twenty two − sixteen =

Jeff Mills annuncia “Planets”, un nuovo progetto che coinvolgerà lui ed un’orchestra sinfonica e che vedrà la luce come un album che percorrerà i pianeti del sistema solare.

Prima di Jeff Mills, dobbiamo un momento guardare indietro alla creazione di Gustav Holst, l’Op. 32 intitolata “The Planets”, scritta tra il 1914 ed il 1916, che catturava l’attenzione del mondo musicale con le sue sette suite orchestrali che esploravano gli allora conosciuti pianeti nel nostro sistema solare. C’è mai stata una composizione orchestrale che seguisse questo tracciato, finora?

L’acclamato “futurista” produttore di musica techno Jeff Mills intraprende un viaggio sonoro per riscoprire i nostri pianeti, limitrofi ma anche molto remoti, in una suite composta da dieci parti. Nel “Planets” di Jeff Mills, si esplorano non solo i pianeti di Holst, ma anche il nuovo Sole ed il pianeta nano, presente appena dietro Plutone e chiamato 2012VP113.

Dalla sua creazione e concorde con l’intenzione di Holst, ogni traccia è immaginata musicalmente per evocare un effetto psicologico, emozioni ed idee relative ad ogni pianeta. Ma, differentemente dall’anno 1918, quando la composizione fu ascoltata per la prima volta durante l’ultima settimana della Grande Guerra, ora (100 anni dopo) abbiamo una conoscenza più accurata riguardo ciò di cui ogni pianeta è composto e di come si presentano.

Quest’opera mira a portare il pubblico più vicino per esaminare ogni pianeta in modi che il pubblico del 1918 poteva solo sognare. Con il compositore francese Sylvain Griottor (arrangiatore dei precedenti lavori di Mills ispirati dal viaggio spaziale dell’astronauta NASA Mamoru Morhi, avvenuto tra il 1992 ed il 2000 ed inseriti nell’album “Where Light Ends”), Mills ha composto un album elettronico che sarà eseguito e tradotto per orchestre sinfoniche e filarmoniche, che lo accompagneranno nel loro debutto live ed in tutte le loro performance.