fifty nine − = 56

Sono passati pochi giorni da quando, allo ZU::SHAMAN, lo abbiamo sfiorato in consolle, lo abbiamo sentito e visto fare tutto ciò che sappiamo essere nel suo repertorio, col suo capello liscio e la sua maglietta sbarazzina trasudata di felicità.

Quando lo vedi all’opera, l’uomo più minimal e dal passetto più danzereccio della scena, ti cattura, ti attrae, ti imprigiona nel suo viaggio, fatto di colori e suoni deliziosi, di sapori caramellati e confettati.

La location, il Palacongressi di Montesilvano (Pescara), era pronta ad abbracciare ed accogliere tutte le persone che hanno partecipato ad un evento come se ne vedono pochi in Italia, purtroppo.

Ma quando sei un’organizzazione massiccia e gagliarda, quando in casa hai Gianmarco Orsini, quando intiepidisci la folla con Rhadoo e scateni poi Ricardo Villalobos, vuol dire che il party ha la massima possibilità di riuscita, che le feste sono affar tuo. E così è stato.

Un ambiente caloroso ci ha accolto facendoci sentire a casa nostra, con bella gente e sonorità inconfondibili dell’animale da show quale è Ricardo, tutto ciò va al di là di tutti i commenti e parole (la chiusura di Villalobos è stata la migliore del decennio per esempio).
I dj si sono divertiti, l’organizzazione si è divertita, la folla si è divertita, noi di Parkett ci siamo divertiti.

Ora ci proiettiamo verso il party del primo maggio, perché, a quanto sperimentato, ZU::BAR è una garanzia trionfante.