+ eighty six = ninety five

Nata in Puglia, innamorata subito della musica, polistrumentista, parte del progetto We Love di BPitch Control Records, resident Tenax, Giorgia Angiuli è un personaggio che anima il nostro orgoglio italiano.

Ciao Giorgia, benvenuta su Parkett.

Ciao a tutti amici di Parkett 🙂

Leggendo la tua storia abbiamo notato che ci sono degli studi di musica classica nel tuo passato. Come è nato l’interesse per il mondo elettronico? Pensi che i due mondi (elettronico e classico) siano collegati in qualche modo?

Ho studiato chitarra classica in conservatorio e poi ho iniziato a suonare la chitarra elettrica in un gruppo crossover, new metal. Quando mi sono trasferita dalla Puglia, mia terra d’origine, in Toscana, alcuni miei amici mi hanno fatto ascoltare sonorità per me del tutto nuove: Autechre, Apparat, Ellen Allien … mi si è aperto un nuovo mondo! Se da ragazzina detestavo la musica classica e studiavo solo perché obbligata dai miei genitori, oggi ne riconosco l’importanza e credo che senza quegli studi non sarei la performer che sono adesso!  Il mio sogno è di esibirmi con un quartetto d’archi e una 808 della roland, poichè quando scrivo per strumenti ad arco le corde del mio animo si distendono magicamente.

Essenzialmente credo che il mondo elettronico e classico non vadano per itinerari opposti, ma convivano in una stessa clessidra.

Nel 2013 sei diventata dj resident del Tenax di Firenze. Cosa hai provato quando te l’hanno comunicato? E’ stato in quell’istante che hai capito che la tua carriera artistica stava subendo una svolta positiva?

A dire il vero già da 3 anni lavoravo per l’etichetta Bpitch Control, con il progetto pop We Love, e quando mi hanno chiesto di fare un live ogni settimana al Tenax credevo che non ce l’avrei mai fatta, data la mia scarsa confidenza con la musica techno, ma ho deciso di sfidarmi. Grazie a questa residenza ho iniziato ad assaporare il piacere di suonare per un pubblico desideroso di ballare. Fino a quel momento mi ero rivolta sempre con uno sguardo critico e diffidente  verso la techno e le discoteche; ero la classica ragazzina che preferiva andare a sentire i concerti rock e mai avrei immaginato di ritrovarmi dietro ad una consolle. Non ho mai fatto un dj set in vita mia ma ho iniziato a suonare live cercando di far ballare la gente di fronte a me e di interagire, utilizzando vari strumenti musicali e giocattoli per bambini. Il feedback è stato ottimo e, a distanza di due anni, sono sempre più felice di essere entrata in questo settore, dove il riscontro della gente è immediato e senza filtri. Se produci groove e trasmetti buona energia la gente si diverte, dando vita alla  macchina potentissima e travolgente del ballo.

L’anno successivo sei entrata nella storica label di Kevin Sounderson, la KMS: ci racconti qualche aneddoto collegato a questa esperienza? Quali emozioni hai provato quando hai conosciuto una personaggio leggendario come Sounderson?

Kevin Saunderson è un’icona della musica house-techno e ovviamente sono stata felicissima di aver chiuso delle release per la sua label. Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo personalmente ma spero accada presto.

Togliamoci qualche sassolino dalla scarpa: credi che ci sia qualcosa che non va nella scena elettronica italiana? Ci riferiamo un po’ a tutto: promoters, artisti, clubbers. Credi che ci sia qualche malcostume che andrebbe eliminato?

Credo che nella scena italiana ci siano tantissimi talenti  dotati di gran creatività ma c’è una forte carenza di strutture manageriali solide ed efficienti. Io mi ritengo fortunatissima di aver incontrato delle persone come Ralf e Leonardo Brogi e di essere entrata a far parte di LATERRA management.

Purtroppo abbiamo un sistema governativo che non sostiene i clubs , i limiti di orari, i cavilli burocratici fanno sì che in Italia tutto sia troppo costoso. Una cosa che recrimino ai promoters italiani è quella di dar pochissimo spazio agli artisti emergenti e di sottovalutare l’importanza dei sound system all’interno dei locali, bisognerebbe spendere meno soldi sugli allestimenti e concentrarsi prima di tutto sull’acustica e la qualità dei diffusori sonori.

L’Italia è un paese splendido e secondo me i promoters dovrebbero anche utilizzare più spesso  le belle location che la nostra terra ci offre.

Di recente, per esempio, ho suonato per il party Φύση , proprio nel mio paese d’origine, Monopoli e sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere come questi ragazzi abbiano valorizzato una splendida masseria in campagna, trasformandola in un club. Utilizzare certi luoghi conferisce al party un’identità unica e gli dà un valore aggiunto.

Qual è il disco che più di tutti hai squagliato, quello che ancora oggi a sentirlo suscita in te emozioni forti?

Kid A dei Radiohead.

Parlaci del tuo futuro, dei tuoi progetti all’orizzonte, release in vista e collaborazioni programmate.

Le prossime release sono previste su Einmusika, Kms, My Favorite Robot.

Restiamo sul piano delle collaborazioni artistiche: con chi sogni di lavorare un giorno? Magari dividere la consolle oppure lo studio per una release.

Lorenzo Villoresi, il più importante profumiere italiano, per dar vita ad live immersivo e solleticare l’olfatto; adoro associare i suoni agli odori e mi piacerebbe tanto poterlo fare in un club.

Grazie di cuore a Giorgia Angiuli e a presto.