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Francis Warren Nicholls Jr. , universalmente riconosciuto come il fondatore dell’House Music, avrebbe compiuto ieri 67 anni.

Ci sono poche persone, al mondo, il cui nome è sufficiente per far nascere un sorriso spontaneo. Una di queste è senza dubbio Frankie Knuckles, il DJ e produttore originario di New York  (ma sbocciato artisticamente a Chicago) che con la sua avanguardia artistica ha creato il genere che noi oggi chiamiamo “House Music”

Frankie nasce a New York, nel Bronx, il 18 gennaio del 1955. In età scolastica diventa amico di Larry Levan, altra colonna portante della dj culture. Insieme, i due iniziano ad esplorare i clubs della città.

Il primo ingaggio di Frankie è al Better Days, locale di New York, nel 1971, dove lavorò insieme a Tee Scott, già affermato protagonista delle notti newyorkesi.

Un anno più tardi, le abilità di Knuckles gli permisero di farsi strada nelle sale del Gallery, sempre a New York. In questo periodo conobbe Nicky Siano, proprietario e dj del locale, e poté riunirsi con il suo grande amico Larry Levan, che già da qualche anno era resident al Gallery Club.

A quei tempi, il DJ si limitava a selezionare i dischi e riprodurli uno dopo l’altro, senza sovrapporli per creare un flusso unico. Frankie ed i suoi amici, insieme a Kenny Carpenter, furono i primi ad innovare il lavoro del DJ introducendo la “messa a tempo” delle tracce, per evitare momenti di silenzio o cali del ritmo tra una traccia e l’altra.

La vera svolta, tuttavia, fu nel 1977 ed accade nelle mura del Warehouse, locale storico di Chicago dove Frankie Knuckles è stato resident.

Inizialmente l’offerta di ricoprire la posizione di resident fu fatta a Larry Levan, ma siccome egli non era intenzionato a lasciare New York, anche perché allora egli era resident del Paradise Garage, quindi suggerì al proprietario del Warehouse di ingaggiare Knuckles.

Frankie accettò, ed è proprio a Chicago che plasmò il genere per cui tutti l’avrebbero ricordato.

Durante i suoi show, infatti, Frankie implementò l’uso di strumenti musicali come pianole e tastiere, sintetizzatori e campionatori, ed inserì effetti sonori tra una traccia e l’altra per mascherare ulteriormente i passaggi.

In questo modo, nacque quella che noi oggi conosciamo come “House Music”.

Contemporaneamente a questa fulminea ascesa, Frankie muove i primi passi nel mondo delle produzioni musicali, che in futuro saranno parte immancabile del suo immenso e prezioso background artistico.

Famosi, in tal senso, sono i sodalizi artistici con il cantante Jamie Principle, con il quale incise la sua hit “Your Love” nel 1987

e, in seguito, il disco “Baby Wants To Ride”. Sia la prima che quest’ultima traccia furono poi stampate in un unico vinile e pubblicate insieme.

Dopo numerosissime altre produzioni e remix, quando ormai la sua carriera era decollata, nel 1991 Knuckles incide uno dei pezzi più iconici del suo repertorio: “The Whistle Song”.

 

Tra tour mondiali, dischi d’oro, riconoscimenti, ulteriori collaborazioni con artisti che ancora oggi popolano il panorama House (tra gli altri ricordiamo David Morales, Satoshi Tomiie e Bobby D’Ambrosio, tutti newyorkesi, con i quali fondò  l’etichetta DEF MIX PRODUCTION nel 1989), arriviamo ai giorni nostri.

Frankie Knuckles

Nonostante i grandi cambiamenti che l’house music ha visto e le importanti mutazioni di cui è stata oggetto, il suono di Frankie Knuckles  continua ad essere richiesto sia dai club sia dalle etichette di tutto il mondo.

Esempio di quest’ultima tendenza è proprio la collaborazione con il DJ e produttore Eric Kupper, con il quale forma il sodalizio Director’s Cut. Attraverso questo nuovo progetto, i due ripropongono rivisitazioni dei classici di Knuckles e Kupper, pubblicandoli in esclusiva sull’etichetta degli Shapeshifters, Nocturnal Groove.

La felicità, il sorriso e la gentilezza di Frankie, tuttavia, nascondono seri problemi di salute: l’uomo è, infatti, affetto da diabete mellito di tipo 1. A causa del suo frenetico stile di vita, Knuckles non ha mai prestato la giusta attenzione alla malattia, posticipandone regolarmente controlli e terapie, fino a causare l’aggravamento dei sintomi.

Nel 2008, infatti, la frattura di un piede dopo un incidente in snowboard renderà necessaria l’amputazione dello stesso, a causa del degenerare della ferita in un brutto caso di osteomielite.

Nonostante i problemi di salute, Frankie non smetterà di esibirsi né rallenterà la frenesia della sua vita, finché il suo corpo non cederà alle angherie della malattia.

La notte tra il 31 marzo ed il 1 aprile 2014, quasi come un becero scherzo, viene diramata la notizia della scomparsa dell’artista.

Oggi, in occasione del suo compleanno, e con questo articolo che ripercorre, a pezzi, la storia della sua carriera, vogliamo rendere omaggio a colui senza il quale l’House Music non sarebbe esistita.

Buon Compleanno, Frankie. Ci manchi terribilmente.