Sónar 2026

Sónar 2026: il nuovo formato convince (davvero)

24 Giugno 2026

Si è appena conclusa l’edizione 2026 del Sónar Festival, la prima nel nuovo formato “unificato” che fonde Sónar by Day e Sónar by Night in un’unica maratona musicale da oltre 10 ore. Il risultato? Un esperimento riuscito.

Dopo l’annuncio dello shift totale verso Fira Gran Via, tra pubblico e addetti ai lavori c’era più di qualche dubbio: il Sónar sarebbe riuscito a mantenere il suo status di riferimento globale anche in questa nuova veste? Noi di Parkett siamo tornati a Barcellona per scoprirlo, e la risposta è sì. Il festival non solo regge, ma evolve, riuscendo a preservare lo spirito e le vibes del “vecchio” Sónar by Day anche all’interno di un contesto completamente ripensato.

Photo by Clara Orozco

Con oltre 150.000 presenze, Sónar 2026 si conferma come uno degli hub centrali dell’industria musicale internazionale. Merito di una direzione artistica sempre più consapevole: lineup inclusiva, fortemente europea ma senza dimenticare i gioielli cittadini e nazionali, capace di bilanciare nomi emergenti e artisti affermati, attraversando generi e contaminazioni (dalla trap alla drum & bass, fino alle influenze reggaeton) senza mai perdere il suo DNA techno.

Photo by Nerea Coll

A fare la differenza, ancora una volta, è anche Sónar+D: conferenze, talk e workshop che trasformano il festival in qualcosa di più di un semplice dancefloor, rendendolo un vero punto di incontro per creativi, professionisti dell’industria e appassionati del settore.

Sul fronte musicale, molti degli highlight annunciati QUI hanno rispettato le aspettative: solidissimi The Hacker e Cabaret Voltaire, mentre le performance di STOOR Live guidate da Speedy J (in particolare quella di venerdì) si sono confermate tra i momenti più intensi dell’intero weekend. Tra le sorprese più riuscite, il dj set di Cormac, perfettamente in linea con lo spirito Sónar by Day, insieme a riria, Gerd Janson & Marcel Dettmann, NiZ, WhoMadeWho, SBTRKT e Charlotte de Witte.

Meno incisivi, invece, alcuni set da cui ci aspettavamo di più: Miss Kittin & FJAAK penalizzati più dalla resa del palco che dalla performance in sé, Modeselektor che non sono riusciti a farci entrare completamente nel nuovo live, e Dom Dolla, efficace ma prevedibile, con un set costruito su hit sicure senza mai davvero uscire dalla comfort zone.

Photo by Laura Costanzo

Altro punto chiave di questa edizione è stata la Sónar Week nel suo complesso. Gli eventi paralleli hanno rafforzato ulteriormente l’impatto del festival sulla città: dai party firmati Solid Groove, Metamorfosi e You&Me all’interno del Sónar District con quasi 40.000 presenze in due giorni, fino alla programmazione di OFFSónar al Poble Espanyol, che pur senza registrare sold out completi ha confermato un’affluenza altissima e una proposta di eccellenza (siamo stati al party di Mochakk e al FUSE, e ci ha piacevolmente sorpreso il dj set firmato Laidlaw, molto energetico, efficace e house oriented).

Photo by Laura Costanzo

Le prevendite early bird per il 2027 sono già disponibili QUI: tutte le informazioni sono consultabili sul sito ufficiale del festival.

Alessandro Carniel

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