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Il direttore artistico della R& S Records, famosa etichetta discografica belga, si è dimesso a causa della mancanza di progressismo dell’etichetta.

Il direttore artistico Raj Chauduri della R&S Records ha dato le sue dimissioni lo scorso 14 ottobre. L’annuncio è stato reso pubblico attraverso le sue pagine social media, in cui Raj ha voluto spiegare tutte le motivazioni legate a tale scelta.

La decisione di lasciare il suo ruolo è principalmente correlata al rapporto con il fondatore della label belga, Renaat Vandepapeliere. L’ormai ex direttore artistico ha accusato il fondatore della R&S di non sostenere abbastanza sia le artiste femminili, che gli artisti neri.

Accuse particolarmente gravi, soprattutto nell’ultimo periodo dove le lotte legate al movimento Black Lives Matter e le iniziative in favore delle dj donne, come quella della Dj Rebekah, sono state sotto l’attenzione di tutta la scena. Questi temi hanno animato notevolmente le discussioni intorno ad atteggiamenti e clichè errati.

Raj Chauduri, per sottolineare la totale incompatibilità con il fondatore di R&S ha usato toni e parole molto forti nelle sue dichiarazioni sui social network. Le sue parole sono state:

“Non posso lavorare con Renaat quando so che le sue opinioni sul razzismo e sul genere non sono così progressiste come la musica che viene lanciata sulla sua etichetta.”

Questo episodio arriva dopo un’ulteriore polemica riguardo il fondatore della label. Infatti Eddington Again, artista nero americano, aveva già denunciato questa tendenza razzista. All’inizio del mese di ottobre aveva pubblicato uno scambio di mail dove appaiono commenti razzisti e di genere.

Eddington decise di recidere il contratto, dopo i commenti. Ma Renaat, in quel caso, si scusò pubblicamente ammettendo la negatività e il tono sprezzante del suo discorso e cercando un’attenuante nella scarsa conoscenza dell’inglese.

Questo episodio confermerebbe la teoria di Eddington. Lo stesso Raj ha sottolineato quanto il pensiero del fondatore di R&S non rispecchi la visione musicale progressista dell’etichetta. Non supportare il talento degli artisti per questioni di genere o provenienza è un fatto che non può assolutamente sposare alcun’idea di progressismo musicale.