four + 2 =

Antidote MT ci fa ascoltare in anteprima la traccia “Space Dimensions”, contenuta nella prossima compilation della label svizzera Androit Recordings.

Antidote MT, al secolo Jeremy Bord, è il protagonista della premiere di oggi su Parkett. Il disc jockey, classe 1993 ed originario di Malta, sta portando avanti un suo personale concept di techno. I rimandi alla tradizione techno inglese di fine anni ’90 e il lavoro attento e puntuale sugli elementi tecnici portano a un prodotto fresco in un panorama techno musicale spesso troppo statico.

La traccia che vi presentiamo oggi fa parte della nuova compilation di Adroit Recordings. Il collettivo, con base a Zurigo, porta avanti un progetto artistico in cui la creatività è la vera protagonista. Una città, stretta dentro le sue regole in un mondo forse apparentemente lontano dai luoghi sacri di celebrazione per antonomasia dell’elettronica, ma che sta riuscendo ad imporre una nuova visione di musica elettronica in cui luoghi comuni e citazioni artistiche forzate, lasciano spazio ad una libertà espressiva.

Freschezza musicale che trova spazio anche nella serie podcast di Adroit.

“Archive III” è un nuovo capitolo nella storia di Adroit. Otto brani techno in cui gli amici del collettivo trovano nuovo spazio per la propria musica. La compilation propone in apertura “Misgiving” della dj greca ANNE, una track scarna che porta avanti la forza dell’essenzialità sonora.

Segue “Exposure” di Kaio Barsallos, una traccia in cui synth e kick prorompenti si mescolano in una carica energetica. L’artista svizzero Mathieu Benjamin arricchisce “Archive III” di suoni futuristici, che riflettono attraverso i riff metallici il titolo del brano “Tension”.

Gean ristabilisce l’equilibrio con “4492” ; una traccia chiara e nitida che guida una linea di sintetizzatore ondulata in modo costante percussioni e tagli vocali trippy. Arriviamo dunque alla quinta traccia, che potete ascoltare in anteprima sul nostro canale Soundcloud.

 

Antidote MT sviluppa il pezzo su un suono centrale, persistente e ridondante, che viene abilmente arricchito  attraverso kick secondari che trasportano l’ascoltatore in mezzo al dancefloor. Una killer hit che sposa il concept di techno del dj maltese, a nostro parere, molto interessante.
Le ultime tracce portano elementi comuni come l’utilizzo dei reverb e di numerosi filtri. Uno sguardo verso suoni meno corposi e più robotici che inizia con Hanubis e termina con la violenta melodia compressa di Dan White. Un viaggio verso un futuro meccanico, spaventoso ed incombente. Buon ascolto!