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Un’intervista per scoprire tutto di Dennis Cruz, dalle origini alle ultime novità discografiche.

Quello dell’iberico Dennis Cruz non è certamente un nome che ha bisogno di presentazioni. Ingegnere del suono, inizia la sua avventura di produttore sperimentando tra la creazione di basi House e beats Hip-Hop e rap, facendosi pian piano strada nelle consolle di tutto il mondo.

Con Eddy M fonda l’etichetta discografica MÜSE, fiore all’occhiello dell’elettronica balearica, con la quale produce se stesso, amici e colleghi ed aiuta nuovi talenti a crescere e sviluppare le proprie potenzialità.

In occasione dell’imminente pubblicazione del suo nuovo EP Uhuru, in collaborazione con il gruppo di produttori ibizenchi Los Suruba, amici nonché spesso compagni di stage di Dennis, noi di Parkett lo abbiamo intervistato per voi.

ITALIAN – ENGLISH

Buongiorno Dennis, grazie per la tua disponibilità. Voglio iniziare con una domanda personale: chi è il DJ e produttore Dennis Cruz fuori dal mondo dei club, delle etichette e delle produzioni?

Forse questa è una risposta cliche ma ad essere onesti, sono solo un ragazzo come tanti altri! Mi piace mantenermi in allenamento ed attivo ma anche rilassarmi, che è una cosa essenziale da fare con un lavoro che prevede tu sia costantemente in viaggio. Una volta accertatoti di poter avere un modo di vivere salutare, sia in termini di attività che di mantenimento di questa routine, hai trovato il tuo modo di affrontare le cose.

Sei nato e cresciuto nell’assolata Spagna. Quanto pensi che la cultura, i suoni e le tradizioni del tuo paese abbiano influenzato il tuo percorso musicale?

La Spagna e la cultura latina hanno sicuramente avuto una grande influenza sulla mia musica, specialmente quando si tratta di certi elementi come il groove, le percussioni usati e molti aspetti che riguardano le parti vocali. Queste tradizioni ed influenze, sia che siano internazionali o nazionali, saranno sempre parte sia del mio suono sia di me come artista

Hai iniziato a suonare all’età di 17 anni, mentre studiavi ingegneria del suono. Hai poi iniziato a collaborare come produttore con artisti rap ed hip-hop. Quando e come è scoccata la scintilla che ti ha fatto abbracciare un genere così diverso da quello da cui partivi?

Ho iniziato producendo house e quello fu certamente il punto da cui è partita la mia carriera, ma avevo molte richieste di basi Hip-Hop, essendo un ingegnere del suono, quindi ho fatto anche quello. Queste sperimentazioni mi hanno aiutato un sacco a imparare come effettivamente creare dei sample.

Qual è il disco da te prodotto a cui sei maggiormente legato e perché?

Direi “Bad Behaviour”, pubblicata sull’etichetta “Suruba X”, rende sempre benissimo dovunque sia suonata!

Parliamo ora del tuo stile di produzione. Hai plasmato un nuovo concetto di “groove” attraverso il tuo sapiente uso di suoni e strumenti, spesso molto diversi tra loro. Dove trovi la maggiore ispirazione quando decidi di comporre?

Direi la musica in generale. Ascoltare le creazioni di altri artisti o musica d’altro genere o altri scenari fa si che tu riesca a plasmare un’idea ed un concetto, e poi il processo di traduzione di quelle idee e quelle sensazioni in una traccia sta interamente a te come artista o produttore.

Se potessi salvare uno solo dei tuoi strumenti per produrre, quale salveresti e perché?

Il Piano, è lo strumento più completo di tutti.

Hai alle spalle una carriera ventennale che ti ha portato ad esplorare il mondo. Ti saresti aspettato che il tuo suono e la tua cura nella selezione musicale avrebbero avuto un tale riscontro?

Decisamente no, non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto quando iniziai la mia carriera. Ho iniziato a creare musica solo per divertimento ed è diventato un lavoro e un modo per condurre una carriera che mi ha portato a girare tutto il mondo, quindi sarò sempre estremamente grato agli artisti e alla gente che ha supportato la mia musica negli anni.

