twenty − = 10

Finiti i baccanali di queste maratone enogastronomiche natalizie, riprendiamo il punto della situazione con il party del 9 Gennaio al Rashomon Club di Roma.

Il caldissimo club di via degli Argonauti è pronto come sempre a far grande baldoria al ritmo della musica espressa da artisti di gran calibro. A questo giro, il quarto party COME TOGETHER offre in line up:

MEMORYMAN aka UOVO [Pastaboys – Manocalda – Laterra]

VALERIO! [Come Together – Puas Puas]

E in Room 2 Butter

LOLA MATTEUCCI – CRGTTS 

La crew scrive del main dj:” Saggezza e passione. E rispetto, profondissimo rispetto. Quello fra Cristiano Rinaldi aka Uovo aka Memoryman e la musica black è un matrimonio incredibile. Un matrimonio che si celebra prima di tutto sotto le insegne della miglior house – Uovo tra l’altro è un terzo del leggendario collettivo Pastaboys, diventato grazie ai soci Rame e Dino Angioletti un’entità rispettata a livello mondiale – ma che sarebbe profondamente sbagliato ricondurre solo ed unicamente agli stilemi dancefloor ed alla cassa in quattro.

Soprattutto, sarebbe sbagliato incasellarlo solo in un genere musicale: instancabile collezionista di vinili sì house ma anche funk, disco e techno, osservatore attentissimo di tutto ciò che è nuovo e che rappresenta evoluzione nel suono della club culture, Uovo riesce a rendere unici i suoi set proprio perché riesce a riversare il suo amore per la musica a trecentosessanta gradi in selezioni piene di eleganza, di ricchezza filologica – ma non per questo meno esaltanti e meno d’impatto.

Un curriculum lungo vent’anni e oltre (la prima release è datata 1992), senza nessun calo di tensione, nessuna sbavatura, nessuna concessione a scorciatoie facili, nessuna ansia di apparire e di creare hype inutili ed effimeri. Il tutto lungo una discografia che vanta, da solo o in collaborazione coi suoi soci storici, più di una cinquantina di uscite oltre a un numero virtualmente infinito di serate – tutte chiuse immancabilmente col sorriso.

Un sorriso che nasce dalla consapevolezza. Dalla saggezza e dalla passione, appunto. Quelle che quotidianamente lo portano a declinare il patrimonio storico della musica black (house, certo, ma anche soul, blues, jazz) con una creatività calibratissima, dove c’è il giusto equilibrio tra il gusto di prendersi dei rischi e la celebrazione di canoni estetici resi perfetti dalla storia (e dall’amore ed euforia che generano ancora oggi, immancabilmente, sui dancefloor).

La più recente “relazione forte” instaurata è quella col collettivo Laterra, creatura ideata da Dj Ralf: affinità totale, comunanza d’intenti, simili radici culturali e stessa sincerità negli approcci. Il modo migliore per mantenere intatto lo spirito e il piglio, insomma. La chiave per essere ancora adesso uno dei dj e producer italiani più rispettati in assoluto è, a modo suo, meravigliosamente semplice. Per fortuna.

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