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Andrè Galluzzi è uno degli artisti più influenti del panorama: nella sua lunga carriera, che dura da 25 anni, è sempre rimasto fedele ai suoi cari amici vinili.

In questi anni Andrè Galluzzi è diventato resident dei club più importanti del mondo, come il Tresor e il Berghain di Berlino.

Oltre a questo, la sua musica è stata stampata su label come Cadenza, Cocoon Recordings, Ostgut Ton. Per noi è un grande piacere aver fatto due chiacchiere con lui.

ITALIANO – ENGLISH

Hai iniziato a fare il dj a soli 14 anni, in un club nella tua città natale, Francoforte. Quali sono state le tue influenze artistiche, considerando che eri un ragazzo molto giovane? Che dischi mettevi nelle tue primissime serate?

È vero, e a quel tempo la techno nemmeno esisteva. Di solito mettevo “Moments In Love” degli Art of Noise, Soul II Soul, Jean Michel Jarre, Kraftwerk e Bob Marley, per dirne alcuni.

Il tuo sound si sarà sicuramente evoluto nel corso della tua ormai lunga storia artistica. Cos’è cambiato nel modo di suonare e nella selezione musicale che opera Andrè Galluzzi? Il tuo stile è in costante e lineare trasformazione oppure c’è stata un’evoluzione più evidente negli anni iniziali della tua carriera?

Mi faccio sempre guidare dal “flow” e ascolto l’istinto. Quindi non è sempre un unico stile. E lo stile dipende dalla situazione. Devo dire che di solito preferisco un set morbido e intramontabile per i miei podcast.

E amo produrre mix senza tempo, che si possono ascoltare di giorno e di notte. Ma non hanno comunque nulla a che fare con ciò che succede nei club. Lì vengono alla luce tutte le sfaccettature.

La prima figura chiave della tua vita artistica fu Paul Brtschitsch, col quale fondasti la tua prima label, Taksi. Cosa ci puoi dire riguardo all’importanza e l’influenza di Paul sulla tua carriera e riguardo a questo primo progetto (Taksi) che ti vide protagonista e responsabile a soli 21 anni?

Wow, Taksi! Sì, è passato un po’ di tempo! Nel 1994 lavoravamo per il negozio di dischi Neuton, dove ho incontrato Paul. Un anno dopo è nata Taksi Records e il viaggio è durato dieci anni. Produzioni come Scneesturm, Rohrbuch, o Bordelle erano della tracce potenti. La licenza di Schneesturm è stata poi comprata da Richie Hawtin per Plus8.

Ma ci sono stati anche altri artisti a incrociare la mia strada in studio da allora. Prendi Guido Schneider: abbiamo prodotto Albertino insieme su Cadenza, un successo mondiale, e Mario su Cocoon qualche disco dopo. Senza dimenticare Dana Ruh; lei era parte del progetto ARAS, la mia seconda label, agli inizi. Le collaborazioni sono una buona maniera per scoprire nuove sfaccettature musicali di se stessi.

Nel 1996  Andrè Galluzzi diventò resident dello storico Tresor di Berlino e si trasferì nella capitale tedesca. Cosa si provava a esibirsi al Tresor in quegli anni? Cosa significa, oggi, essere stato uno dei tasselli fondamentali di uno dei club più influenti nella storia (e uno dei pochi locali leggendari ancora aperti e in grandissimo spolvero)?

La mia vita è cambiata molto, essendo nato in una piccola città vicino a Francoforte. Non avevo idea di come muovermi nel momento in cui sono entrato nella scena underground.

C’erano pochi club, come il Bunker, l’E-Werk, il Planet o il Wlfisch. Quindi organizzavamo molti rave e secret party in location particolari, il che era incredibile. 

Dal Tresor all’Ostgut, forse la tappa più importante della tua carriera, vista la rilevanza del locale predecessore del Berghain.

Da grande conoscitore di entrambi i locali (Ostgut e Berghain), quali sono, secondo te, le principali differenze tra i due club di cui tu sei stato e sei protagonista?

Ogni epoca ha i suoi punti di riferimento e l’Ostgut era uno di quelli al tempo. Lo stesso vale per il Berghain oggi, ma non provate a metterli a confronto.

Ogni club è adatto ad una certa età e a diverse emozioni, create da una prospettiva in continuo cambiamento, ma per me e per il mio sound l’Ostgut è sempre stato come una casa.

Andrè Galluzzi è uno degli artisti che ha vissuto Berlino negli anni che l’hanno portata ad essere ciò che è oggi.

Probabilmente sei la persona più indicata per cercare di descrivere in poche parole l’anima di Berlino e il modo in cui questa città è cresciuta e maturata, musicalmente e culturalmente parlando.

È semplicemente pazzesca. È uno di quei posti, o forse il posto, dove l’individualità poteva esplodere tutto il giorno, 24/7. Ruvida e grigia, senza design, con quell’aura mistica e buia. Posto eccellente per l’underground.

Parlando di altre label, se stato particolarmente importante per Cadenza, Highgrade, Ostgut Ton e Cocoon. Quale di queste etichette ti ha dato di più? Come ti approcci con i diversi stili di produzione in base alle varie etichette su cui stai lavorando?

Produrre per altre etichette è un’altra cosa, dal momento in cui devi soddisfare più aspettative della tua. Di solito, quando finisco una produzione, mi viene subito in mente la giusta label.

Sono sempre stato fortunato, artista e repertorio sono sempre andati d’accordo.

Riguardo al futuro, quale delle tante date che hai in programma in tutto il mondo aspetti con più eccitazione? Quali sorprese ci riserva Andrè Galluzzi, i suoi progetti e le sue collaborazioni?

