Jeroen Search è olandese. Da più dei vent’anni nel cuore della techno. Grande conoscitore della scena europea. Esperto di produzione e amante degli hardware. Figura chiave della Figure di Len Faki.

Jeroen Search è tutto questo e molto altro, e noi abbiamo avuto l’occasione di fargli alcune domande.

ITALIANO – ENGLISH

La lunga e produttiva carriera di Jeroen Search è iniziata nei Paesi bassi più di vent’anni fa. Cosa ti ha spinto a iniziare con il djing e con la produzione di musica?

L’amore per la musica mi ha permesso di iniziare a fare il dj e l’incontro con dj Misjah (X-trax) nel 92/93 mi ha spinto a iniziare a produrre musica.

La scena musicale olandese ti ha influenzato in qualche modo quando eri agli inizi o sei stato influenzato dalla scena europea e globale in genere? Quali generi, artisti e dischi eri solito ascoltare al tempo?

Sono sempre stato un fan della musica techno e sono stato ispirato principalmente dalla musica di Jeff Mills e Robert Hood; ho anche una gran collezione dei primi dischi della Djax-up-beats.

Credi che il mezzo influenzi ciò che l’artista trasmette agli ascoltatori? Nel caso di Jeroen Search, ti esibisci spesso live perché è il modo migliore che hai per esprimere la tua musica, o pensi anche che un live possa essere diverso per gli ascoltatori e possa portarli in un qualche tipo di viaggio?

Sia i dj set sia i live set possono avere lo stesso effetto sugli ascoltatori. Per me esibirmi live e suonare sul palco con le macchine è una grandissima cosa e cerco sempre di dare più energia possibile; questo mi porta a ricevere la stessa energia dalla folla, è una sensazione incredibile.

Anche un dj set può avere lo stesso effetto, ma allora cerco di avere la stessa energia passando musica di altri artisti.

La tua label Search, nata nel 1996, è uno dei punti fermi della tua carriera; come descriveresti la tua esperienza con questa label e perché hai deciso di “fermarla” nel 2001 (con l’eccezione del progetto Search Archives nel 2014/2015)?

Search era un buon modo per avere una piattaforma creativa per la mia musica, e ho imparato molto allora sulla produzione. Si è dovuta fermare a causa di varie ragioni. Comunque, fare tute quelle release sulla label mi ha veramente aiutato a trovare il mio stile e la direzione verso cui volevo andare con la mia musica.

Parlando di label, dicci qualcosa sul progetto che Jeroen Search sta portando avanti con Dimi Angelis, A&S Records, e riguardo alla tua relazione artistica con Dimi.

A&S Records è stata creata da Dimi e me come piattaforma per il nostro materiale oltre alle altre label su cui stiamo pubblicando. Dimi è un mio amico di lunga data e partner di studio dai primi anni del 2000. Dalla prima volta che ci siamo incontrati abbiamo capito che eravamo sullo stesso livello in quanto a musica e quindi abbiamo deciso di provare qualcosa nel mio studio. Abbiamo passato molto tempo in studio insieme da allora e produrre assieme ci risulta così naturale.

C’è un’altra label molto importante nella carriera di Jeroen Search: Figure SPC, la sub-label di Figure fondata da Len Faki. Questo progetto include te e altri grandissimi nomi come Markus Suckut, UBX 127, Regal, Johannes Heil, Z.I.P.P.O. e molti altri. Sei stato una figura chiave in questo progetto, infatti hai prodotto il primo disco, Figure SPC A, e hai “chiuso” la label con Figure SPC Z, uscito il 4 luglio (clicca qui per acquistarlo). Puoi dirci qualcosa riguardo a questo progetto e al tuo ruolo in esso? Cosa possiamo aspettarci da Figure SPC Z?

Sì, Figure SPC è molto importante per me perché sento di fare veramente parte della famiglia Figure. Ho otto release su Figure (comprese le tre parti di A e, ovviamente, Z), quindi Ho prodotto quasi un terzo del catalogo. È davvero molto pensandoci ora.

Credo che l’intero catalogo SPC sia ben selezionato; rispetto a Len per questo!

