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Il 5 e 6 Agosto si è svolta la sesta edizione del FRAC Festival: una ripartenza con gli artisti più apprezzati della nuova scena elettronica.

FRAC festival: un insieme di processi artistici contemporanei e odori di un tempo, percorsi naturali, danze e perfomance. Nelle due serate del festival si è acceso il cuore della Calabria in un’atmosfera dalle coordinate spaziali e temporali sfumate. Una edizione di ripartenza che ha animato la bellissima e suggestiva location, tra mare e monti, di Torre dei Cavalieri.

Spazi atemporali stretti in nuove visioni artistiche

Spazio e tempo che diventano ricerca nelle movenze di Annamaria Ajmone, danzatrice e coreografa che con la sua performance, il segreto, indaga dentro una fisicità impercettibile, quasi invisibile, creando piena osmosi e parallelismi tra materiale e immateriale.

foto di Carmen Stocco

Eva Geist, musa mediterranea e regina singolare del clubbing, brava nel traghettare le icone del cantautorato italiano nel ritmo techno-pop la cui musica ha aperto le porte a suoni affascinanti, a dimensioni eco-consapevoli, agli angoli più velati delle nostre intuizioni.

foto di Carmen Stocco

DayKoda e band, ha incantato con la sua ecletticità artistica in continua evoluzione sulle onde acute della sperimentazione e di “movimentate astrazioni”. In modo pregevole hanno proposto una personalità creativa sul filo di un equilibrio inesistente. Conosciuto come Il Flying Lotus italiano dell’introspezione e dell’abstract chill-hop, ha regalato al suo pubblico raffinate acustiche frutto di una continua e inquieta ricerca di nuovi spazi e  visioni.

foto di Carmen Stocco

Lorenzo Senni non si è smentito; creando una relazione ipnotica ha proposto il suo concetto musicale, dissociato e scomposto, seducendo con il suo stile: un’alternanza di  strati astratti minimali, destrutturate visioni, coinvolgimenti progressivi, passi ritmati e rianimati, lentezze e tempi in corsa. Classe ’83, il prodigio nostrano della Warp Records, nel commentare l’esperienza del Frac Festival afferma:

“Frac è uno di quei festival nei quali la distanza tra artist*, spettator* e organizzator* si annulla. Una caratteristica sempre più rara nel panorama dei Festival internazionali”.

foto di Carmen Stocco

La musica come idea creatrice di profondi statement artistici, è stata per Paolo Tocci e per Ettore il focus della loro esibizione. La loro, un’evidente complicità artistica e umana, che sottolinea il carattere sempre più osmotico di una visione creativa risultato di una comunanza valoriale che li unisce nell’arte e nella musica in particolare. Distanti da etichette e definizioni, si muovono sulla scena con una particolare libertà creativa che esalta le attitudini indiscusse tipiche di chi vive la musica come definizione di libertà e di anima. In una intervista per Parkett, qualche giorno prima del FRAC, Paolo Tocci ha affermato:

“Farò due dj set nel primo giorno di festival insieme ad Ettore, amico di vecchia data oltre che uno dei migliori selector in circolazione. Dovremmo poterci esibire in più momenti e spaziare tra tempi e stili. La nostra intesa musicale è spontanea e il melting che verrà fuori, sono sicuro, sarà interessante!”

foto di Carmen Stocco

È stata poi la volta degli Stump Valley, che con il loro dj set hanno concluso la prima serata.

Due serate immerse tra paesaggio e ricerche artistiche

La ricerca e la sofisticazione artistica di Marina Herlop hanno aperto la seconda serata, un incontro tra stridule acustiche ed elegantissimi esercizi melodici; un corso artistico che prima si eleva per poi affievolirsi e rivoltarsi, un crescente e assiduo intreccio tra suono e tecnica, esatta e corretta, evolutiva e dinamica, avanguardistica e contemporanea, incantatrice. Presentando nel suo live l’ultimo EP “Prypiat”, Marina Herlop ha parlato così del Frac:

“I will keep such a good memory from my experience at FRAC. The organizers of the festival and the people I met within the two days of my stay in Calabria treated me very nicely and were so helpful. The vibe was similar to being in Spain 🙂

The location of the festival was beautiful, as well as the hotel in which we stayed. Hope to be back soon!”

foto di Carmen Stocco

Avvolto dal successo di Ortigia Sound System, Mai Mai Mai, ha rivolto al pubblico del FRAC la contemporaneità della tradizione in una mediterraneità atemporale. La sua musica sembra soddisfare un presente impercettibile che disegna un passato e delinea il futuro. Un paradosso sonorizzato e movimentato tra ramificazioni spirituali e superstiziose; la messa in scena di un’ideologia artistica tanto sapiente quanto sperimentale.

foto di Carmen Stocco

Tra i momenti più romantici dell’intero festival Inude, essenza di tre miscellanee forme artistiche. Sotto l’etichetta Factory Flaws , con le loro acustiche hanno rallentato i ritmi e sedotto le mediterraneità circostanti.

foto di Carmen Stocco

Le atmosfere si sono poi riaccese riprendendo il passo frenetico della dancefloor con Francesco Lucia, fondatore di Circlesound e resident dj presso il collettivo musicale Wave e gli ASYMPTOTE, esatta combinazione electro, jazz e funki-hip hop.