
  10. Rumah & Progression – Speak & Spell
  11. James Ruskin – 6teenth
  12. Tessela – Rub
  13. Rommek – Off The Radar
  14. Blawan – Passer By
  15. Oliver Ho – The Serpent Devours Itself
  16. The Fear Ratio – Lonor
  17. Lakker – Orange

Paolo Castelluccio