66 − = sixty five

Jazz-o-Tech presenta “Zomovliannia”, traccia in collaborazione con il direttore dell’etichetta Mattia Prete e la band elettroacustica DZ’OB. Il brano racchiude un forte messaggio del gruppo ucraino che vuole combinare le tradizioni della musica classica e l’elettronica contemporanea anche con un po’ di magia.

Possono una console, un oboe, un fagotto, un violino e un violoncello diventare armi?
La storia dietro “Zomovliannia”Oleskii Badin, compositore del gruppo elettroacustico DZ’OB, originario di Dnipro, non ha avuto esitazioni nel rispondere alle domande, ha detto tutto quello che pensava senza prendere fiato. Dalle sue parole si percepisce il grande dolore, la rabbia, ma anche la speranza.

“Gli obiettivi principali del nostro nemico non solo quello di distruggere fisicamente la nostra nazione, ma anche di rovinare la nostra cultura.La frontiera culturale è piuttosto importante e la cultura ucraina è ciò che difendiamo e cerchiamo di preservare. “

Era l’undici marzo quando intervistavamo Andre Skred, della piattaforma ucraina Analogue Network, il quale ci diceva che non sarebbero mai voluti diventari schiavi. L’operazione speciale era appena cominciata e si pensava sarebbe durata poco. Neanche veniva chiamata guerra, una guerra, al centro dell’Europa, che dura ormai da otto mesi.

Ed è chiaro che bisogna trovare un accordo, arrivare a un tavolo delle trattative, dichiarare almeno il cessate il fuoco, come è anche vero che non ci può essere una vera pace se non c’è una vera giustizia.

Quindi, tornando alla domanda iniziale, sarà proprio Oleskii a rispondere più in basso nelle parole dell’intervista. Intanto bisogna sapere che DZ’OB è una band di cinque elementi di Dnipro, che comprende musicisti e produttori di talento che suonano oboe, fagotto, violino, violoncello, ai vertici della scena avant-garde elettroacustica.

Zomovliannia

Il significato della traccia, poi, tratta un tema forte, aspro, uscito in tempi di estrema devastazione che non può non alludere ad un’atmosfera apocalittica intrisa anche con un po’ di magia, che sia quella eterea della musica o quella della tradizione popolare poco importa.

Perché il titolo del brano “Zomovliannia” prende il nome da una forma di magia verbale del popolo ucraino. Credenze per cui chi è in grado di padroneggiare la zagovory (in russo) può incantare oggetti o persone grazie al potere della parola umana. Nel caso specifico, poi, le parole mirano a far “dormire per sempre” il nemico che è entrato in terra ucraina.

“Zomovliannia” – DZ’OB ft Mattia Prete

Ecco una piccola anteprima del brano in uscita sulla Jazz-o-Tech di Mattia Prete, etichetta che sposa perfettamente il concetto artistico che c’è dietro il progetto.

La traccia ha un’atmosfera oscura e inquietante con synth taglienti che frustano l’aria. Man mano che il groove cresce e prende velocità, diventa una forma sperimentale di techno a ritmo spezzato con suoni lunatici di oboe e fagotto che portano nell’ignoto. Interruzioni ossessionanti e corde tese continuano a costruire il dramma in questo pezzo commovente.

Uscita: 14 ottobre 2022
Scritto e composto da Oleksii Badin

Formazione:

  • Oleksii Badin – Violoncello
  • Iryna Li – Violino
  • Vasyl Starshynov – Oboe
  • Oleksii Startshynov – Fagotto
  • Mattia Prete – Elettronica

Mix and Master di Dimitro @ Zymosis Studio
Design – Anton Shiferson
Violino ed elettronica registrato al Garden505 Studio, Berlino
Pubblicato da Jazz-o-Tech

L’artwork è stato censurato fino al momento del rilascio, scopriamola insieme sulla pagina Bandcamp della release.
https://mattiaprete.bandcamp.com/track/dzob-ft-mattia-prete-zamovliannia
www.mattiaprete.com

L’INTERVISTA

Ciao Mattia e ciao a tutti i DZ’OB, Vasyl e Oleksii Starshynov, Iryna Li e Oleksii Badin. Benvenuti. Come state? So che è difficile, ma qual è il vostro stato d’animo in questo momento?

