Cosa succede quando un gruppo di artisti talentuosi della vecchia guardia si unisce per un lavorare assieme ad un nuovo EP? Nasce qualcosa di magnifico come il primo volume di “Tribe”.
Con questo various artist, Playbeatz Labels Network apre un nuovo capitolo della propria storia, celebrando oltre vent’anni di attività nel segno della libertà creativa, della sperimentazione e di una visione dell’elettronica che non conosce confini di genere.
Non si tratta di una semplice compilation, ma del primo tassello di una serie pensata per raccontare l’anima più autentica dell’etichetta: quella fatta di relazioni durature, percorsi artistici condivisi e un costante dialogo tra passato, presente e futuro della club culture.
Fondata come piattaforma indipendente capace di attraversare house, techno e derive più melodiche, Playbeatz ha sempre lavorato lontano dalle mode passeggere, privilegiando un’identità sonora coerente e riconoscibile. “Tribe” nasce proprio da questo approccio: un progetto che rende omaggio agli artisti che hanno contribuito a plasmare il suono dell’etichetta nel corso degli anni, celebrando una comunità prima ancora che un catalogo.
Il Vol. 1 viene introdotto con una release in vinile in edizione limitata, contenente quattro tracce selezionate con cura, che verranno successivamente pubblicate anche singolarmente sulle principali piattaforme digitali.
Dettagli e tracklist

Ad aprire il lato A troviamo Erly Tepshi con “Dreamer”, un brano che si muove con naturalezza nel territorio della melodic house. La traccia è costruita su un equilibrio raffinato tra emozione e controllo: linee di synth lussureggianti, ritmi ipnotici e una voce eterea che sembra fluttuare sopra la struttura, accompagnando l’ascoltatore in una dimensione intima e contemplativa. Erly Tepshi conferma così una sensibilità compositiva che punta più all’atmosfera che all’impatto immediato, dimostrando come la melodic house possa essere profonda senza risultare prevedibile.
Segue “Nuestro Fuego” di DJ Simi & Antonio Grassia, un cambio di registro deciso ma perfettamente coerente con lo spirito del progetto. Qui l’attenzione si sposta sull’energia pura da club: groove trascinante, arrangiamento minimale e una costruzione pensata come vero e proprio strumento tech-house. “Our Fire” è una traccia che non cerca fronzoli, ma lavora sull’efficienza, sul movimento e sulla tensione costante, ideale per il dancefloor e per i momenti di peak time.
Un ritorno su Parkett di un duo amatissimo dal nostro pubblico
Sul lato B, ritroviamo anche un progetto a cui il nostro pubblico è molto affezionato. Parliamo del duo partenopeo Mind The Gap, reduce da due date che hanno infiammato le città di Tokyo e Singapore. Il loro sound così old school riesce ad abbracciare ed essere acclamato anche da un pubblico così diverso, quale quello orientale.
A quanto pare, queste sono solo le prime due date del prossimo tour previsto per i Mind The Gap. E non vediamo l’ora di seguirli passo passo nelle loro prossime novità ma se non li conosci e vuoi approfondire, ti suggeriamo di leggere qui la nostra intervista.
Il duo in questo various ha firmato “Eclipse Of The Soul”, una dichiarazione d’amore all’house old-school. Pianoforti caldi e uplifting, una batteria classica e un groove senza tempo riportano alla mente l’epoca d’oro della house music, reinterpretata però con una sensibilità moderna. Non è nostalgia fine a se stessa, ma un dialogo consapevole con le radici del genere, capace di funzionare tanto in contesti più underground quanto in piste affollate.
Inizio doc e chiusura magistrale dell’EP
Chiude la compilation “Tape Sweat” di Giomini & Marcus Raute, un brano che incarna alla perfezione il lato più solare e giocoso dell’house. Percussioni brillanti, groove scintillanti e una costruzione fresca ed estiva richiamano lo stile pulito e contagioso di artisti come Deetron, fondendo precisione ritmica e finezza melodica. È una traccia che invita al movimento spontaneo, pensata per le stagioni calde ma efficace in qualsiasi contesto club-oriented.

Con “Tribe Vol. 1”, Playbeatz non si limita a festeggiare un anniversario importante, ma riafferma una visione: quella di un’etichetta che mette al centro le persone, le connessioni e la qualità artistica. Questa release suona come un manifesto silenzioso ma chiarissimo, in cui ogni artista porta la propria identità senza mai perdere di vista il senso di appartenenza a una tribù sonora più ampia. Un inizio promettente per una serie che si preannuncia come uno dei progetti più significativi del catalogo Playbeatz.
Se vuoi, puoi ascoltare un piccolo assaggio di questo lavoro discografico, seguendo questo link.