Spc Z era qualcosa di speciale su cui lavorare per me perché sapevo sarebbe stato l’ultimo della serie, ma ho lavorato bene dal momento in cui ero dispiaciuto; felicissimo dei risultati.

Nella tua biografia accenni al “tipico, inimitabile sound Search”. Sappiamo che può essere una domanda difficile, ma potresti provare a descriverci cosa intendi con quest’espressione? Quali sono le principali caratteristiche e influenze del “sound Search”?

Davvero difficile, credo si tratti del fatto che uso molti hardware e pochissimi software e che registro tutte le tracce in un colpo senza preparare gli arrangiamenti in anticipo. Semplicemente, premo il pulsante “registra” e parto con il flow.

E lavorando così per molti anni e provando a migliorarsi ogni volta, ottieni un certo timbro, un sound tipico credo; il sound Search.

Intervista e Traduzione Alberto Zannato

ENGLISH VERSION

Your long and productive career started in the Netherlands more than 20 years ago. What made you start with djing and with producing music?

The love of music first got me started djing and meeting dj Misjah (X-trax) back in 92/93 got me started in producing music.

Did the Netherlands’ music scene someway affect you in your beginnings or have you been influenced by the whole European and global scene in general? Which genres, artists and records did you use to listen to at that time?

Always have been a fan of  techno music and was mainly inspired by  the music from Jeff Mills and Robert Hood, and I also have a big collection of the early DJAX UP beats records.

Do you think that the means affects what artists convey to the listeners? In your case, do you usually play live because that’s the best way for you to express your music, or do you also think that a live set can be different for the listeners and can take them through some kind of journey?

Both dj sets and livesets can have the same effect on the listeners as far as I know. For me playing a liveset is just such a great thing to do, playing on stage with the machines and I always try to give  as much energy as possible and this results in receiving the same energy back from the crowd, it is an incredible feeling.

But also playing a dj set can have the same results, but then I try to have the same energy by playing other artists music.

Your label Search, born in 1996, is one of the fixed points of your career; how would you describe your experience with that label and why did you decide to “stop it” in 2001 (with the exception of the project Search Archives in 2014/2015)?

The Search imprint was a great way to have a creative outing for my music,  and I learned a lot in that time about producing. It had to stop be due to several reasons. Anyway doing all those releases on the label really helped me finding my style and the direction I wanted to go with my music. 

Talking about labels, tell us something about the projct you’re running together with Dimi Angelis, A&S Records, and about your artistic relationship with Dimi.

A&S Records was formed by Dimi and me as outing for our own material besides the other labels we are releasing on. Dimi is my longtime friend and studiopartner since early 2000’s. From the first time we met we found out we were on the same level about music and so we decided to try something out in my studio. We had a lot of studio time together since then and producing together feels just so natural.

There’s another label that’s very important in Jeroen Search career: Figure SPC, the sub-label of Figure founded by Len Faki. This project involved you and other huge names like Markus Suckut, UBX 127, Regal, Johannes Heil, Z.I.P.P.O. and many others. You’ve been a key figure in this project, in fact you released the first record, Figure SPC A, and you “closed” the label with Figure SPC Z, coming on July 4. Can you tell us something about this project and your role in it? What can we expect from Figure SPC Z?

Yeah Figure SPC is very important for me because I really feel being part of the Figure family. I have 8 releases on it (including the 3 parts of A and  ofcourse Z) so I did almost a third of the catalogue, that’s quite a lot thinking about that now.

I think the entire SPC catalogue is very well selected, big respect to Len for that!

SPC Z was something special for me to work on because I knew it was going to be the last one in the series, but it worked out fine as far as I am concerned, really happy with the results.

In Jeroen Search biography you mention the “typical, inimitable Search-sound”. We know it can be a tough question, but could you try to describe to us what you mean with that expression? What are the main features and influences of the “Search-sound”?

Tough one indeed, but I think it’s mainly because I use a lot of hardware and little software and I record all tracks in one take without preparing the arrangements upfront. Just press the record button and go with the flow.

And because of working this way for all those years and trying to improve it all the time you get a certain signature-sound I guess, the Search-sound.

Interview & Translation Alberto Zannato

 

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