Il “Programma Voyager” frutto della collaborazione tra la NASA e il celebre astrofisico Carl Eduard Sagan non si è mai fermato e con lo stesso entusiasmo e strabordante ottimismo rivivrà nuovamente in occasione della release ufficiale del Voyager Golden Record su Ozma Records.

Per ora solo su supporto CD-ROM ma a seguire, nel mese di Febbraio, prenderà vita anche in un prestigiosissimo cofanetto di ben 3 Lp per tutti i vinyl lovers.

Facciamo qualche passo indietro…

Il Voyager Golden Record, per chi non lo sapesse, è un disco che è stato inserito nelle due sonde spaziali per l’ambizioso “Programma Voyager” ideato nel 1977.
Lo scintillante disco contiene suoni e immagini accuratamente selezionati col desiderio di portare le diverse varietà di vita e cultura della Terra.
E’ stato concepito per qualsiasi forma di vita extraterrestre ma anche per la futura specie umana sperando che lo possa trovare e, diligentemente, tradurne il nobile significato.
La ragione di tale messaggio che con le circa 115 immagini e un notevole numero di suoni naturali (onde, vento, tuoni e perfino canti di uccelli e balene) oltre che una selezione musicale che abbraccia consapevolmente numerose culture di diverse epoche e i saluti degli abitanti del nostro pianeta in 55 lingue differenti (la prima è l’accadico del III millennio a.c. originario dell’Oriente mentre l’ultima è la lingua Wu, tutt’ora parlata in Cina) rispecchia la sete di curiosità che da anni vive in progetti che vestono una visione allo stesso tempo positiva e futurista caratterizzata talvolta, però, da una manifesta incertezza nei risultati (vista innanzitutto la vastità dello spazio interstellare e quindi la quasi impossibile ricezione dell’eccezionale cadeau).

Vale davvero la pena investire in un qualcosa di eternamente umano che possa affidarsi all’inesorabile e lento moto uniformemente accelerato del cheto e silente spazio?L’Uomo avrà mai la fortuna di incontrare un’altra forma di vita che apprezzerà, con lo stesso amore e con la stessa dedizione di chi ha saggiamente inciso le magnifiche opere (tra questi i geni di Bach e Mozart) sull’aureo supporto di soli 30 cm di diametro con copertura in alluminio ed elettro-placcato con un campione di isotopo di Uranio-238?
E se il contenuto del messaggio fosse inaccettato dalla civiltà che lo recupererà?
E se fosse realmente recuperato tra le mille (e più) impossibilità dati proprio dal caso? Sarebbe davvero rimandato nuovamente indietro?
Chi sarebbe l’ultimo ad ascoltarlo visto il tempo di 4,468 miliardi di anni che equivale al tempo di dimezzamento dell’isotopo presente visto soprattutto l’incredibile lasso di tempo che passerebbe per “riaverlo indietro”?

Come il più pulsante dubbio che avvolga violentemente la mente umana alterando ogni sensazione fisica e psichica, forse, anzi, senza nessun forse vale la pena tentare, vale la pena aspettare, vale la pena costruirci sopra un mare di idee ed ipotesi.

La conoscenza, d’altronde, alimenta la pura e profonda voglia di curiosità ma anche l’irrefrenabile desiderio di risultati non può che giustificare la nostra tendenza ad investire del tempo nello sprecare che qualcuno, lì fuori, un giorno, si accorga di Noi.

Per i sinceri curiosi e per gli interessati che già conoscono l’excursus del Programma Voyager è possibile rintracciare alcune immagini usate nella registrazione (in bianco e nero) ed altre informazioni relativamente alla loro compilazione all’interno del libro “Rumori della Terra: il disco del Viaggio Interstellare” (1978. Sagan, Drake, Dryan, Ferris, Lomberg, Salzman).
Risulta, inoltre, che una versione in CD-ROM del Voyager Golden Record venne commercializzata dalla Warner New Media nel 1992. L’anno scorso una campagna ad opera di Kickstarter è stata lanciata da David Pescovitz (Boing Boing) per raccogliere fondi volti a distribuire copie del “Voyager Golden Record” in occasione del 40esimo del progetto.

“To the makers of Music – all words, all times.”

Sul sito ufficiale dell’etichetta, ogni altro dettaglio del caso.