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Si chiama  “Grand Soir des turbulences numériques” e tradotto sarebbe “la turbolenza digitale del Grand Soir” e mai nome fu più adatto a questo spettacolo video musicale.

Non un semplice show, non un concerto, non un’esibizione qualunque; qui si incontrano tre mondi: il mondo del video, il mondo della musica contemporanea del xx secolo e quello della Detroit Techno.

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Il viaggio inizia con Il viaggio inizia con ‘Tredici colori del tramonto’ di Tristan Murail. Una sorta di capolavoro che evocare figure spettrali attraverso una musica solenne.

Si prosegue col lavoro intitolato Pour Respire di Pierre Coste e David Jodlowski dove si alternano momenti di quiete e libertà a momenti di furente travolgimento.

Ecco poi arrivare gli esperimenti sonori elettronici di Luigi Nono, seguiti da LINK. C, una performance audiovisiva del Quartetto per archi n ° 2 di Philip Glass dove violinisti e violoncellista suonano in simbiosi a ritmo delle creazioni video di Herman Kolgen.

La serata prosegue con Try, orchestrata da Andrew Norman, si esibisce in un brano commissionato dalla Filarmonica di Los Angeles e la Royal Liverpool Philharmonic.

Il Grand Soir finisce la sua manche in un balletto coreografico in anteprima mondiale diretto e ideato dal compositore e regista Thierry De Mey.

La serata dell’indomani invece è stata dedicata al papà della Techno, Jeff Mills e l’artista visivo e regista Jacques Perconte nel loro lavoro Extension sauvage (Madeira), una performance audiovisiva  che si basa sull’improvvisazione musicale che percorre i paesaggi sonori ipnotici.

Gustatevi l’intero video di questo spettacolo totale.