thirty two − twenty nine =

E’ vero, siamo su Parkett e sicuramente vi starete chiedendo cosa c’entra un articolo sul Tomorrowland su questo magazine.

Tomorrowland è pur sempre il più grande festival musicale del mondo con le sue 180 mila presenze, ma ha ben poco da condividere con gli eventi e la musica di cui vi parliamo di solito. Tranne per il fatto che negli ultimi anni su alcune console del maxi-evento che si tiene dal 2005 in Belgio, sono apparsi alcuni dei beniamini (ovviamente quelli più mainstream) delle folle che riempiono i festival del versante elettronico. Come ad esempio il live set di Paul Kalkbrenner durante l’edizione 2017 del festival. Che ha ovviamente passato tutte le sue hit più commerciali scimmiottando le movenze di Berlin Calling.

La stessa edizione ha visto anche l’esibizione di Solomun (anche se non sembrava poi molto preso) che nonostante l’ambiente poco affine alle sue esibizioni ed una pioggia battente, ha regalato una magica ora al pubblico (ben) pagante del Tomorrowland 2017. Il tutto inserito in un Mainstage degno dei migliori film fantasy.

Solomun non è stato l’unico rappresentante del mondo elettronico all’interno del Tomorrowland 2017, che ha visto anche l’esibizione di Nina Kraviz e di un altro dj conosciuto col nome di Carl Cox che ha intrattenuto il pubblico del Tomorrowland per ben 3 ore. Col suo solito carisma e la sua solita energia. Accettando addirittura di suonare all’apertura davanti ad uno stage ancora semi vuoto.

In 2 week-end da 3 giorni l’uno l’evento ha riunito ben 400 mila persone che hanno ballato, fatto l’amore, campeggiato e frequentato le attrazioni del Tomorrowland.

Ovviamente il Tomorrowland è anche (e soprattutto) EDM, è anche Bigroom, è anche Melbourne ed è ovviamente il massimo della mentalità commerciale riassunta in 3 giorni di festival.

Partiamo in primis dai biglietti che hanno prezzi alle stelle e vengono venduti in pochi minuti, alla stregua di concerti di gruppi pop o rock. I prezzi arrivano facilmente a 500€ anche se un biglietto “regular” per la 3 giorni costa 225€+ spese di prevendita. L’ingresso giornaliero si aggira intorno ai 100 €. Anche il biglietto stesso è studiato nei minimi particolari ed è, nel caso dell’ingresso vip per 3 giorni una vera scatola animata in stile Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.

Biglietti che oltre 2 milioni di persone hanno provato ad acquistare invano. Sono stati solo 400 mila i prescelti che sono riusciti ad accaparrarsene uno.

Il dispiego di uomini, mezzi e materiali non è secondario. Il Parco De Schorre (che si trova a 30 minuti di macchina da Bruxelles nella cittadina di Boom) viene letteralmente preso d’assalto da 200 mila persone in 3 giorni. Vengono installati i migliori impianti audio L-Acoustic. Non si contano i moduli K1, K1SB ed i moduli KARA che vengono installati nei vari stage dei Tomorrowland.

L-Acoustic è uno dei leader mondiali dell’audio PA, brand che in Italia non vediamo praticamente mai se non in produzioni di alto livello legate al pop ed al rock, visto che si va, quasi sempre, al risparmio e non verso la qualità. Concetto che non esiste al Tomorrowland.

Anche l’apparato effetti e luci è di primissimo ordine mondiale. La fornitura si alterna fra Martin e Clay Paki, il tutto alternato a scenari di alto livello che garantiscono il massimo dell’impatto scenico. Non mancano lanciafiamme, attori e ballerine. Lanci di coriandoli dagli elicotteri. Fuochi d’artificio. Jet di CO2, laser, ruote panoramiche.

Tomorrowland inoltre non è solo stage, console, musica. E’ anche composto di numerosi attrazioni, village e campeggio. E’ una piccola città che vive per conto suo per 3 giorni, piena di figuranti che creano una atmosfera singolare.

Un prodotto commerciale perfetto insomma. Desiderato da milioni di persone, di cui pochi riescono ad accaparrarsi un biglietto. Spese altissime per ricavi altissimi. Entertainment allo stato puro dove tutte le branche del settore live show danno il proprio meglio.

Tomorrowland è un mondo commerciale che vive parallelamente a quello dei party di sostanza che non ha bisogno di laser ed effetti speciali per essere “vissuta” e far divertire le persone.

Cosa può insegnarci il Tomorrowland? E cosa possiamo insegnare noi al Tomorrowland? Forse nulla o forse tutto. Può sicuramente insegnarci come anche gli eventi di musica elettronica, party techno e quant’altro possono iniziare ad essere organizzati con un approccio più qualitativo (fattore che soprattutto in Italia scarseggia).

Ci insegna che per godere a pieno della musica che più ci piace c’è bisogno del massimo dell’apparato tecnico in fatto di impianti audio ed ingegnerizzazione delle manifestazioni Ci insegna che un approccio imprenditoriale, serio e qualificato al settore “party” può portare solo del bene al mondo dei party.

Ci insegna anche che nessuno può essere giudicato per la musica che ascolta e che la musica dovrebbe essere sempre un argomento che unisca le persone.

Cosa può insegnare il mondo della musica elettronica al Tomorrowland? Sicuramente a rimettere al primo posto la musica; gli può insegnare che non sempre le carnevalate pagano e che quando si sarà spenta l’ultima lampadina dei mainstage, quando l’ultimo laser si sarà scaricato e quando l’ultima macchina spara fiamme avrà esaurito tutto il gas, la musica di qualità resterà e sarà ricordata negli anni a venire.

Mentre i drop squallidi della bigroom e tutto il carnevale che si portano dietro svanirà come una nuvola dei cannnoni a CO2 che impestano questi stage nei pochi giri che restano da fare al vinile 7’ su cui non sono state mai incise le “hit” che vengono riprodotte su questi palchi.