six + one =

In uscita ad Aprile 2021 il docufilm di Enrique Sanchez Lansch sulla carriera di Matthew Herbert, visionario musicista britannico che ha rivoluzionato la musica elettronica con un campionatore.

“A Symphony Of Noise” è il titolo del documentario sulla figura di Matthew Herbert che sarà presentato in anteprima al Copenhagen International Documentary Film Festival il 21 Aprile 2021. Alla regia Enrique Sanchez Lansch, direttore spagnolo-tedesco già pluripremiato nel 2004 per il film “Rhythm Is It”.

L’opera non vuole ripercorrere meramente le tappe più importanti della carriera del musicista britannico. L’intento è, piuttosto, quello di esplorare l’universo musicale che si cela dietro il processo creativo della musica di Matthew Herbert. Un universo che davvero meritava un approfondimento.

Ed il motivo è semplice: Matthew Herbert sin dall’inizio della sua carriera ha rifiutato di incastrare la sua musica all’interno di un genere, di uno stile. Il suo interesse si è sempre rivolto alla capacità dei suoni di raccontare una storia. Chitarre e drum machines sono ancora lì alla nostra portata, ma la loro forma espressiva è limitata, finita.

È sempre più difficile dare vita al nuovo, creare innovazione continuando ad utilizzare strumenti limitati che hanno ormai dato tutto. Bisogna saper inventare un’arte eclettica e iper-consapevole, specialmente in un mondo come quello odierno, dove è possibile campionare e fare musica letteralmente da ogni cosa.

Matthew Herbert crea partendo da un libro che cade, un pacco di patatine stropicciato, i suoni della città, della natura vicina e lontana, persino quelli universali: la musica necessita di una componente autentica che le restituisca il senso di attivismo artistico, creativo e politico:
“Lì dove punterai il tuo microfono, sarà la storia che racconterai”. Ecco perché A Symphony Of Noise è il documentario che ogni musicista dovrebbe guardare: usare un microfono per catturare e campionare un suono è un atto politico dalla grande portata rivoluzionaria, per denunciare la vacuità di un certo mondo culturale e per restituire alla musica la sua funzione catartica.

 

Francesco Trovato