Mattia – Ciao Nicola, grazie per aver preso parte a questo progetto. Sento che ora dal 2020 le nostre vite sono cambiate radicalmente e il nostro futuro è costantemente influenzato da questi eventi catastrofici. Nonostante questo, personalmente la mia vita continua ad andare avanti e passo il mio tempo in studio, lavorando ai miei progetti musicali, come appunto la collaborazione con DZ’OB.

Oleksii – Hey Nicola. Sì, è abbastanza difficile esprimere com’è il nostro umore perché è in continuo mutamente e cambia anche piuttosto spesso. Potrebbe essere abbastanza polare, dalla grande gioia e speranza dovute alle vittorie e al successo del nostro esercito, al dolore e alla disperazione dopo aver visto tutti quegli orrori che i russi portano nella nostra terra. Eppure, nonostante tutto, crediamo nella nostra vittoria e proviamo a fare di tutto, dipende anche da noi, come aiutare anche le ZSU (Zbroini syly Ukrainy – Forze Armate Ucraine, ndr). Questa ormai è una specie di mantra per tutti gli ucraini oggi: mangia, dormi, aiuta ZSU.

Zomovliannia

Sentendo Zomovliannia mi sono commosso. Mi avete fatto emotivamente entrare nel vostro universo personale. Parlatemi un po’ della vostra musica. Cosa cercate di raggiungere?

Oleksii – L’idea alla base del nostro ensemble era di unire due mondi diversi e, nella maggior parte dei casi, non intersecati: la musica classica moderna e i generi di musica elettronica come techno, IDM, dubstep. Siamo tutti musicisti con formazione ed educazione classica, la maggior parte dei nostri membri lavora nella Dnipro Philharmonic Orchestra. Ma per me è piuttosto strano il motivo per cui i compositori di musica classica moderna ignorano tutta quella parte di musica elettronica moderna con scoperte piuttosto ricche e curiose, natura groovy e mezzi di espressione assolutamente diversi.

La musica classica in tutta la sua storia prende il meglio, diciamo, dai generi non accademici o “folk”, sviluppandoli e trasformandoli in qualcosa di nuovo. Il genere che oggi chiamiamo “folk” era la musica di massa quando non c’erano Spotify e Internet. Quindi, se per portare dei paralleli – nella musica da ballo dell’era barocca c’erano Gigue, Sarabande, Minuetti, per il periodo classico era il valzer, ora quelli moderni sono Techno, IDM, Dubstep, ecc.

Perché Bach nelle sue suite esplorava e lavora con danze come Gigue e Sarabande, che sicuramente non erano campioni di alto stile (Gigue è una danza marinara e Sarabanda era una specie di danza erotica che è stata persino bandita dalla chiesa per qualche tempo) e i compositori di musica classica moderna ignorano la techno o l’IDM? Tra l’altro secondo alcuni ricordi del sacerdote gesuita sulle Sarabande queste erano “balli e canti così sciolti nelle parole e così brutti nei movimenti che bastano a suscitare brutte emozioni anche in persone molto perbene”. Sembra che nulla cambi tranne i balli stessi. Ecco perché è stato piuttosto coinvolgente per noi lavorare in questo campo. Abbiamo anche deciso di creare la nostra suite ma con danze moderne. Ecco ancora perché uno dei nostri album si chiama “Basement Suite”.

Zomovliannia

Un’altra cosa che cerchiamo di ottenere è portare a un pubblico diverso o rivelare musica che non raggiungeranno mai. Sono assolutamente convinto che gli amanti della musica IDM apprezzeranno “La sagra della primavera” di Stravinsky o le sinfonie di Silvestrov. E, naturalmente, il nostro piacere colpevole è anche suonare la techno e il nostro dubstep nella sala della filarmonica.

Che dire della composizione stessa: Zamovlinnia è una sorta di magia verbale popolare ucraina. Gli utilizzatori di zamovlinnia possono incantare oggetti o persone e deriva da preghiere e incantesimi pagani che inizialmente erano basati sulla credenza nel potere della parola umana. Ciò significava che l’esatta pronuncia delle parole (sussurrate o cantate) era di grande importanza, così come l’esatta osservanza di tutti i riti associati.

