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Quando ti trovi nel posto giusto al momento giusto, succede sempre qualcosa di grande. Quello che accadde a Laurent Garnier è pressoché questo.
Pur essendo francese, la sua crescita e la sua affermazione come dj sono da collocarsi a Manchester.

Era una notte di Ottobre del lontano 1987 e un giovanissimo Garnier, appena ventenne, si fece notare mentre suonava all’ Altrincham, un ristorante nel South Manchester.

Quelle sonorità ipnotiche, quei groove trascinanti, interrotti solo dai campionamenti vocali, (la cosiddetta acid house ) colpirono un ascoltatore in particolare che lo volle come disc jockey per il suo party: il boss dell’Hacienda.

Il 7 ottobre, Laurent Garnier passa per la prima volta dietro la consolle del leggendario club sotto lo pseudonimo di DJ Pedro: “La serata è stata chiamata Zumbar e l’idea era di suonare cose diverse dalla programmazione del week- end. L’house non era ancora esplosa del tutto. Abbiamo suonato un sacco di hip-hop, Hi-NRG, l’antenato dell’ house e techno. Ho anche i nastri della serata. Era il periodo di  S’Express, Joe Smooth, e della canzone Promised Land … Il più grande successo è stato ‘Pump up the volume’ di M | A | R | R | S. Tutti impazzivano quando la suonavo. “

La glorificazione per Laurent Garnier e per la sua musica accadde in un periodo cruciale per la musica elettronica.
Sono arrivato a Manchester nel 1986. E tra il 1986 e il 88, ho visto un passaggio fondamentale in Inghilterra: inizialmente la Chicago house era riferibile più ad una cultura molto afro, basata sulla danza… poi la clientela e la musica si è estesa anche ai bianchi, che popolavano anche loro il povero sobborgo di Manchester. Poi venne l’ecstasy e l’acid house esplose. Sì, la città era già in fermento quando sono arrivato io, ma poi è stata una cosa malata. “

Questo è un video che racconta Garnier e l’Hacienda, il resto è storia.

(Via TraxMag)

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