eighty four − = eighty one

Renaat Vandepapeliere non ha lasciato possibilità di disambiguazione in un recente stato pubblicato due giorni fa sul suo profilo personale Facebook. Nel suddetto post, il boss di casa R&S prende di petto una questione ormai nota alla comunità elettronica…

Fate difficoltà a scovare una nuova uscita che vi soddisfi a pieno? Avete l’impressione che il materiale di recente pubblicazione non abbia nulla da suscitarvi? Brancolate nel nulla tra gli store di settore? Tranquilli, non siete i soli.

A farvi compagnia in questi giorni da carrello vuoto è un signore che dal 1984 capeggia una delle etichette discografiche più illustri ricordate tali dalla storia di questo genere, un genere che per la verità essa stessa ha contribuito a definire in tutti questi prolifici anni di attività.

Ebbene, oggi è lo stesso Renaat Vandepapeliere (qui la nostra intervista) – testa in comando di R&S dal giorno 0 – a prendere parola su una crepa neanche poi così sconosciuta a molti, ma che assume tutt’altra forma quando è uno del suo calibro, con la storia che rappresenta, a voler mettere nero su bianco giusto un paio di questioni.

Il pensiero si rivolge a tutti, promoter di grandi e piccole venues come DJs e produttori, e lascia chiara trasparenza sul suo stato d’animo. Qui di seguito la traduzione:

“Pensavo, dato che per me il 99% di tutta l’Electronic Dance Music suona fottutamente uguale (come anche il Rock in molti casi). È ancora mai possibile oggi produrre un classico che potremmo ancora ascoltare in dieci o vent’anni? Non c’è anima nella musica oggi, solo un BOOM BOOM BAM o House generica. Capisco che più vai forte-meglio è, almeno immagino…alla fine tutto ciò di cui hai bisogno sono una grancassa, un roll di snare, un drop e un paio di macchine del fumo [smile]. Perché abbiamo così tanta paura di proporre nuova musica elettronica nei festival ecc… non riesco proprio a capire. Faccio affidamento su tutti i Clubs sparsi per il mondo di testare la nuova musica! So che ci sono tantissimi grandi DJs là fuori, quindi, per favore [promoter dei] Festivals, date spazio alla differenza. 
Capisco avete bisogno dei nomi e dell’energia che questi garantiscono – ma c’è ancora posto per della magnifica, fresca, nuova Dance Music? Sono troppo giovane per ascoltare la stessa roba tutto il tempo, siate eclettici ragazzi! Il compito di un DJ è quello di portarci a conoscenza di nuova musica e di sorprenderci, di modo da essere nella condizione di ascoltare e scoprire. Oggi quando ascolto i sets non riesco a percepire alcuna differenza tra la prima traccia e l’ultima [smile] questa cosa mi fa uscire di testa!”