Sto guidando una seria di eventi “WE PLAY VINYL by André Galluzzi”, lanciata nel 2011 come un progetto di supporto e disponibilità per i dj che suonano in vinile e la musica techno di grande qualità. L’apertura con Ricardo Villalobos e molti altri è stata un successo incredibile.

La serie è continuata con il Watergate dal 2015. Altri showcase e serate sono in programma tra giugno e settembre, anche al Club der Visionaere di Berlino. Ma non è solo un’irrazionale schieramento contro il digitale. Tutt’altro! Riguarda il diritto di esistere per tutti gli artisti di talento che usano il loro mezzo e lo usano come uno strumento.

Quindi troverete anche live act nelle line up. Il mezzo diventa il messaggio.

Ultima domanda: qual è la chiave per fare questo lavoro con la stessa passione dopo 25 anni sulle scene?

Passione e Rock’n’Roll! Grazie ragazzi!

Intervista e Traduzione Alberto Zannato

ENGLISH VERSION

Andrè Galluzzi is one of the most influential artists of the landscape: in his long career, which has lasted for 25 years, has always remained faithful to his loved ones vinyls friends.

In recent years Andrè Galluzzi has become the resident of the most important clubs in the world, such as Tresor and Berghain in Berlin.

In addition to this, his music was printed on labels like Cadenza, Cocoon Recordings, Ostgut Ton. For us it is a great pleasure to have had a chat with him.

You started DJing when you were only 14, in your hometown, Frankfurt. Which were your artistic influences, considering that you were very young? Which records did you play in your very first gigs?

Yes, that’s true and at this time techno did not even exist. So you have to know “Moments in love” by Art of Noise, Soul II Soul, Jean Michel Jarre, Kraftwerk and Bob Marley, to name a few.

Your sound surely has evolved through your long artistic life. What has changed in your way of playing and in your music selection?

Is your style constantly and linearly changing or did it experience a stronger transformation in the first years of your career?

I always go with the flow and listen to my gut feel. So it’s not constantly one style. And the style depends on the stage. So I have to say that I generally prefer a rather fluffy and timeless set for my podcasts.

And I like producing timeless mixes, that can be listened to during day and night time. But both have got nothing to do with what happens in the club, though. There, all the facets come to light.

The first key figure in your career has been Paul Brtschitsch, with whom you found your first label, Taksi. What can you tell us about the importance and the influence of Paul on your career and about this first project (Taksi), of which you were protagonist at only 21?

Wow, Taksi, yes it’s been a while! In 1994 we used to work for the record distributor Neuton, where I met Paul, one year later Taksi Records was born and the journey tookten years. Productions such as Schneesturm, Rohrbruch or Bordelle, were massiv tracks.

Schneesturm even got later licensed by Richie Hawtin on Plus8. But there have been few more artists crossing my way at the studio since then. Take Guido Schneider, we did Albertino on Cadenza, a worldwide success, or Mario on Cocoon recordings lately. Also name Dana Ruh, she was on board in the early beginning of ARAS, my second label. Cooperations are a nice way to discover a new musical facet of yourself.

In 1996 you became resident DJ at the historical Tresor in Berlin, so you moved to the German capital. What did you feel when you played at Tresor in those years? What does being part of one of the world’s most influential clubs ever mean to you?

Life became so different to me, being raised in a small town near Frankfurt. I had no idea what has been set off that moment when I entered that underground scene. There were only few clubs like Bunker, E-Werk, Planet or Walfisch. So we did lots of raves and secret off-locations, too, which was incredible.

From Tresor to Ostgut, which is probably the most important stage of Andrè Galluzzi career, considering the significance of Berghain’s predecessor. As a great connoisseur of both clubs, which are the main differences between Ostgut and Berghain?

Every time has its own heros and Ostgut was that place back then, one of a kind. Same is to say about Berghain nowadays, don’t try to compare both.

Every club stands for an own age and different vibes, created by a changing perspective in the end – but for me and my sound it has always been one: a home.

Andrè Galluzzi is one of the artists who lived in Berlin at its most intense period, while it was becoming what it is today. You are probably the best person to outline the soul of Berlin and the way this city has grown and matured, musically and culturally talking.

It’s just killing. This is still one of or maybe that worn spot where individuality could explode all day, 24/7. Rough and grey, undesigned, with that mystical dark aura. Excellent playground for underground.

Talking about other labels, you’ve been important for Cadenza, Highgrade, Ostgut Ton and Cocoon. Which of these labels gave you the most? How did your approach to the releases change, based on the different label on which you were working?

Releasing on other labels is a narrow level, as you have to meet many more expectations than your own. Usually, when I finish a production, it automatically pictures me the right label. I have always been lucky, the A&R’s always agreed.

About the future, which of the several upcoming gigs are you waiting for with great excitement? Which surprises can we expect from Andrè Galluzzi, his projects and collaborations?

I am running an event series “WE PLAY VINYL by André Galluzzi” which was launched in 2011 as a statement of dedication and support for vinyl DJ’s & and top-class techno music. The debut with Ricardo Villalobos and many more was a massive success.

The series has been continued with WATERGATE club since 2015. Upcoming showcases are scheduled for June and September 2016, also at Club der Visionaere in Berlin. But it is not about ostracising advocates of the digital at all– quite the contrary! It is about the right to exist for each and every one who is skilled in using their medium and using it as an instrument. So you will find live acts on the line up as well. The medium becomes the message.

One last question: what’s the key to do this job with the same passion after 25 years on the scene?

Passion and Rock’n’Roll! Thanks guys!

Interview & Translation Alberto Zannato