I tempi presenti vedono un tuo nuovo lavoro, dal titolo “Uhuru”, in uscita a marzo sull’etichetta “Crosstown Rebels”. Puoi svelarci qualche dettaglio in più?

Questo lavoro spazia in un’ampia gamma di suoni tra tutte e quattro le tracce. La traccia titolo “Uhuru” è una collaborazione con i miei cari amici Los Suruba ed al suo interno sono contenuti suoni con forte influenza afro su un beat in stile dub. “Notche” si muove in direzione più “minimal” ed unisce qualche elemento più profondo, sullo stile della techno. “Los Libros”, ancora, si snoda da una base groove di percussioni, insieme ad un vocale in lingua Portoghese. In ultimo, “Loco” è una traccia deep-tech con alcuni interessanti pads e synths.

Hai dichiarato, in un’intervista, che la scelta di “Crosstown Rebels” come realtà per il rilascio di “Uhuru” non sia stata casuale. Perché proprio loro?

Quando abbiamo creato la traccia avevamo tutti Crosstown Rebels in mente, quindi siamo stati molto contenti quando il tutto è diventato realtà e che sarebbe uscita sull’etichetta come traccia capostipite della pubblicazione. Credo anche che le altre tre tracce dell’EP ci stiano globalmente bene ed incontrino anche lo stile dell’etichetta.

Hai scelto Los Suruba come partner di produzione per questa tua nuova creazione. Com’è nata la vostra amicizia e cosa ha portato all’idea di creare “Uhuru” insieme?

Siamo ottimi amici. Loro mi aiutarono quando iniziai, ho rilasciato musica sulla loro etichetta e abbiamo anche creato dei party insieme, e da allora abbiamo avuto un ottimo rapporto. Ci divertiamo sempre moltissimo, sia che sia fare musica o suonare insieme nei party. Abbiamo creato “Uhuru” nel loro studio, che si trova nel bel mezzo della natura ad Ibiza, quindi era lo scenario perfetto.

Sei presente anche nel mondo delle etichette con il progetto MÜSE, creato insieme al DJ Eddy M. Potresti descriverci il concept dell’etichetta?

L’eccitazione è fortissima, è stata in cantiere per un po’ prima che rendessimo il tutto ufficiale l’anno scorso. Il concept è molto semplice: vogliamo rilasciare musica che abbia un suono fresco, funky e groovy. Tracce con queste caratteristiche e che ad entrambi piace suonare, che possono arrivarci sia da amici stretti che da artisti emergenti della scena.

Cosa possiamo aspettarci da MÜSE nel prossimo futuro? Puoi darci qualche anticipazione?

Il prossimo singolo in arrivo è una super-traccia di Eddy che sarà pubblicata più tardi questo mese, inoltre  abbiamo moltissima musica da Piem, Bassel Darwish, Ben Kin e qualche nuova traccia di mia produzione.

Per salutarci, un’ultima domanda: alla luce del tuo grande successo a livello internazionale, quale consiglio sentiresti di dare a tutti i giovani produttori e djs che si accingono ad entrare in questo mondo?

Il mio consiglio è di assicurarsi di rimanere sempre positivi e di lavorare intensamente in studio. Facendo entrambe queste cose non solo migliorerai come artista, ma troverai anche il tuo suono e quello è il posto da cui tutti sono capaci di costruire qualcosa.


ENGLISH VERSION

The name of Dennis Cruz is one of those that needs no presentation. Born and raised in Spain, he’s an affirmed sound engineer and started his career  by spacing from the making of House samples to Hip-Hop and Rap beats. He then slowly made its way through the hard world of electronic music and the most prestigious DJ stages around the world. He founded MÜSE label alongside with his friend and colleague Eddy M, releasing both personal and his friends productions, helping fresh talents to fully exploit their potential.

Ahead of his forthcoming EP release on Crosstown Rebels, , made with his friends from Ibiza,  Los Suruba group, we managed to get in touch with him for and interview.

With that being said, enjoy the tale of Dennis Cruz, made by Dennis Cruz.

Good morning Dennis, thanks for your time. Let’s start with a personal question: who is Dennis Cruz, the DJ and producer, when he’s outside from the DJ booth or the production studio?

