eighty seven + = ninety six

E’ dal 1991 che il Burning Man, il festival che si tiene nel deserto Black Rock, in una distesa polverosa e salata vicino Black Rock City nel Nevada, è fonte di grande ispirazione per gli artisti di tutto il mondo.

Il Festival non ha programmi dichiarati, ognuno può organizzare una performance e esibirsi in qualsivoglia attività; lo spirito del Burning Man è quello di ricreare una società basata sul baratto e sul superamento delle malate economie odierne, per una 8 giorni di totale distacco dalla realtà.

E’ in questo spirito che si è esaltato lo scultore ucraino Alexander Milov, che, a detta di molti, ha esposto la scultura più chiacchierata del web: due gabbie a forma di esseri umani, che chinati di spalle l’un l’altro, ospitano al proprio interno due bambini che cercano il contatto.
Ecco la spiegazione di tale opera da parte di Milov: “Mostra un conflitto tra un uomo e una donna, e l’espressione interiore ed esteriore della natura umana. La loro interiorità è rappresentata da bambini trasparenti che cercano di toccarsi attraverso la grata. Al calare della notte, i bambini cominciano a brillare. Questo splendore è un simbolo di purezza e sincerità, che unisce le persone e dà la possibilità di riavvicinarsi quando arriva un periodo buio