fifty + = fifty three

Mancano ancora diversi mesi al Burning Man, che si terrà tra il 27 agosto e il 4 settembre del prossimo anno nella classica location del deserto Black Rock nel Nevada, ma pochi giorni fa l’organizzazione dell’evento ha annunciato il tema per il festival 2017: Radical Ritual.

Questo è il messaggio che accompagna l’annuncio del tema riguardante il Burning Man 2017, pubblicato il 6 dicembre sul sito ufficiale del Festival:

“Nel 2017, inviteremo i partecipanti a creare riti interattivi, processioni rituali, immagini elaborate, santuari, icone, templi e visioni. Il nostro tema occuperà l’ambiguo terreno che si trova tra venerazione e ridicolo, tra fede e credenza, tra l’assurdo e l’incredibilmente sublime. L’umana voglia di fare eventi, oggetti, azioni e personaggi sacri è mutevole. Può radicarsi e abitare chiunque o qualsiasi cosa. Quest’anno il nostro tema artistico rilascerà questo spirito nel deserto Black Rock”

L’evento fondato nel 1986 a San Francisco da Larry Harvey e che dal 1990 si tiene a Black Rock City (con l’unica eccezione del 1997, anno in cui si tenne in una spiaggia nell’Hualapay Flat) è contraddistinto da un particolare tema. Il primo, nel 1996, fu Inferno, mentre negli anni successivi si susseguirono temi sempre più interessanti, tra cui Wheel of Time (1999), The Vault of Heaven (2004) e American Dream (2009). È durante l’ultima edizione, a tema Da Vinci’s Workshop, che si è invece contraddistinta quest’opera dell’ucraino Alexander Milov.

Nel Burning Man 2017 il tema sarà, per l’appunto, Radical Ritual. Si andrà quindi ad esplorare il fumoso campo della spiritualità, del metafisico e dell’ultraterreno, andando ben oltre la religione, i dogmi e tutto ciò che riguardo lo spirito ma è “ingabbiato” da definizioni e limitazioni create dall’intelletto umano.

In un’epoca in cui la spiritualità, intesa nel senso più tradizionale del termine, sembra perdere importanza e influenza ogni giorno di più, può sembrare una scelta più che azzardata, ma queste parole della giornalista statunitense Krista Tippet, usate per aprire l’articolo del Burning Man Journal riguardo al tema del 2017, possono chiarire la decisione:

“Siamo tra i primi popoli della storia umana a non ereditare l’identità religiosa sostanzialmente come un dato di fatto, una questione di sangue e tribù, come il colore dei capelli e la città natale. Ma la fluidità stessa di questo – la possibilità di scelta che si pone, la capacità di formare e discernere le proprie posizioni spirituali – non sta conducendo al declino della vita spirituale, ma alla sua rinascita”.

Fino ad ora, il periodo, il luogo e il tema sono però le uniche informazioni sul Burning Man 2017 che fa della propria particolarità e unicità il maggior punto di forza. I primi nomi degli artisti che vi si esibiranno, infatti, verranno probabilmente annunciati tra qualche mese.

Alberto Zannato