Unsound 2026: Tim Hecker, Diamanda Galás e Actress in lineup

2 Luglio 2026

Unsound inaugura una nuova fase della propria storia: per la prima volta il festival si svilupperà tra Varsavia e Cracovia, trasformando l’edizione 2026 in un percorso di dieci giorni. La prima lineup riunisce Tim Hecker, Diamanda Galás, Actress, Liars, L’Rain, Mandy, Indiana e numerosi progetti originali che confermano il ruolo del festival tra gli appuntamenti più importanti della scena elettronica internazionale.

Unsound occupa da oltre vent’anni una posizione unica nel panorama musicale. Nato a Cracovia nel 2003 come festival dedicato alle forme più avanzate della musica elettronica, negli anni ha saputo superare i confini del clubbing per diventare uno spazio di ricerca in cui convivono composizione contemporanea, arti visive, performance, installazioni, cinema e riflessione politica. Più che seguire le tendenze, Unsound ha spesso contribuito ad anticiparle, commissionando lavori inediti e mettendo in relazione artisti provenienti da mondi differenti.

L’edizione 2026 rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella storia della manifestazione. Per la prima volta il festival non sarà concentrato in un’unica sede, ma si articolerà tra Varsavia, dal 2 al 6 ottobre, e Cracovia, dall’8 all’11 ottobre. Le due città saranno unite il 7 ottobre da un treno speciale organizzato dal festival, l’Unsound Train, pensato come parte integrante dell’esperienza.

Gli organizzatori hanno concepito l’edizione 2026 come un unico racconto distribuito nello spazio e nel tempo. Nessun concerto verrà replicato tra le due città: chi deciderà di seguire l’intero festival assisterà a un percorso continuo, mentre chi parteciperà a una sola delle due tappe vivrà un capitolo autonomo ma complementare dell’intero programma.

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Soft Power, il filo conduttore dell’edizione

Non sorprende quindi che il tema scelto per quest’anno sia Soft Power, un’espressione che negli ultimi anni è tornata al centro del dibattito culturale e geopolitico. Unsound la utilizza come punto di partenza per interrogarsi sul rapporto tra influenza culturale, tecnologia, controllo, comunicazione e nuovi equilibri internazionali. Come accade ormai da diverse edizioni, il concept non rappresenta soltanto uno slogan: attraversa trasversalmente concerti, installazioni, incontri e commissioni artistiche.

Gli artisti

La prima ondata di annunci conferma immediatamente la statura internazionale di Unsound. Il nome che colpisce maggiormente è quello di Diamanda Galás, la cui presenza dal vivo è ormai sempre più rara. Cantante, compositrice e performer capace di ridefinire il concetto stesso di vocalità contemporanea, Galás continua a rappresentare una delle personalità più radicali della musica sperimentale, capace di attraversare opera, jazz, noise, blues e avanguardia con una libertà espressiva rimasta ineguagliata.

Grande attesa anche per Tim Hecker, che presenterà un nuovo spettacolo accompagnato dai visual commissionati a Vincent de Belleval. Negli ultimi vent’anni il compositore canadese ha costruito una delle discografie più influenti dell’elettronica ambient contemporanea, e ogni sua apparizione dal vivo rappresenta un’occasione per sperimentare nuove forme di dialogo tra suono e immagine.

Tra gli appuntamenti più attesi figura anche il nuovo progetto audiovisivo di Actress, che porterà sul palco una trasposizione del prossimo album “Radical Frame”, in uscita per Ninja Tune. Da sempre interessato a ridefinire il linguaggio della club music, Darren Cunningham continua a muoversi tra techno, elettronica astratta e arte contemporanea, rendendo ogni suo live qualcosa di diverso da un semplice concerto.

Il festival guarda però anche alle nuove generazioni e ai linguaggi più recenti. L’Rain, una delle voci più originali della scena newyorkese, debutterà finalmente in Polonia dopo la pubblicazione del nuovo album “Fata Morgana”, mentre Mandy, Indiana proseguiranno il percorso intrapreso con “URGH”, uno dei dischi più discussi degli ultimi mesi per il modo in cui destruttura post-punk, industrial ed elettronica.

Non mancano gli anniversari. Liars celebreranno infatti i vent’anni di “Drum’s Not Dead”, album considerato uno dei lavori fondamentali del rock sperimentale degli anni Duemila, attraverso una performance speciale commissionata da Unsound e arricchita dalla partecipazione di musicisti polacchi.