This is probably a cliche answer but to be honest, I’m just a normal guy! I like to keep fit and active, and to relax as it’s essential to do so in this industry when you’re constantly on the road. Ensuring that you have a healthy balance and maintaining this is key.

You were born and raised in Spain. How much you think that the culture, the traditions and the sound of your home country have influenced your own artistic path?

Spain and the Latin culture definitely had a big influence on my music, especially when it comes to certain elements such as the groove, the style of percussion used and also a lot of the vocals. These traditions and influences, whether international or coincidental, will always be a part of both my sound and also me as an artist.

You started to spin records at the age of 17, while studying sound engineering. You then started as a producer and did some collaborations with Hip-Hop and Rap artists. When and how you felt that you wanted to switch to such a different genre, compared to the one where you started?

I started out making house music and this is definitely where the start of my career was based, but as a sound engineer lot of people often asked me for hip-hop beats and tracks so I did that too. This experimentation definitely helped me a lot when it came to learning how to sample effectively.

Which of your own productions are you most fond of?  Why?

I’d say ‘Bad Behaviour’ on Suruba X, it just sounds so fat wherever it’s played! 

Let’s talk about your production style. You created a new concept of groove by spacing from different sounds and instruments, managing to harmoniously blend them together into one single melody. What inspires you the most when you decide to start a new project?

I’d say music in general. Listening to other artists music or music from other genres and scenes always enables you to build an idea and a concept, and then from there it’s up to you as an artist or a producer to translate those ideas and feelings into a track.

If you could save only one production instrument, which one would it be and why?

The Piano, it’s the most complete instrument out there.

Your career spans through twenty years of intense globetrotting schedule. Would you have  ever thought that your musical selection and your production style would have had such success when you started?

No, I definitely didn’t imagine getting to this point when I began my career. I started out making music just for fun, and then it became a job and lead to a career that’s taken me across the world, so I’m always extremely thankful to the artists and the people that have supported my music over the years.

These present days you have a new project to be released in March, 13th on Crosstown Rebels, “Uhuru”. Can you tell us more about that?

The release features a host of different sounds across the four tracks. The title track ‘Uhuru’ is a collaboration with my good mates Los Suruba, and features some more afro-influenced sounds over a dubby beat. ‘Notche’ is more minimal and features a few darker, more techno elements, ‘Los Libros’ is based around groovy percussion and features a Portuguese vocal, and then ‘Loco’ is a deep-tech track with some interesting pads and synths.

 You said in an interview that the choice of releasing your next project on Crosstown Rebels was not random. Why have you chosen them?

When we first made the track we all had Crosstown Rebels in mind, so we’re definitely really happy that it has become a reality and that it’s coming out on the label as the lead track on the release. I also think the other three tracks on the package are also a great fit and a perfect match for the label’s sound too.

You partnered up with Los Suruba for the title track of “Uhuru EP”. How did your friendship started and how did you decide to create “Uhuru” together?

We are really good friends. The guys helped me when I started, I’ve released music on their label and we’ve played some parties together, and ever since we’ve had a really good relationship – we always have so much fun whether it’s making music or playing shows together. We actually made ‘Uhuru’ in their studio in Ibiza which is based in the middle of nature so it was the perfect setting.

Besides from producing and DJing, you have also founded a strong imprint, MÜSE, alongside with Eddy M. Can you describe us the concept of your label?

We are so excited with the label, it had been in the works for a little while before we launched it last year. The concept is actually really simple, we just want to release fresh, groovy and funky tracks that we both love to play from close friends and also emerging artists within the scene. 

What can we expect from MÜSE in the future? Can you reveal something to us?

The next single is a banger from Eddy which will be dropping later this month, and then we have also really good music coming from Piem, Bassel Darwish, Ben Kin, and couple of new tracks from myself.

And now, one last question: having seen how much successful you are as an artist, both nationally and internationally, what would you suggest to someone trying to break through the electronic music world?

To ensure that you always remain positive, and to work hard in the studio – by doing both of these things you’ll not only improve as an artist, but you’ll find your sound and that’s the place where everything else is able to build from.