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Colin McBean, artista e produttore meglio conosciuto nella scena elettronica come Mr. G, sarà ospite il prossimo 16 novembre dell’evento Nice To Be al Basic club di Napoli. Noi lo abbiamo intervistato per l’occasione.

Mr. G non è solo un DJ tra i più apprezzati in assoluto da chi prova un amore viscerale per le sonorità house e dintorni e un produttore apprezzato e riconosciuto a livello mondiale. Mr. G è anche e soprattutto un simbolo, un’icona di un’elettronica “d’altri tempi”, un’elettronica senza barriere e confini di sorta, in cui le peculiarità dei diversi generi venivano fuse in modo sapiente.

Questo è il motivo per cui è sempre un onore assoluto essere testimoni di un suo set, forse una delle esperienza più irripetibili e irriproducibili nel panorama musicale odierno. I fortunati che saranno al Basic di Napoli il prossimo sabato 16 novembre, in occasione del party Nice To Be e che avranno quest’onore, capiranno di cosa parliamo. Mr. G non è un semplice selezionatore, è un artista a tutto tondo.

La sua Boiler Room londinese è entrata nell’Olimpo dei mixati, alcune sue release come “Daily Prayer” e “Consequences” lasciano letteralmente a bocca aperta. La sua carriera parla per lui, ma meglio della sua carriera solo lui può parlare di se stesso; ecco perché abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Colin McBean, alias Mr, G.

MR. G_1

Ciao Colin e benvenuto su Parkett. Uno dei primi passi della tua carriera musicale fu la collaborazione con Cisco Ferreira con il duo techno The Advent. Perché decisi di lasciare quel progetto e come ti influenzò quella fase della tua vita artistica?

Ciao! Quel viaggio mi stava uccidendo e volevo tornare alle mie radici essendo eclettico, ma la cosa più importante è che volevo essere in grado di comporre e produrre ciò che era dentro me.

Fondasti Phoenix G. subito dopo l’esperienza come The Advent. Cosa ti fece creare la tua etichetta e che impronta artistica avevi in mente per Phoenix G. agli inizi?

Era semplicemente divertente rilasciare la mia musica senza lo stress e i compromessi. Era un misto delle mie capacità tecniche con il mio amore per l’house.

Hai usato e tutt’ora usi Phoenix G. quasi esclusivamente come piattaforma per il tuo materiale. Questa è una scelta specifica o ti serve semplicemente un posto per rilasciare la tua musica? Non ti piacerebbe avere una sorta di sub-label dedicata ai giovani talenti e ad altri artisti in genere?

L’etichetta è una cosa personale e se ci sei uscito significa che sei qualcuno a cui tengo e con cui condivido volentieri le cose.

Sei considerato uno dei maestri del suono underground, ma cosa pensi significhi “underground” nell’attuale scena della musica elettronica?

Ahah “maestro”. Faccio solo ciò che mi piace, faccio musica, non mi preoccupo del resto dato che in quest’industria è così facile rimanere danneggiati o “sgonfiati” in qualche modo.

Tendi a fondere un sacco di generi diversi nei tuoi set eclettici ed eterogenei. Come scegli il prossimo disco che stai per suonare? Credi che siamo diretti verso una fase in cui non ci sono più generi nella musica?

No, c’è ancora abbastanza roba buona lì fuori, devi solo cercare più a fondo. In ogni caso, sai che se ami la musica lo senti o non lo senti, è semplice! Vengo da un’epoca in cui la musica che suonavi diceva chi eri. Nei miei set ho sempre inserito una sorta di affermazione sociale del punto in cui sono nella mia vita. I prossimi dischi li scelgo se sono felice o triste, su o giù. È puramente una questione di ciò che sento di voler condividere a prescindere dai bpm, sperando che la gente capirà…ricordate che è la musica che importa!

Dal momento in cui sappiamo che le tue performance sono rare e scelte accuratamente in posti in cui la musica, dal punto di vista acustico, suona in un certo modo, cosa ti aspetti da questo show del 16 novembre al Basic, conosciuto come un “club per audiofili”?

Bella domanda. Spero in un dancefloor aperto mentalmente con gente che voglia divertirsi con dischi (molti anni ’70) che amavo molti anni fa, suonati in un soundsystem che lasci parlare e respirare la musica. Ma deve essere davvero divertente, dev’essere un respiro di aria fresca ascoltare buona musica, non vedo l’ora!


ENGLISH VERSION

Hi Colin and welcome on Parkett. One of the first steps of your music career was the collaboration with Cisco Ferreira as the techno duo The Advent. Why did you decide to leave that project and how did that phase of your artistic life influence you?

Hi The travel was killing me and I wanted  to go back to my roots being eclectic, but more importantly I wanted to be able to write and produce what’s inside me.

You founded Phoenix G. right after the experience as The Advent. What made you create your own label and what artistic imprint did you have in mind for Phoenix G. at first?

It really was just a fun thing to release my music without the stress and compromises. It was a mixture of the driving tech I knew with my love for house.

You are considered one of the masters of the underground sounds, but what do you think “underground”” means in the current electronic music scene?

Masters lol. I’m just doin’ my thing and making music, the rest I don’t worry about as in this industry it’s so easy to end up hurt or deflated in some way.

You used and you are currently using Phoenix G. almost exclusively as a platform for your own material. Is it a specific choice or did you simply need a place to release your music on? Wouldn’t you like to have something like a sub-label dedicated to young talents and other artists in general?

The label is a personal thing and if you’re on there you’re someone I care and share with.

 You tend to fuse tons of different genres in your eclectic and heterogeneous sets. How do you choose the next record you are going to play? Do you think we are heading into a no-more-genre phase in music?

Nahhh still Nuff great music out there you just gotta dig deeper.

Anyway you know if you love music it’s only ever, you feel it, you don’t feel it,simple as that!

I’m from a time when the music you played said who you were I’ve always within my sets made a kinda social statement of where I’m at in life….. the records I choose for a reason happy or sad,  hi or low,

as for what I play next. It’s purely about what I feel I’d love to share with you next regardless of bpm hoping you’ll understand…..remember it’s about the music !

 Since we know that your performances as a DJ set are rare and chosen appropriately in venues where especially the music, from an “acoustic” point of view, sounds in a certain way, what do you expect from this show of the 16th at Basic know as “audiophile” club ?

Ahhh that’s a question

I’m hoping for an open minded floor with folk who wanna get down hearing those records (many 70’s) I’ve loved from my youth played on a system that lets the music talk and breathe.

But it’s got to be a lot of fun it’s for sure a breath of fresh air hearing good music, I’m looking forward to it!!