Nel caso della nostra Zomovliannia, le parole mirano a far “dormire per sempre” il nemico che è entrato in terra ucraina.

Ormai il jazz, come altri generi diversi, è permeato profondamente nella techno. Come se si fosse persa un po’ la creatività insita nel genere stesso. Anche Jeff Mills in una sua dichiarazione parlava di questo deficit creativo che sta passando la musica elettronica. Tu cosa ne pensi a riguardo? Perché secondo te?

Mattia – Penso che la bella musica ci sarà sempre e che non sia necessariamente sempre la più bella che emerge. Penso anche che ora alcuni locali, club e promotori si siano fossilizzati nel concepire eventi solo in un certo modo, senza lasciare spazio a nuove tendenze interessanti per aprire strade a nuove nicchie e scene musicali future.

Zomovliannia

Che ruolo ha l’improvvisazione nelle vostre performance?

Mattia – Nella performance penso che l’improvvisazione sia uno strumento fondamentale e richieda molta affinità con le persone con cui stai suonando ed empatia con il pubblico che ascolta. È anche molto divertente e importante farlo in studio con i tuoi amici e/o la tua band e registrare ogni jam. Molto del materiale che registri può essere utilizzato in seguito, per costruire su una canzone o avere altre idee.

Oleksii – L’improvvisazione è molto importante quando componiamo le nostre tracce. Di solito creiamo parti strumentali basate su schemi e schizzi elettronici. Potrebbero esserci dozzine di varianti per gli strumenti.

Durante le esibizioni improvvisiamo poco ma voglio davvero creare per noi qualche pezzo aleatorio. Sì, e lo faremo.

Mattia a te chiedo cosa ti ha spinto a supportare questo progetto?

È necessario che ci sosteniamo a vicenda quando si tratta di queste situazioni. Condanno fermamente ciò che sta accadendo in Ucraina e noi musicisti e lavoratori notturni possiamo e dobbiamo usare la musica come strumento e aiutare coloro che hanno bisogno di sostegno. Inoltre, questa è una grande sfida per me, sia artisticamente che umanamente, e ne sono coinvolto anche emotivamente.

È difficili parlare di musica quando sai quello che sta succedendo non lontano da te. Voi siete originari di Dnipro, praticamente in prima linea. Siete ancora lì? Cosa ci potete raccontare.

Oleksii – I primi mesi della guerra su vasta scala non potevo prendere in mano il mio violoncello o costringermi a scrivere un solo verso di musica. Probabilmente, come tutti in Ucraina, stavo solo pensando di cercare di aiutare il nostro esercito con tutto ciò che potevo: volontariato, donazioni, ecc.

Ma passata la scossa di assestamento, mi sono reso conto che tra gli obiettivi principali del nostro nemico non solo quello di distruggere fisicamente la nostra nazione, ma anche di rovinare la nostra cultura, cosa che ha fatto per secoli. La frontiera culturale è piuttosto importante e la cultura ucraina è ciò che difendiamo e cerchiamo di preservare. All’inizio dell’invasione, sembra assolutamente superfluo e persino ridicolo comporre musica o fare qualsiasi tipo di arte. È stato piuttosto difficile fare cose del genere quando i tuoi amici, parenti, vicini, uomini e donne morivano ogni giorno e tutti questi orrori sono accaduti a persone pacifiche, ai loro figli. Probabilmente suona un po’ patetico ma tutte queste persone danno la vita non solo per la nostra terra ma anche per la nostra cultura. E per musicisti, artisti e tutti gli altri rappresentanti delle diverse arti è estremamente importante andare avanti, fare arte e portarla oltre, raccontare l’Ucraina.

Zomovliannia

Oleksii Badin

A volte sento l’affermazione che la cultura è fuori dalla politica. Sicuramente no. È la politica uno strumento potente che usa il nostro nemico. Cercano ancora di nascondere la loro brutta faccia dietro Čajkovskij o i ballerini russi o qualsiasi altra cosa e le società occidentali a volte credono che questa sia la loro natura. Ma dentro quella matrioska che si vende per l’esportazione c’è la società che nella sua massa sostiene la guerra, la società degli assassini, dei saccheggiatori e degli stupratori. A proposito, non pensi che uno degli obiettivi principali della cultura sia quello di far crescere una società in grado di distinguere ciò che è male e ciò che è buono, insegnare il pensiero critico e instillare i valori umanistici di base? Sembra che la grande cultura russa non sia riuscita a farlo.

