sixty one − fifty nine =

Nell’arretratezza socio politica in cui l’Italia primeggia da diversi quinquenni, la cultura sembra essere solo per alcuni, il mezzo imprescindibile con il quale allevare le menti che un domani costituiranno la “upper class” del nostro Belpaese.

Superfici Sonore è stato un fulmine a ciel sereno. Un evento che purtroppo si vede raramente dalle nostre parti, nonché la Penisola sia da sempre terreno fertile all’erudizione.

La miscela è stata tanto semplice quanto efficace: la bellezza di una location, la qualità della musica, l’accessibilità e l’organizzazione. Questi gli elementi alla base del successo di questo evento. Un mix tra una convention, una mostra, una serie di live performance; anzi, è stato tutto questo in effetti e per ben (o soli) due giorni.

Quello che c’è stato al MAXXI (il Museo di Arte Contemporanea a Roma) venerdì 24 e sabato 25 Ottobre, è stato un cenacolo di personaggi illustri che si sono distinti chi nella musica, chi nell’architettura e nell’ingegneria del suono, chi nella comunicazione e chi ne ha più ne metta.

Il tema centrale è stato il suono. Sperimentale. Aleatorio. Trampolino per la mente e possente martello che abbatte i muri costruiti dalla dogmaticità delle regole.

Charles Cohen, Rabih Beaini aka Morphosis, Donato Dozzy e Neel, ci hanno saputo trasportare in un viaggio inebriante verso nuove mete e a loro dobbiamo dire grazie, sperando che avvenimenti come questo, si possano ripetere abitualmente in un periodo in cui ce n’è veramente tanto bisogno.

Pier Paolo Iafrate