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Le produzioni originali al centro del festival

Come da tradizione, il cuore del festival rimane rappresentato dalle produzioni originali.

Tra queste spicca WARSZAWA, nuovo progetto di Piotr Kurek e Wilhelm Sasnal che prende le mosse dal celebre soggiorno di David Bowie nella capitale polacca negli anni Settanta. Durante quella visita Bowie rimase profondamente colpito dalla registrazione del canto tradizionale “Helokanie“, interpretato dallo Śląsk Song & Dance Ensemble. Da quell’ascolto nacque l’ispirazione per “Warszawa”, uno dei brani più iconici dell’album “Low”. Il nuovo progetto rileggerà quella storia attraverso una nuova elaborazione musicale accompagnata da immagini in pellicola da 16 mm.

Particolarmente interessante appare anche CONTROL FREAK, collaborazione tra Giant Claw e Julek Płoski, due musicisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti che Unsound mette in dialogo attraverso una commissione inedita. Lo stesso approccio caratterizza il ritorno del Providenza Ensemble, progetto sostenuto da WARP che vedrà collaborare Mabe Fratti, Clarissa Connelly e Mark William Lewis insieme alla Sinfonietta Cracovia, formazione orchestrale composta da ventisei elementi.

Il rapporto con il territorio emerge anche nell’incontro tra Ana Roxanne e l’Hashtag Ensemble, così come nella nuova opera di Tianzhuo Chen (ASIANDOPEBOYS) e Siko Setyanto, ispirata al teatro Nō giapponese e destinata a proseguire il percorso performativo iniziato lo scorso anno con PHYSIS.

Dal clubbing alla ricerca

Accanto ai concerti, Unsound conferma la propria attenzione verso il clubbing contemporaneo. Le notti del festival torneranno a occupare gli spazi dell’Hotel Forum, mentre Varsavia ospiterà una parte significativa della programmazione dedicata ai DJ set. Tra i primi nomi annunciati figurano gyrofield, Debit, DJ Plead, DJ Spanish Fly, RABIT, SEXISDEATH, PPP – il trio formato da DJ Plead, Piezo e DJ Python – oltre a Pink Siifu, Siete Catorce, K Wata, Deli Girls, Everything Is Psychedelic, username b2b Marsh crane, Opla, weed420, xavisphone e Jawnino. Un insieme eterogeneo che attraversa footwork, bass music, rap sperimentale, techno, dub, noise e contaminazioni provenienti da diverse aree geografiche, confermando la volontà del festival di leggere la musica elettronica come fenomeno globale.contri e la riflessione sul presente

Come ormai accade da anni, la proposta musicale sarà affiancata da un articolato programma di incontri, conferenze e tavole rotonde. Il tema Soft Power verrà affrontato da prospettive differenti, spaziando dall’intelligenza artificiale ai sistemi di sorveglianza sonora, dal capitalismo digitale alle trasformazioni della guerra contemporanea, fino alla ricostruzione delle reti sotterranee della musica sperimentale nell’Europa non democratica della seconda metà del Novecento. Un’impostazione che conferma come Unsound continui a concepire la cultura musicale come strumento per comprendere i cambiamenti politici, sociali e tecnologici del presente, oltre che come intrattenimento.

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Un festival che continua a reinventarsi

La distribuzione definitiva degli artisti tra Varsavia e Cracovia sarà annunciata nel mese di luglio insieme a una seconda ondata di nomi. È probabile che la lineup cresca sensibilmente, come avvenuto nelle ultime edizioni, ma già questo primo annuncio lascia intravedere la direzione del festival: meno legata alla semplice successione di concerti e sempre più orientata alla costruzione di un’esperienza immersiva, fatta di commissioni originali, collaborazioni irripetibili e riflessioni sul presente.

In un panorama europeo in cui molti festival tendono a riproporre gli stessi cartelloni, Unsound continua a distinguersi per la capacità di immaginare nuovi formati e nuove modalità di fruizione. L’edizione 2026 sembra voler spingere ancora oltre questa visione, trasformando il viaggio stesso tra due città in parte dell’opera e confermando il festival polacco come uno dei laboratori culturali più vitali della scena elettronica internazionale.

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