Per questo credo che sia fondamentale non fermarsi e lavorare il più possibile.

Capisco la tua rabbia. Come al solito vi lascia anche uno spazio libero per una vostra istanza, un appello o qualsiasi altro pensiero vogliate condividere con noi.

Mattia – Spero che questa produzione possa diffondere un messaggio. Il lavoro svolto per questa composizione non è stato poco. Con Oleksii e la band, siamo stati molto in contatto e abbiamo fatto tutto il possibile per far emergere il vero spirito del brano. Abbiamo anche creato una raccolta fondi che speriamo possa dare supporto alle persone bisognose.

Oleksii – Vorrei ringraziare tutte le persone all’estero che aiutano l’Ucraina. Sentiamo tutti il vostro sostegno e questo ci dà la forza di resistere e non fallire. Questo è fondamentale per noi, continuate a sostenerci, chiedendo ai vostri governi, facendo donazioni o tutto il possibile. Perché ogni gesto di sostegno è un mattone per la vittoria del mondo democratico e libero sulla dittatura, lo sciovinismo e il brutto mondo russo.

Vinceremo

Grazie ancora e buona fortuna. State salvi.

Ciao Nicola.


ENGLISH VERSION

Ciao Mattia and ciao to all DZ’OB, Vasyl and Oleksii Starshynov, Iryna Li and Oleksii Badin. Welcome. How are you? I know it’s hard but what’s your mood at the moment?

Mattia – Hello Nicola, thanks for taking part of this project. I feel that now since 2020, our lives have changed dramatically and our future constantly affected by these catastrophic events. Despite this, personally my life continues to go on and I spend my time in the studio and working on my musical projects, such as precisely the collaboration with DZ’OB.

Oleksii – Hi Nicola. Yep, it is quite hard to tell our mood because it is changing and rather often. It could be quite polar – from great joy and hope due to victories and success of our army to the pain and desperate after seeing all those horrors that russians bring to our land. But still, despite everything we believe in our victory and try to do everything depending on us to bring it closer and help ZSU (Zbroini syly Ukrainy – Armed Forces of Ukraine, ed). That is a kind of mantra for all Ukrainians today – eat, sleep, help ZSU.

 

Zomovliannia

Hearing Zomovliannia I was moved. You have emotionally brought me into your personal universe. Tell me a little about your music. What are you trying to achieve?

Oleksii – The idea behind our ensemble was to unite two different and, in most cases, not intersected worlds – modern classical music and electronic music genres like techno, IDM, dubstep. We are all musicians with classical background and education, most of our members working in Dnipro Philharmonic Orchestra. But for me that was rather strange why modern classical composers ignore all that modern electronic music with rather rich and curious findings, groovy nature, and absolutely different means of expression. Classical music throughout its all history takes the best from, let’s say, not academic or “folk” genres, develop them, and transforms into something new. The genre that we call “folk” nowadays was mass music when there was no Spotify and internet. So, if to bring parallels – in dance music of the baroque era there were Gigue, Sarabande, Minuet, for the classic period it was Waltz, and modern ones are Techno, IDM, Dubstep, etc.  Why Bach in his suites explored and works with such dances like Gigue and Sarabande that definitely were not high-style samples (Gigue is a sailor dance and Sarabande was a kind of erotic dance that was even banned by church for some time) and modern classical composers ignore techno or IDM? Btw according to some memories of the Jesuit priest about Sarabande “a dance and song so loose in its words and so ugly in its motions that it is enough to excite bad emotions in even very decent people”. Looks like nothing changes except the dances themselves. That is why it was rather engaging for us to work in this field.  We even decided to create our suite but with modern dances. That is why one of our albums is called Basement Suite.

Another thing that we trying to achieve is to bring to the different audiences or reveal music they will never reach to. I absolutely reckon that IDM music lovers will like Stravinsky’s “Rite of Spring” or Silvestrov’s symphonies. And of course, our guilty pleasure to play techno our dubstep in the philharmonic hall.

