Fabric Records ritorna con la pubblicazione broken beat dopo 20 anni. L’ottavo volume della serie SELECTS viene interamente dedicato a questo movimento.
Fabric Records è un’etichetta discografica sviluppatasi attorno allo storico club Fabric di Londra, fondato nel 1999, legatando il suo sound alla club culture e costruendo compilation per documentare scene, generi e comunità musicali.

Tra i suoi progetti più celebri c’è FABRICLIVE dedicato alla dimensione club della musica elettronica, mentre la serie SELECTS si dedica a specifici generi, mettendo in dialogo artisti già affermati e la nuova generazione.
L’ultimo episodio di SELECTS è dedicato al broken beat, un genere che ha le sue radici a Londra, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila.
Il sound è caratterizzato da ritmi irregolari e spezzati, groove complessi e una forte presenza del basso e delle percussioni. Assorbe le influenze di diversi generi: jazz, soul, dub, afrobeat e house.
Nei primi anni Duemila il punto di riferimento di questo genere era CoOp, uno dei format principali della scena londinese.
Il gruppo che contribuì maggiormente alla diffusione del broken beat furono i Bugz in the Attic, collettivo di DJ e produttori che nel 2003 pubblicarono una compilation per il progetto FABRICLIVE, interamente dedicata al broken beat.

Da qui prende ispirazione SELECTS VIII, riportando, dopo circa vent’anni, il genere nelle compilation di fabric Records.
Fabric Records ha pubblicato SELECTS VIII il 28 agosto 2026, è l’ottavo capitolo del progetto SELECTS, il quale unisce i pionieri della scena e le nuove generazioni, raccontando l’evoluzione del broken beat dalle sue origini ad oggi.
Nel nuovo capitolo è presente il brano “UNTILTED AS YET”, una registrazione inedita di Maddslinky, alias di Zed Bias, che risale all’era CoOp. Questa traccia rimase archiviata fino alla pubblicazione di SELECTS VIII. Il brano cattura il sound e lo spirito di quell’epoca, diventando una celebrazione delle origini del genere.
Tra i brani di rilievo all’interno della compilation troviamo “Junk” di Bruk Rogers, che esplora il lato oscuro del broken beat con linee di basso dub e texture distorte. “Love this” di Ben Hauke, che incanala le energie dei suoi set dal vivo.
“Daza” di D’Monk trasforma i breakbeat classici in un groove libero. “Ginko Dub” di Streetone mescola percussioni, influenze dub e afro latine, mentre “Magneto Agent” di XL Regular guarda al genere con uno sguardo contemporaneo.

Così SELECTS VIII diventa una capsula del tempo, che ci mostra come il broken beat si sia evoluto nelle generazioni, senza mai abbandonare le sue radici. Puoi ordinarlo qui