fifty seven + = sixty three

I proprietari del Fabric London sarebbero in trattativa l’Islington Council e con la polizia per intavolare una possibile prosecuzione nelle attività dello storico locale, a determinate condizioni.

Ci sono nuovi sviluppi nella questione della tormentata chiusura del Fabric London, che ha coinvolto innumerevoli artisti e varie autorità tra cui il sindaco Sadiq Khan stesso che, pur armandosi di un apprezzabile spirito costruttivo, non ha potuto da solo fermarne quella che è stata una inevitabile chiusura. Probabilmente per la gravità dei fatti accaduti si è ritenuto più incisivo dare un segnale che non si limitasse a una tirata di orecchie. Nel periodo successivo si sono susseguite analisi sul destino della club culture, sul fenomeno della gentrificazione e vari sospetti circa piani di natura edilizia che hanno urtato la sensibilità dei più affezionati, nonchè party dedicati, petizioni ed iniziative di fundraising fino ad arrivare alla compilation #savefabric. Ce ne siamo occupati anche noi QUI e QUI mano mano che la situazione si evolveva.

In questo momento pare siamo di fronte a una nuova fase, di cui ancora non si hanno notizie più dettagliate di così. Eravamo rimasti con l’intenzione del Fabric London di fare ricorso contro la decisione del 6 settembre del sub-comitato alle licenze dell’Islington Council di revocare la licenza al locale. Di tale ricorso si sarebbe dovuto aprire la discussione il 28 novembre alla Highbury Magistrates Court, ma la seduta potrebbe direttamente non tenersi. Questo può essere considerato come un segnale positivo, nel senso che i proprietari del locale e le autorità starebbero trovando una soluzione al di fuori del contesto del tribunale che possa prevedere auspicabilmente la riapertura o in un qualche modo una forma di prosecuzione dell’attività, una proposta ricevibile eventualmente se e solo se vengano rispettate alcune condizioni di sicurezza che scongiurino una volta per tutte i problemi che hanno portato fino a questo punto.

 

Paolo Castelluccio