What about the composition itself – Zamovliannia is a form of Ukrainian verbal folk magic. Users of zamovliannia can enchant objects or people and it stems from pagan prayers and incantations that were initially based on a belief in the power of the human word. This meant that the exact pronunciation of words (whether whispered or sung) was of great importance, as was the exact observing of all associated rites.

In the case of our Zomovliannia, the words are aimed at making the enemy that has come into Ukrainian land “sleep forever”.

Zomovliannia

Jazz, like other different genres, is now deeply permeated into techno. As if the creativity inherent in the genre itself had beenlost a little. Jeff Mills in a statement of him also spoke of thiscreative deficit that electronic music is passing through. What do youthink about it? According to you, why?

Mattia – I think that beautiful music will always be there and that it is not necessarily always the most beautiful that emerges.I listen to new music a lot and many times I am fascinated by new artists and fusions between styles, many times by unknown artists.I also think that now some venues, clubs, and promoters have become fossilized in conceiving events only ina certain way, leaving no room for interesting new trends to open avenues to new niches and future music scenes.

What role does improvisation play in your performances? (DZ’OB, but also Mattia if he wants)

Mattia – In performance I think improvisation is a key tool and it requires a lot of affinity with the people you are playing with and empathy with the audience that is listening. It is also very fun and important to do it in the studio with your friends and/or your band and record each jam.A lot of the material you record can be used later, to build on a song or have other ideas.

Oleksii: Improvisation is very important when I compose our tracks. Usually, I create instrumental parts based on electronic patterns and sketches. There could be dozen of variants for the instruments.

During the performances we improvise not much but I really want to create some aleatoric piece for us. Yep. And will do that.

Mattia I ask you what prompted you to support this project?

It is necessary for us to support each other when it comes to these situations. I strongly condemn what is happening in Ukraine and we musicians and night workers can and should use music as a tool and help those who need support. Moreover, this is a great challenge for me, both artistically and humanly, and I am emotionally involved in it as well.

Zomovliannia

It’s difficult to talk about music when you know what’s going onnot far from you. You are originally from Dnipro, practically on thefront line. Are you still there? What can you tell us.

Oleksii – First months of the full-scale war I could not take my cello into my hands or make myself write a single line of music. Probably like everyone in Ukraine I was only thinking of trying to help our army with everything I could – volunteering, donating, etc. But aftershock passed, I realized that among the main aims of our enemy not only to destroy our nation physically but to ruin our culture which it did for centuries. The cultural frontier is rather important and Ukrainian culture is the thing we defend and try to preserve. At the beginning of the invasion, it looks absolutely unnecessary and even ridiculous to compose music or do any kind of art. It was rather hard to do smth like that when your friends, relatives, neighbors, men and women died every day and all these horrors happened with peaceful people, their children. Probably it sounds a bit pathetic but all these people give their lives not only for our land but also for our culture. And for musicians, artists and all other representatives of different arts it is super important to go on, to do art, and bring it further, tell about Ukraine.

Sometimes I hear the statement that culture is out of politics. Definitely not. It is politics and a powerful instrument that our enemy uses. They still try to hide their ugly face behind Tchaikovsky or russian bally or whatever and western societies sometimes believe that this is their nature. But inside that matryoshka that is sold for export is the society that in its mass supports war, the society of murderers, looters and rapists. Btw, don’t you think that among the main aims of culture is to bring up a society that can distinguish what is bad and what is good, to teach critical thinking, and instill basic humanistic values? Looks like the great russian culture failed to do that.

That is why I believe that it is crucial not to stop and to work as much as possible.

I understand your rage. As usual, it also leaves you a free space for your request, anappeal or any other thought you want to share with us.(Mattia & DZ’OB)

Mattia – I hope this production can spread a message. The work done for this composition was not little. With Oleksii and the band, we were in touch a lot and did everything we could to bring out the true spirit of the track.We also created a fundraiser that we hope will give support to people in need.

Oleksii – I would like to say thank you to all people abroad that help Ukraine. We all feel your support and that gives us a force to resist and not fail. That is crucial for us to continue to support, push your governments, make donations, or do everything you can. Because every gesture of support is a brick to the victory of the democratic and free world over the dictatorship, chauvinism, and ugly russian world.

We will win.

Thanks again and good luck. Be safe.

Bye Nicola.