seventy two − = sixty six

HOW THE DJ PLAYS (ovvero come ho imparato a non preoccuparmi ed ad amare la scheda audio) EP.1 [news]

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EP1-IL TIMECODE 

Viviamo ormai in un mondo fatto di bit, moltissime espressioni artistiche sono ormai insiemi di codice binario, veramente molto poco poetico diranno i più tradizionalisti, forse non a torto, ma seppur limitandone la poesia, l’introduzione dell’informatica in campo artistico ha aperto a possibilità pressoché infinite alla creatività e all’espressività degli artisti.

Questa rubrica ha l’obiettivo di introdurre anche il pubblico meno esperto  alle modalità con  cui i djs mettono in atto le loro performance nell’era moderna.

La conquista tecnologica che ha dato il la a questa rivoluzione è stata la digitalizzazione dei segnali che ha permesso di salvare su memorie informatiche immagini e suoni esattamente come documenti e numeri. Inoltre la trasformazione di un segnale analogico sonoro in un segnale digitale ha permesso di poterlo modificare (alterare cioè velocità,intonazione,applicare effetti sonori, delay, riverberi ecc) con semplici software che applicano trasformazioni matematiche al segnale sonoro.

Le console dei club e dei nostri beniamini non sono state di certo immuni alla rivoluzione digitale, anzi. Il primo esempio di “controllo digitale” in console risale al 2004/05 con la prima versione di Final Scratch, dietro suggerimento di Richie Hawtin, la Stanton in collaborazione con Native Instruments (fino ad allora quasi esclusivamente dedita alla programmazione di suite per l’elaborazione dei segnali audio in studio), mette in commercio una scheda audio multicanale a 24bit/96khz (il primo numero riguarda la profondità di campionamento, tenete a mente che un cd audio che tutti abbiamo a casa arriva a 16bit, il secondo la frequenza di campionamento cioè quante volte in un secondo viene registrato il segnale audio originale) che ha due ingressi stereo e due uscite, nella confezione sono inoltre inclusi due vinili molto particolari.

Ricordiamo tutti il (per me ndr) bellissimo suono che facevano i modem 56k o che fanno tutt’ora i fax? Bene, i  due vinili “speciali” di final scratch contenevano questo suono registrato a frequenza elevata,gli ingressi della scheda audio leggevano questo segnale, il software lo interpreta permettendo di controllare i file audio digitali salvati sul computer come se fossero realmente stampati sui vinili “speciali”, l’unica differenza è che non si cambia mai vinile durante il djset si caricano solo le tracce nei due lettori di Final Scratch. Niente più schiene distrutte da valigie piene di pesantissimi vinili da caricare in macchina alle 5 di mattina o (per i djs internazionali ndr) niente più rischio di imbarcare nella stiva dell’aereo le valigie con il rischio di trovarne qualcuno rotto all’arrivo. Un semplice notebook con migliaia di file e la possibilità di suonarli come se fossero stampati realmente sul vinile.

 01L’evoluzione poi ha portato alla perfezione estrema in questi sistemi che rispondono ora ai nomi di Traktor Scratch Pro A6/A10 e Serato Scratch Live SL. La precisione è talmente elevata che anche campioni internazionali di scratch hanno iniziato ad utilizzarli. L’utilizzo dei sistemi time-code non pregiudica la possibilità di suonare dischi tradizionali, tramite un particolare cablaggio, basterà mettere sul giradischi il disco scelto e spostare una levetta sul mixer per avere sul canale del mixer il segnale che arriva direttamente dalla puntina.

In definitiva il dj controlla la musica esattamente come ha sempre fatto con i vinili tradizionali, l’unica differenza è che l’audio arriva al mixer da una scheda audio ad alta fedeltà e le tracce sono salvate in formato digitale nell’hard disk di un computer.

Oltre ai giradischi si possono utilizzare in questa configurazione anche i lettori cdj, ovviamente si inserisce nel lettore un cd con inciso lo stesso segnale di controllo registrato sui vinili.

 

                                                                                                 Alessandro Cocco