twenty one − = eleven

Raramente assistiamo ad uno sviluppo artistico e professionale di un dj così rapido e dinamico. Etapp Kyle incarna perfettamente questo mutamento: dai ghiacci dell’Ucraina, dall’est dell’Europa, sverna un personaggio che sta diventando sempre più protagonista nella scena techno mondiale, e, nonostante la sua giovane età, risulta essere maturo ed estremamente saggio; si evince dalle risposte che ci ha dato e dal fatto che lo stesso Richie Hawtin l’ha voluto a suonare sul palco dell’Enter.

1 – Da dove prendi  ispirazione per la tua musica?

Quando suono fisicamente nei clubs, mi sento immerso totalmente nel processo di mixing, ma a livello mentale sono altrove. In questo modo, se quell’”altrove” è un posto perfetto, mi sento pieno di ispirazione. Secondo me, questo dipende dall’atmosfera, dalla qualità del sistema del suono e dalla gente. Dipende da quanto queste persone sono pronte a seguirmi.

Per quanto riguarda la mia produzione, è una questione molto difficile poiché ho provato a pormi delle domande ma non ho trovato le giuste risposte. La maggior parte delle mie tracce terminate sono il risultato di esperimenti in studio. E’ abbastanza raro per me avere un’idea e precipitarmi  in studio per metterla in atto. Quindi direi che, prima di tutto sono ispirato dalla musica stessa ma di sicuro, nello stesso tempo, ci sono importanti fattori che hanno un grande effetto su di me, si tratta dei miei viaggi e del mio ambiente.

2 – La tua produzione riflette la tua personalità, accade totalmente?

Devi sapere che ci sono molte cose importanti alle quali penso spesso. Per qualche ragione, non riesco ad esprimere con le parole quei pensieri e quei sentimenti. Probabilmente sarei stato uno scrittore o un filosofo se ci fossi riuscito. Quindi sono un musicista. La musica è il mio strumento per scuotere la realtà. Penso che ogni genere di arte sia uno strumento. Così, se l’arte non riesce a riflettere la personalità e non trasmette alcun messaggio, essa non può essere ritenuta arte.

3 –  Cosa ne pensi delle nuove tecnologie usate dai djs e produttori nel mondo? Ritieni che siano degli strumenti per stimolare la creatività degli artisti?

Per alcuni artisti (che principalmente usano tonnellate di hardware della vecchia scuola) è una questione davvero comune e alcuni di loro ritengono che le nuove tecnologie facciano morire del tutto la creatività. Devi sapere che questa questione mi sconcerta ogni volta che la sento. Basta pensare a questa apparizione, e non si può dire il contrario, diciamo che, la prima opportunità delle registazioni multi-channel venne considerata una nuova tecnologia 30 anni fa circa? Sono sicuro che lo fosse. Le persone cominciarono ad usarle e nessuno urlava dicendo che uccidesse la creatività. Nel mio caso, non mi importa come la musica che ascolto si stata creata, quando è eccezionale ed unica. In ogni modo, il più importante elemento della musica di alta qualità dovrebbe essere l’anima.  Pertanto, la questione di come sia stata creata è secondaria.

4 – Raccontaci un aneddoto simpatico o strano che ti è accaduto dietro la console.

Recentemente ho suonato durante una serata durante la quale un tizio è salito sul tavolo della console e si è lanciato nella folla per diverse volte. Considero questo fatto piuttosto strano e poi divertente.

5 – Cosa ne pensi della ondata dei produttori dell’est europeo? Tu provieni dall’Ukraina, quali sono i tuoi artisti preferiti dell’Europa dell’est?

Spesso, durante le mie serate, mi viene chiesto dello scenario techno in Ukraina ed è sempre difficile rispondere perché c’è un piccolo paradosso. Noi abbiamo abbastanza artisti, semplicemente incredibili ma non abbiamo nulla di ciò che io possa definire come scenario techno.
Tra i miei preferiti dell’Est Europa scelgo Stanislav Tolkachev, Woo York, Unbalance and Unbroken Dub.

6 – Hai registrato un bel nuovo EP on Prologue Records. Cosa ne pensi di questa etichetta e dei suoi artisti?

Da quando ho un profondo e un po’ oscuro background, Prologue è stata sempre una della mie etichette preferite. Mi piace l’approccio di Tom Bonaty (il capo dell’etichetta). Lui è molto reticente nel prendere decisioni che hanno un buon effetto sulla qualità dell’etichetta ma, allo stesso tempo, è sempre molto piacevole lavorare con lui. Quindi, sì, sono decisamente contento di rilasciare la mia musica su Prologue.

ENGLISH VERSION

 1- Where do you get your inspiration for your mixing/music?

When I play in clubs physically I’m totally in the process of mixing but on the mind level I’m somewhere else. So if that “somewhere else” is a perfect place then I’m full of inspiration. In my opinion it depends on the vibe, quality of sound system and the crowd itself. It depends on how deep they are ready to go with me. With regards to my production it’s much more difficult question since I have found myself wondering about it before but couldn’t find the right answers. You know most my finished tracks are the result of my experiments in the studio. It’s quite uncommon for me to have an idea and rush to the studio in order to have it put in place. So I would say first of all I’m inspired by the music itself. But of course at the same time there are other important factors which have big effect on me, it’s my travels and my environment.

2- Does your production reflect your personality, It totally does?

You know there are so many important things I often think about. But for some reason I’m not really able to express those thoughts and feelings by words. Probably I would have been a writer or a philosopher if I had been able to. Therefore I am a musician. Music is my instrument for shaking the reality. I think every kind of art is an instrument. So if the art doesn’t reflect personality and doesn’t have any messages then it’s not art anymore.

3 – What do you think about the new technologies used by djs and producers around the world? You think are means to stimulate the creativity of the artists?

For some artists (who mostly use tons of old school hardware) it’s really common question and some of them think that new technologies simply kill the creativity. You know this situation baffles me every time I hear it. Just think about this, wasn’t appearance of, let’s say first opportunity of multi-channel recording considered a new technology 30 year ago or so? I’m sure it was. But people started using it and nobody was screaming that it kills the creativity. As for me It doesn’t really matter how music I listen to was created when it sounds outstanding and unique. Anyway the most important element of high quality music should be soul. Therefore the question of how it was created is secondary.

4 – Tell us a funny or strange episode that happened to you behind the console.

I recently played a show during which a guy got up on the DJ table and jumped into the crowd few times. And I’d rather consider it strange then funny.

5 – What do you think about the new wave of east-european producers? You come from Ukraine, which are your favorite eastern Europe artists?

I am often asked about techno scene in Ukraine during my gigs and it’s always difficult to answer since there is a small paradox. We have enough simply amazing artists but we don’t have anything what I could designate like techno scene.I would pick Stanislav Tolkachev, Woo York, Unbalance and Unbroken Dub as my favorites from Eastern Europe.

6 – You have recorded a pretty new EP on Prologue Records. What do you think about this label and about its artists?

Since I have deep and a bit dark background Prologue has always been one of my favorite labels. I like Tom Bonaty’s (label head) approach. He is very reticent in making decisions it has a good effect on quality of the label and at the same time he is really easy to work with. So yes, I’m definitely happy to release my music on Prologue.