+ fifty six = sixty one

Jazz:Re:Found, festival che da oltre dieci anni indaga sulle contaminazioni e sperimentazioni musicali, inserito nella cornice unica del Monferrato ritorna dal 2 al 5 settembre.

Jazz:Re:Found, dopo lo stop forzato causa Covid, è pronto a tornare a settembre. Una notizia bellissima. Se con la ripresa degli eventi ci troveremo stretti dentro i locali a risentire passare per l’ennesima volta lo stesso disco, Jazz:Re:Found ci dà un’alternativa non da poco.

Respirare. In tutti i sensi. I quattro giorni a Cella Monte non rappresentano soltanto una banale festival experience ma una vera e propria immersione dentro il territorio, tra meeting, degustazioni, musica dal vivo e dj set. Una boccata d’ossigeno, una fuga in campagna che è più cosmopolita della città stessa.

La forza di Jazz:Re:Found negli anni è stata proprio quella di mantenere una dimensione locale, curata, incontaminata. Una scena resistente e fedele a sé stessa, dove le scelte artistiche non son mai volute essere scontate. Hanno abbattuto l’alone chic del jazz pur mantenendo salda una comunità di appassionati.

I primi nomi che son stati annunciati per la prossima edizione hanno già tracciato la linea che da anni JRF si propone di seguire.

La volontà di unire nuove visioni contemporanee, sperimentazioni sugli orizzonti del jazz e nomi grossi del panorama elettronico internazionale.

Il primo nome, che era già stato anticipato, è quello di Venerus. L’astro nascente del cantautorato italiano, dopo il successo del suo album “Magica Musica” uscito lo scorso 19 febbraio è l’emblema della nuova visione musicale contemporanea. Il pop è un baluardo abbattuto da sonorità R’nB ed elettroniche.

Altro nome da tenere d’occhio è quello della giovane cantautrice Joan Thiele.

L’italo svizzera colombiana, fresca dell’uscita su Undamento/ Universal Music di “Atto I – Memoria del Futuro” e “Atto II – Disordinato spazio” ha raccontato attraverso le sue produzioni viaggi e culture differenti che coesistono nella sua musica.

La capacità di dare attraverso la sua voce e il suo sound personale, denso di sonorità urban e soul, una colonna sonora ad un viaggio. Un racconto nuovo di una generazione a metà tra consapevolezza crescente e sperimentazione. Un incrocio interessante, personalmente una delle cose più interessanti di questo 2021.

Rimaniamo in Italia con Khalab.

Raffaele Costantino è uno che in questi anni ha fatto la differenza. Miscelando sonorità elettroniche, musica jazz e le sue radici africane. Consacrando un nuovo sound che da molti è stato definito afrofuturismo.

M’Berra, L’EP realizzato in collaborazione con l’omonimo collettivo campo profughi in Mauritania, ha rappresentato senz’altro un punto epocale in questa ricerca. Uscendo sulla leggendaria etichetta di Peter Gabriel Real World Records.

Altri nomi italiani che si aggiungono a quelli menzionati sopra sono DayKoda, al secolo Andrea Gamba producer milanese dalla formazione classica che è riuscito a creare un forte connubio tra hip hop e jazz, Lndfk cantautrice e produttrice anch’essa portatrice di esperimenti musicali tra culture apparentemente dissonanti, e Ze In The Clouds, producer e polistrumentista fresco dell’inaugurazione della nuova label Time is For Enemy.

C’è spazio anche per dei collettivi interessanti tra i primi nomi annunciati nella line up del prossimo JRF. TUN, acronimo di Torino Unlimited Noise, è il trio formato dai tre jazzisti Gianni Denitto (sax), Fabio Giachino (synth) e Mattia Barbieri (batteria/drum pads) .

Il trio che lavora nel confine stretto tra techno e jazz ha rilasciato l’ultimo album New Door, ispirandosi sia ai tratti industriali della città d’origine, per l’appunto Torino, e unendoli alla musica jazz da ballo degli anni ’20. Unlimited Noise, il rumore di una città che non si ferma e che siamo curiosi di vedere trasportato nelle colline bucoliche del Monferrato.

Altro collettivo in line up è Studio Murena. Il progetto, nato da cinque studenti del conservatorio, racconta una visione musicale scura, fluida in cui le rime ruvide si uniscono a un sound contemporaneo. Che è riuscito a conquistare l’attenzione di molti artisti del panorama italiano come Inoki e Ghemon.

Jazz:Re:Found chiude il primo annuncio con alcune conferme della scena.

Il primo nome è quello forse più altisonante per fama ed è quello di Apparat. L’anima della musica elettronica odierna darà al pubblico di Jazz:Re:Found la sua parte più introspettiva e intima. Un nome che seppur apparentemente in contrasto con la line up restante, può trovare nella cornice del Monferrato il luogo giusto per uscire dalla dimensione dancefloor a cui ultimamente ci ha abituato.

Chiudono la line up Bada Bada . Altro nome decisamente dal respiro decisamente internazionale.

Il trio francese formato da Tiss Rodriguez (batteria), Lilian Mille (tromba e tastiera) e Leo Fumagalli (sassofono e tastiera) ha negli anni rivisitato il concept del jazz moderno, sottoponendo la propria musica ad un processo post produttivo creativo e originale.

I loro live son guidati dall’istinto portando l’ascoltatore in un universo denso di immagini, ricco di battito vitale e allo stesso tempo inno della libertà compositiva contro lo schematismo musicale.

Per la quattordicesima edizione della convention, Jazz:Re:Found promette quindi di mantenere il livello di qualità che in questi anni ha donato a questa realtà credibilità e interesse da parte di tutta Europa. Non ci resta che aspettare il secondo annuncio per vedere quali saranno i nomi che si uniranno ad una line up già così ricca.