seventy two − sixty six =

La leggenda di Detroit Kenny Dixon Jr., meglio conosciuto come Moodymann, ha denunciato con un video su Instagram di essere stato circondato, minacciato e arrestato dalla forze dell’ordine mentre era sostanzialmente in casa propria, sul suo terreno.

Si tratta di un episodio di particolare gravità quello in cui è stato coinvolto il leggendario Moodymann poche ore fa a Detroit. Nella sua città natale, infatti, Dixon è stato circondato da una decina di poliziotti mentre si trovava nella propria auto. A questo punto gli agenti gli hanno puntato contro dei fucili d’assalto (l’artista parla di “AR15”), mentre gli intimano in continuazione di sbloccare la porta del veicolo, altrimenti avrebbero rotto il finestrino.

Il tutto è stato documentato dallo stesso Moodymann in un breve video postato da lui stesso su Instagram. In seguito l’artista ha rimosso il video, che è stato però ri-postato da diversi account sullo stesso social e che potete trovare poco più sotto. La didascalia del post originale recita grosso modo così:

“La polizia di Highland Park (città della cintura metropolitana di Detroit, ndr) è venuta nel mio cortile sul retro, chiedendomi di provare la proprietà, e questa è la loro reazione. Sono andato in prigione di nuovo per aver fatto irruzione ed essere entrato in casa mia nonostante avessi le chiavi. Ciò che non potete vedere sono gli altri 9 agenti che mi puntano gli AR15 direttamente alla testa. La prossima volta premete il cazzo di grilletto e finiamola una volta per tutte perché sono stanco. Sono molto stanco.”

 

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Il video si conclude con Dixon che, dopo diversi tentativi di sbloccare la porta e dopo le intimazioni che si facevano sempre più aggressive e minacciose da parte della polizia, riesce ad uscire dall’abitacolo. L’episodio ricorda clamorosamente le centinaia di vicende controverse avvenute negli ultimi anni a danno delle persone di colore negli States, a volte finite con l’uccisione della persona interessata.

Solidarietà nei confronti dell’artista detroitiano sta arrivando da diverse sponde, specialmente dai colleghi, come The Black Madonna, e dai sostenitori del movimento “Black Lives Matter“, appoggiato dallo stesso Moodymann.